Peppino Drali, da oltre settant’anni bici d’autore

Dalla "Specialissima" di Coppi al Triathlon, la storia del glorioso marchio continua

Quando varco l’ingresso del negozio di via Palmieri 25, lo scorgo subito; sta “trafficando” attorno a un cavalletto per le riparazioni, con l’immancabile cappellino da ciclista sul capo, concentrato e appassionato come un apprendista alle prime armi, nonostante abbia contribuito con le sue biciclette a scrivere la storia del ciclismo. La voce è squillante, il milanese d’obbligo: «Buongiorno giuinott».

«Alla “tenera” età di 93 anni, è il primo, tutte le mattine, a tirar su le saracinesche», ci racconta Gianluca Pozzi, uno dei tre imprenditori che hanno rilevato e rilanciato l’attività del maestro telaista Peppino Drali, all’anagrafe Giuseppe Drali. Quella del Drali è una storia che merita di essere raccontata perché profuma di pulito, di passione, di dedizione ed è una prova vivente della genialità italiana nel campo delle produzioni artigianali: due mani d’oro, impregnate di grasso per la maggior parte del tempo, che hanno saputo forgiare delle vere e proprie opere d’arte su due ruote.

Giuseppe Drali, classe 1928, impara i rudimenti nella bottega di via Chiesa Rossa aperta nel 1923 dal padre Carlo, telaista affermato alla Bianchi dove al reparto corse compone telai per i campioni dell’epoca tra cui Costante Girardengo. Nel 1945, terminata la guerra, il primo prestigioso incarico: costruire la bicicletta per il più grande di tutti i tempi: Fausto Coppi. In poco tempo le “Specialissime” Drali si impongono sul mercato sportivo. E quando la Bianchi nel 1970 si ritira dall’attività sportiva, il negozio del Drali diventa, su mandato della storica e prestigiosa casa, un vero e proprio reparto corse, per preparare bici su misura per le varie competizioni. Nel 1982 la “bottega” si sposta in via Agilulfo, la storica sede che molti dei lettori di Milanosud avranno di certo visitato: una sorta di bar sport frequentato da appassionati e amici. Inevitabilmente tutte le avventure, anche le più belle, prima o poi rischiano di concludersi. E così, alla scomparsa dell’amata moglie Marisa avvenuta nel 2014, dopo 50 anni di vita insieme, Giuseppe, preso dallo sconforto, decide di chiudere definitivamente l’attività. Ma il destino ha in serbo altri piani. L’esempio decennale del Drali è un seme pronto a dare buoni frutti. In bottega si presenta un giovane, Alessandro Merli (nella foto in alto insieme al Drali), chiedendo al maestro di insegnarli il mestiere, come si faceva una volta. Peppino indugia, ma di fronte alla costanza, alla voglia di imparare e al rispetto che il giovane gli dimostra (si presenta tutte le mattine per aiutarlo a tirare su la pesante “clér” del negozio), decide di accettare.

Oggi il negozio di via Palmieri è uno show room elegante e funzionale guidato da Gianluca, affiancato da Alessandro (erede designato dell’officina), e da Daniele (Calvi), dedicato ai nuovi progetti. Gianluca ce li illustra con orgoglio: «La tradizionale produzione di telai da corsa sarà presto integrata con nuovi modelli che andranno ad arricchire la nostra offerta: bici da strada, gravel, elettriche, crono e triathlon, costruite usando telai italiani di ottima qualità e garantendo sempre un’ampia possibilità di personalizzare la propria bicicletta. Per spingere verso un’internalizzazione del marchio stiamo predisponendo un nuovo sito internet consultabile anche in inglese. Il nostro canale più efficace per farci conoscere rimane quello legato alle corse: oltre al consolidato rapporto con il team Drali Milano nel settore fixed, siamo ora presenti anche in ambito amatoriale con il gruppo “Drali zerosbatti”. Il progetto più ambizioso è l’ampliamento dello show room: i nuovi spazi acquisiti ospiteranno uno “Sport village” che fornirà agli atleti una serie di servizi incentrati sulla preparazione atletica, sull’alimentazione e sulla messa in sella».

Prima di congedarmi chiedo a Gianluca una conferma circa la fase di rilancio, anche alla luce degli interventi di sostegno governativi, che pare stia attraversando il mondo delle due ruote: «Sembrerà strano ma il bonus bici così come è stato pensato, si sta rivelando un boomerang. Il bonus ha infatti stressato il sistema, creando difficoltà di reperimento di materiali e componenti. Il mondo delle due ruote è da qualche anno in una fase di graduale espansione ma anche di continuo cambiamento, c’è molto lavoro da fare per evitare che non sia un fuoco di paglia. Noi comunque siamo pronti ad affrontare la sfida con la nostra personale ricetta:” Custodi della tradizione ma aperti al cambiamento”».

La gloriosa storia del marchio Drali continua. Il signor Giuseppe ne è ancora il testimone. Alla prossima, giuinott.

Reporting specialist di una multinazionale di giorno, al calar delle prime ombre della sera si dedica alla sua vera passione ed indossati i panni di aspirante giornalista e scrittore si aggira per gli anfratti della Milano Sud in cerca di notizie e spunti per un nuovo racconto…..

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