Per una rinascita interiore ci aiutano le piante officinali

L’Avvento è l’attesa della nascita di Cristo. Per la nostra cultura questo mese ha grandi significati e grandi simboli. Un evento spirituale di portata universale che, con la celebrazione del Natale, rappresenta la rinascita. Quindi

lavandaL’Avvento è l’attesa della nascita di Cristo. Per la nostra cultura questo mese ha grandi significati e grandi simboli. Un evento spirituale di portata universale che, con la celebrazione del Natale, rappresenta la rinascita. Quindi un simbolo di rivoluzione, crescita e progresso. Un rinnovamento completo, simile a quello che avviene quotidianamente nel nostro organismo (pensate solo alle tossine eliminate ogni giorno…), e nel nostro cervello attraverso le sue cellule nervose. La rinascita è anche dentro di noi. Ecco la necessità di fare uno sforzo: come tutte le nostre cellule abbiamo il dovere, per la nostra salute e forza vitale, di rinnovarci. Limitando al massimo gli errori che commettiamo a danno dell’organismo nel suo complesso.

In questo spazio mi limito a riferirmi alle scelte di vita alimentare e fisiologica. Ognuno di noi percepisce questi errori perché, per fortuna, il collegamento tra mente e corpo è sempre attivo.

Quella sensazione di nervosismo, di stanchezza che non passa mai, di debolezza cronica, di malessere… sono in realtà messaggi che provengono dal nostro corpo, attraverso modalità che influenzano il funzionamento del sistema nervoso e del cervello. Ci sono infatti stati d’animo che possono venire da uno stato fisiologico in crisi o sovraccarico. Anche le tossine possono, da sole, determinare un abbassamento del livello delle difese vitali.

Un mio consiglio è quindi quello, se e quando vi sentite stanchi, deboli o acciaccati, di non ricorrere subito ai farmaci. Cominciate con l’esaminare cosa “avete combinato” nei giorni precedenti: avete abusato della vostra forza fisica? avete stramangiato per alcuni giorni di fila? avete impegnato la vostra mente in lavori pesanti e stressanti?… Tutto questo comporta un affaticamento generale per l’organismo ma spesso non ne teniamo conto: siamo abituati ad abusare del nostro corpo e della nostra mente, e a rimediare poi senza esitare prendendo un antiacido, un digestivo, un antinfiammatorio… Questi rimedi, totalmente chimici, sono palliativi, che vanno assunti solo per brevi periodi e occasionalmente. Invece ciò che fa la differenza è un nuovo atteggiamento che deve nascere in noi, che si serva di un’attenta considerazione delle nostre abitudini di vita, altrimenti il grave rischio è che il farmaco diventi compagno di vita definitivo.

Allora, come comportarci? L’atteggiamento giusto di fronte a un malessere fisico cronico è il seguente: ascolto (cosa mi succede, quando?), attesa (potrebbe passare velocemente), considerazione degli eventuali fattori scatenanti (cerco di riconoscerne alcuni), comunicazione al medico (sempre e comunque con un atteggiamento critico), eventuali esami se richiesti (mi possono servire per approfondimento), cambio di abitudini (se il problema scompare mi è chiaro cosa lo scatena), cura naturale con piante officinali e/o prodotti simili (forniscono all’organismo la possibilità di farcela da solo), di nuovo attesa (almeno due mesi di cure).

Ci sono centinia di malattie croniche che si possono trattare con le piante officinali, assunte con costanza e regolarità. La maggior parte di questi malanni si può veramente curare solo con prodotti della natura. La farmacologia ufficiale, per questo tipo di malesseri, non sa fare altro che proporre palliativi e soppressori del dolore. Cominciate da oggi a cambiare, a rinascere, come fa il vostro cervello ogni giorno, con un diverso rispetto per la vostra salute. Non ve ne pentirete, ve lo garantisco. Un sereno e caldo Natale.

Paola Grilli, Naturopata
paolagrilli55@gmail.com

Elisa Paci, 24 anni, laureata in Comunicazione e Società (Scienze Politiche), blogger e fotografa, ha uno spirito internazionalista, che la porta a viaggare a Milano e nel mondo, in aiuto di chi non ce la fa, siano persone, interi popoli o piccole redazioni digitali. Per lei il reaggae è il massimo.

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