Pian dei Resinelli

Ha compiuto ottant’anni in silenzio, sotto la prima neve di stagione, salutata dagli sgargianti colori dell’autunno: parliamo della strada che da Ballabio, con 14 tornanti, conduce ai Pian dei Resinelli (1200-1300 metri di quota), inaugurata

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Ha compiuto ottant’anni in silenzio, sotto la prima neve di stagione, salutata dagli sgargianti colori dell’autunno: parliamo della strada che da Ballabio, con 14 tornanti, conduce ai Pian dei Resinelli (1200-1300 metri di quota), inaugurata il 7 ottobre 1936. Sono in tanti, specialmente nella bella stagione, a percorrerla ancora (da Milano sono circa 75 km, prendendo, raggiunta Lecco, per la Valsassina).

Ai piedi della Grigna Meridionale, lassù, ci accoglie la tranquillità di boschi e prati e una serie di camminate ed escursioni adatte a tutti. In poco più di due ore, in tutta calma e partendo dalla chiesetta costruita nel 1917, c’è la classica passeggiata Belvedere-Coltignone-Parco del Valentino che, nelle limpide giornate autunnali ed invernali, offre un colpo d’occhio memorabile su “quel ramo” del lago di Como, sui laghetti della Brianza e sulla pianura dove, verso sera, si accendono le luci della “città infinita” di cui parla il sociologo Aldo Bonomi (valtellinese).

www.resinelliturismo.it è il sito sul quale trovare informazioni ed itinerari relativi a questo luogo storico dell’escursionismo lombardo: qui, per esempio, nel 1913 la Sel (Società Escursionisti Lecchesi) organizzò i primi campionati italiani di sci. Uno sport al quale la località deve lo sviluppo (con molte costruzioni ma senza brutture, con l’eccezione del bruttissimo grattacielo) conosciuto tra gli anni ’60 e ’80. Oggi che nevica meno, questo si conferma il luogo delle famiglie e degli alpinisti, di ogni età, appassionati di arrampicata. Qui sono stati di casa Riccardo Cassin, Walter Bonatti e Carlo Mauri, mentre il piazzale centrale è dedicato a Daniele Chiappa, l’angelo del soccorso alpino lombardo scomparso nel 2008. E qui, a meno di mezz’ora dal parcheggio dove si lascia l’auto, c’è lo storico Rifugio Carlo Porta, voluto dal Cai Milano – che ne è tuttora proprietario – nel 1911.

Nelle sale foderate di legno (come le stanze), si gustano i piatti tipici proposti dal gestore Claudio Trentani, che accoglie spesso anche scolaresche ed organizza serate di letture e musica. E al Carlo Porta si può anche andare ad aspettare l’anno nuovo in un clima di festa amichevole e calda come il fuoco nel monumentale caminetto della sala da pranzo.

Laura Guardini

(Novembre 2016)

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

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