Piazza Fontana 50 anni dopo: i libri per comprendere la strage

Milano – 12 dicembre 1969 ore 16.37: un boato squarcia il cielo della città. Alla Banca Nazionale dell’Agricoltura è appena scoppiata la “madre” di tutte le bombe che falcia la vita di 17 persone, ne

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Milano – 12 dicembre 1969 ore 16.37: un boato squarcia il cielo della città. Alla Banca Nazionale dell’Agricoltura è appena scoppiata la “madre” di tutte le bombe che falcia la vita di 17 persone, ne ferisce indelebilmente 88, e dà il via alla cosiddetta strategia della tensione, la stagione più oscura della storia recente del nostro paese, impregnata di sangue e costellata di trame fitte e indicibili. Per quanto la nostra democrazia abbia retto alle scosse telluriche di quel delicato passaggio storico, la strage di Piazza Fontana (rimasta, ricordiamolo, impunita), ha lasciato quesiti e ferite aperti nel tessuto connettivo della nostra società che, a distanza di 50 anni, continuano a turbare il confronto democratico e ad inquinare la vita civile del Paese probabilmente più di quanto si possa ragionevolmente pensare.

In concomitanza con l’uscita di una serie di nuovi libri scritti sull’argomento da autorevoli giornalisti e scrittori – Paolo Morando, Enrico Deaglio, Gianni Barbacetto e Benedetta Tobagi – la Casa della Memoria di Milano ha organizzato una serie di tavole rotonde con gli autori, a cui si affiancano di volta in volta studiosi, giornalisti e protagonisti di quegli anni.

Il ciclo di incontri si è aperto con la presentazione del libro di Paolo Morando: “Prima di Piazza Fontana. La prova generale” che ha il merito di avere acceso i riflettori sui mesi antecedenti la strage, mettendone in fila gli avvenimenti e ricostruendone il clima generale, caratterizzato da un crescendo di cupi presagi di quanto, da lì a poco, sarebbe accaduto. All’incontro, oltre all’autore, sono intervenuti Roberto Cenati (presidente provinciale dell’Anpi), Massimo Pisa (giornalista di Repubblica), Carlo Arnoldi (presidente dell’associazione familiari vittime piazza Fontana) e Claudia e Silvia Pinelli, figlie di Pino, il ferroviere anarchico ingiustamente accusato di complicità nella strage e morto, in circostanze mai pienamente chiarite, in seguito alla caduta dal quarto piano della Questura di Milano mentre era in stato di fermo da tre giorni (ben oltre i termini di legge) dopo lo scoppio della bomba.

Claudia e Silvia Pinelli hanno sottolineato l’importanza dell’incontro avvenuto al Quirinale nel 2009 in occasione della giornata della memoria in cui, alla presenza del Presidente Napolitano, hanno incontrato per la prima volta l’associazione dei familiari delle vittime di piazza Fontana sancendo in modo inequivocabile come loro padre sia da considerarsi a tutti gli effetti la diciottesima vittima della strage.

La limpidezza e l’integrità della figura di Giuseppe Pinelli, nonostante il tentativo di infangamento, è emersa progressivamente e con tale forza che si può dire abbia rappresentato il granellino di sabbia che ha fatto inceppare, assieme alla reazione democratica dei milanesi (300 mila) accorsi in massa ai funerali delle vittime, la macchina della menzogna che puntava ad attribuire agli anarchici la responsabilità della strage.

Carlo Arnoldi e Roberto Cenati, sono stati concordi nell’affermare che, nonostante la possibilità di ottenere una verità giuridica sia ormai preclusa (ricordiamo che la cassazione a maggio 2005 ha chiuso l’iter processuale durato 36 anni confermando la sentenza assolutoria per Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi e Giancarlo Rognoni, sancendo di fatto l’assenza di colpevoli e condannando i familiari alle spese processuali), lo stesso non possa dirsi per quella storica che, grazie alla determinazione, al coraggio e alla perseveranza dei familiari delle vittime in primis, ma anche di larga parte della società civile, è infine venuta a galla: una strage di Stato compiuta dalla destra eversiva funzionale a una strategia antidemocratica in cui hanno avuto un ruolo fondamentale “pezzi” deviati dello Stato Italiano. Come ha sottolineato Massimo Pisa, che grazie a un meticoloso lavoro di studio delle carte processuali e dei documenti recentemente desecretati sta pubblicando su Repubblica molti articoli sulla vicenda, Morando ha avuto l’intuizione di concentrarsi sui mesi antecedenti l’attentato, ricostruendo e legando tra loro i vari pezzi di una trama eversiva che avrà il suo tragico climax nella strage.

Le bombe del 25 aprile 1969 alla Fiera di Milano (vere e proprie stragi mancate), le indagini a senso unico verso la galassia anarchica, il ruolo subordinato dell’ufficio politico della Questura di Milano a quello dell’Ufficio Affari Riservati di Roma, le trame ordite da ambigui personaggi come Guido Giannettini, rappresentano (purtroppo a posteriori) le tessere di un puzzle criminale che andava formandosi. Se la verità storica è finalmente disponibile, il rischio è che passi nel dimenticatoio.

Nel 2009, in occasione del 40° anniversario della strage, un’indagine svolta tra i giovani svelò lacune preoccupanti: un intervistato su 3 ne attribuiva la responsabilità alle Brigate Rosse (nel ‘69 non ancora apparse sulla scena). Da allora molto lavoro è stato fatto nelle scuole e le numerose tesine (anche di laurea) sulla strage che l’associazione dei familiari delle vittime riceve dagli studenti sono la dimostrazione che l’esercizio della Memoria non è qualcosa di anacronistico ma l’indispensabile filo che lega il passato con il futuro.

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Libri sulla strage
Il contrasto all’oblio si nutre di condivisione e partecipazione: ecco allora i principali eventi in programma a dicembre.

  • Pino Nicotri, “Silenzio di Stato. Il libro che ha cambiato il corso delle indaginini sulla strage di Piazza Fontana”
  • Paolo Morando, “Prima di Piazza Fontana. La prova generale”
  • Enrico Deaglio, “La bomba. Cinquant’anni di Piazza Fontana”
  • Gianni Barbacetto, “Piazza Fontana. Il primo atto dell’ultima guerra italiana”
  • Benedetta Tobagi, ”Il processo impossibile”
  • Piero Scaramucci/Licia Pinelli, ”Una storia quasi soltanto mia”
  • Marco Ligini/Eduardo M. Di Giovanni, ”La strage di stato. Controinchiesta”.

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Incontri, filmati e presentazioni

  • Giovedì 12 dicembre, ore 20,30 proiezione del filmato “Piazza Fontana. Storia di un complotto” di Fabrizio Calvi e Frederic Laurent regia di Jean-Michel Maurice, coproduzioneRaidue – la Sept Arte – L.P., 1997.
  • Sabato 14 dicembre, ore 14 “Catena musicale Umana in ricordo di Giuseppe Pinelli” da Piazza Fontana a via Fatebenefratelli (sede della Questura) con la partecipazione della famiglia Pinelli.
  • Martedì 17 dicembre, ore 18.30 Incontro Piero Scaramucci e l’informazione indipendente intervengono
  • Giovanni Scirocco (Istituto Nazionale Ferruccio Parri), Danilo De Biasio (direttore del Festival dei Diritti Umani di Milano), Michele Migone (giornalista di Radio Popolare).
  • Venerdì 20 dicembre, ore 18.30 presentazione del libro “Pinelli L’innocente che cadde giù” di Paolo Brogi, Castelvecchi editori 2019 ne parlano con l’autore Grazia Pradella (magistrato) e Daniele Biacchessi (giornalista).

Reporting specialist di una multinazionale di giorno, al calar delle prime ombre della sera si dedica alla sua vera passione ed indossati i panni di aspirante giornalista e scrittore si aggira per gli anfratti della Milano Sud in cerca di notizie e spunti per un nuovo racconto…..

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