Piazza Fontana: 51° commemorazione della strage neofascista, una cicatrice indelebile per il sindaco Sala. Video

Una commemorazione senza palco e senza corteo. "Ma con ancora più emozione del solito", dice il  sindaco Giuseppe Sala, presente alla cerimonia insieme ai familiari delle vittime,  nel giorno del 51esimo anniversario. Una cerimonia tenuta in

Una commemorazione senza palco e senza corteo. “Ma con ancora più emozione del solito”, dice il  sindaco Giuseppe Sala, presente alla cerimonia insieme ai familiari delle vittime,  nel giorno del 51esimo anniversario. Una cerimonia tenuta in forma ridotta per le norme anti-Covid ma con la presenza di centinaia di milanesi.
Sul proprio social il sindaco ha scritto che “La strage di Piazza Fontana è una cicatrice indelebile nel cuore della nostra città. Sono passati 51 anni da quel vile attacco e oggi come allora vogliamo ricordare questa dolorosa ferita chiedendo che sia fatta giustizia per le vittime e per le loro famiglie. Il male si cura anche con la memoria collettiva, che va tramandata nel tempo. Milano non si piegherà mai alla logica terrorista, perché sarà sempre lo spirito democratico a guidare le nostre coscienze”.

Dopo il minuto di silenzio alle 16.37 precise e la posa delle corone  di fiori di fronte alla sede della Banca nazionale dell’agricoltura, anche quest’anno prende la parola Carlo Arnoldi, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage, leggendo  i nomi delle 17 vittime. Ricordando come l’ordigno sia stato collocato «dal gruppo terroristico di estrema destra Ordine nuovo» e concludendo con il nome del ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli, quale ultima vittima della strage, ingiustamente accusato dell’attentato e “caduto” da una finestra della Questura. Morte archiviata come “malore attivo”, ma ricordata dalla lapide posta nei giardinetti di fronte alla banca dagli anarchici del circolo Ponte della Ghisolfa.

 

Benedetta Tobagi, scrittrice e figlia del giornalista del Corriere della Sera Walter Tobagi, assassinato dal gruppo di estrema sinistra Brigata XXVIII marzo nel 1980, Fortunato Zinni, allora dipendente della Banca nazionale dell’Agricoltura sopravvissuto alla bomba, e Claudia e Silvia Pinelli, le figlie di Giuseppe Pinelli, hanno partecipato alla lezione collettiva “Non c’è futuro senza memoria” tenutasi  prima della cerimonia  e organizzata dalle associazioni antifasciste e dai collettivi universitari che si riconoscono  nella rete “Milano antifascista antirazzista meticcia e solidale”.

Dal Presidente dell’Anpi Provinciale di Milano Roberto Cenati, presente alla cerimonia, il comunicato postato sui social:

“Ricordare oggi, a distanza di 51 anni, la spaventosa strage neofascista di piazza Fontana riveste un preciso significato: mantenere vigile l’attenzione dei cittadini contro i pericoli che la nostra democrazia sta ancora correndo, per il ripresentarsi di movimenti neofascisti e per la pericolosa deriva razzista, xenofoba e antisemita che sta attraversando l’Europa e il nostro stesso Paese.
Risulta ormai storicamente accertata la responsabilità neofascista nella strage di piazza Fontana, così come evidenti sono le connivenze dei servizi segreti dello Stato, i depistaggi e le coperture internazionali” (…)
Sulle stragi neofasciste, che per decenni hanno insanguinato l’Italia, giustizia non è stata fatta nonostante gli sforzi di alcuni onesti e impegnati magistrati. Dobbiamo ribadire che vogliamo verità e giustizia, vogliamo che si aprano tutti gli armadi e si svelino tutti i segreti. E’ questo l’unico vero modo di onorare le vittime della strage di piazza Fontana e delle stragi compiute negli anni della strategia della tensione.
A tutti noi spetta un compito ben preciso, quello della Memoria, perchè senza memoria non ci può essere futuro e giustizia. (…)  Ma non ci accontenteremo però della sola memoria. Continueremo ad esigere, a pretendere la verità, sugli autori materiali, sui mandanti, sui depistatori e su coloro che, all’interno dello Stato, hanno spinto nella direzione contraria alla ricerca della verità”.

Giornalista per caso… dal 1992, per una congenita passione per la fotografia. Dalle foto ai testi il passo è breve: da riviste di viaggio e sportive ai più quotati femminili e quotidiani nazionali sui temi del mondo del lavoro. Ho progettato e gestito newsletter di palestre e centri fitness. Ora faccio parte degli intrepidi inviati di Milanosud.

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