Pista ciclabile sul Naviglio Pavese: primi progetto

Via previsto ai lavori all’inizio del 2019, termine fine 2020, costo 1,5 milioni a carico, metà per ciascuno, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e di Palazzo Marino. È il primo tratto della pista

bozza mappaVia previsto ai lavori all’inizio del 2019, termine fine 2020, costo 1,5 milioni a carico, metà per ciascuno, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e di Palazzo Marino. È il primo tratto della pista ciclabile lungo il Naviglio Pavese (in totale sarà lunga 5.860 metri) che permetterà di “includere” Milano nella ciclovia VenTo (Venezia-Torino), secondo l’intesa raggiunta nel 2016 tra le Regioni toccate dall’itinerario, i ministeri delle Infrastrutture e Trasporti, dei Beni Culturali e del Turismo e supportato dal Politecnico di Milano (www.progetto.vento.polimi.it). Questo primo tratto del nuovo percorso va da via Darwin – il punto in cui, per chi arriva dalla Darsena termina il percorso già pedonale e ciclabile – e via Rimini: 718 metri – tanto è lungo il lotto A – ritenuti particolarmente delicati dai progettisti del Comune di Milano che, con l’assessore a Mobilità ed Ambiente Marco Granelli, hanno presentato il 25 settembre scorso il progetto di massima ai presidenti e ai consiglieri dei Municipi 5 e 6, interessati dal percorso. I lavori prevedono il consolidamento di sponde e parapetti, l’eliminazione della sosta di veicoli (peraltro già vietata benché “ammessa”), la ristrutturazione della strada. Particolarmente delicato l’incrocio con viale Tibaldi: l’accesso al percorso ciclo-pedonale si svilupperà lungo le rampe ed il sottopassaggio già esistenti grazie al pontile che sarà ancorato lateralmente alla banchina/sponda.

Tra il ponte di via Darwin e quello di viale Tibaldi il muro di sostegno, alto circa 3 metri, sarà ricostruito in posizione lontana dal bordo acqua di circa 2,5 metri per ottenere più spazio destinato a pedoni e ciclisti ed attrezzarlo con verde e panchine. Nel tratto successivo, fino a via Rimini, ci saranno la pista ciclabile larga 2,50 metri, un marciapiede rialzato, una nuova banchina per la fermata autobus, una stazione di bike sharing. Qui sono previste anche la razionalizzazione delle soste delle auto e spazi per la sosta delle moto. Accolto di buon grado da tutti, a cominciare dai presidenti dei Municipi 5, Alessandro Bramati, e 6, Santo Minniti, il progetto della nuova pista ciclabile non ha tuttavia mancato di stimolare da subito una serie di proposte e qualche perplessità. Due i punti più discussi: primo, la diminuzione degli spazi per le automobili prevista da questo progetto preliminare. Per quanto irregolare – è stato detto – si tratta di una zona dove la sosta è in qualche modo ammessa da tempo, dunque sarà necessario trovare altri spazi. Secondo punto: la prospettiva di restringere il Naviglio riducendone la portata potrebbe comprometterne la navigabilità. A questo proposito è intervenuto il consigliere della Lega Nord Carlo Goldoni «Pienamente d’accordo sulla pista ciclo-pedonale, ma resto perplesso sul progetto nel tratto tra via C. Darwin e viale Liguria. Stranamente in questo tratto oltre a togliere posti auto senza dare una alternativa – ma nel quartiere Navigli si è abituati – si prevede anche una riduzione di qualche metro tra le sponde del Naviglio. Il tutto per mettere un filare di alberi, la pista ciclo-pedonale e un filare di sedute per pescatori. Il sospetto che mi sorge è che stiano preparando un terrazzamento sul Naviglio per altri tavolini e rumori notturni».

Al consigliere Goldoni ha fatto eco Fabrizio Delfini, presidente della Commissione Urbanistica Mobilità del Municipio 6«Questo intervento non solo garantisce un collegamento ciclabile continuo e sicuro per i quartieri che si sviluppano lungo il Naviglio Pavese, ma conferisce al canale una nuova valenza turistica, più sostenibile e radicata al territorio. La ciclabile, insieme alle dotazioni esistenti e future come l’Ex Fornace e il nuovo Ostello della Gioventù vicino a Porta Genova, renderanno la città e la nostra zona sempre più attrattiva e ricca di iniziative». Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere Pd del Municipio Natale Carapellese: «Ringrazio tutti coloro che si sono impegnati in questi anni, in particolare l’ex Consigliera Manuela Duina, affinché si realizzasse nel concreto, un progetto di ciclabile dalla Darsena verso Pavia, in connessione con VenTo. Oggi un progetto è stato presentato e a mio avviso rappresenta il passo essenziale per arrivare alla conclusione del primo tratto, occorre tener conto delle richieste motivate dei cittadini, anche in raccordo con i vari soggetti coinvolti nell’opera, si dovrà condividere un percorso positivo, ad esempio trovo importante per la sua sostenibilità che siano previsti alberi e piante lungo il nuovo percorso. Credo anche che l’attraversamento di viale Tibaldi sia il nodo più complesso dell’opera. Infine l’importante è che si evitino esperienze negative come quella di via Dudovich, dove per un tratto di ciclabile fatta e finita da alcuni anni, occorrerà aspettare il 2018 perché sia data in uso ai cittadini e siano ultimate le connessioni di sicurezza con la rete stradale, insieme al parcheggio e velostazione previsti in piazza Abbiategrasso. Facciamo quindi tutti in modo che si attuino in tempi certi le opere necessarie e che siano di conseguenza fruibili per i cittadini». Ha chiuso l‘incontro l’assessore Granelli che ha fornito assicurazioni ai presenti, ricordando anche il progetto relativo al recupero dei tratti di Navigli cittadini attualmente interrati, lanciato in estate dal sindaco Beppe Sala, ha tra i suoi obbiettivi anche il ritorno delle imbarcazioni sull’intera rete dei canali milanesi.

Laura Guardini

(Ottobre 2017)

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

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