“Più argilla, meno plastica” è il motto dei ceramisti come la Pobiati e Curcio con sede sull’Alzaia Naviglio Pavese

Nel Rinascimento, e per tutto il ‘500, la ceramica in Italia si arricchì di forme e decorazioni, anche per la “modernizzazione” tecnologica rappresentata dall’invenzione degli smalti stanniferi che rendevano il supporto di un bel bianco

Nel Rinascimento, e per tutto il ‘500, la ceramica in Italia si arricchì di forme e decorazioni, anche per la “modernizzazione” tecnologica rappresentata dall’invenzione degli smalti stanniferi che rendevano il supporto di un bel bianco lucente, utile a vivacizzare e far risaltare i colori dei decori.

Si diffuse in quel periodo la moda del vasellame amatorio: piatti e coppe d’amore sono gli oggetti più noti ma vi erano anche vasi nuziali, tondini delle ballate, scodelle per parto e gameli (piatti per dolci usati durante le cerimonie nuziali). I tondini delle ballate venivano regalati colmi di confetti, dolci o frutta, come vera e propria dichiarazione d’amore alle fanciulle durante le feste da ballo; le coppe d’amore invece recavano al centro due mani che si stringono in un patto d’amore e venivano donate quando l’amore sbocciava in fidanzamento.

Su questi oggetti gli innamorati facevano ritrarre l’amata, con il nome e la parola Bella in un cartiglio, festoni di fiori e frutta ed emblemi amorosi quali cuori trafitti o sospesi sopra fiammelle, e cani, simbolo di fedeltà. Che fine hanno fatto queste usanze, queste tradizioni e questi oggetti? C’è ancora qualcuno che li produce, evitando l’estinzione di un’epoca e di un’attività artigianale affascinante e ricca di storia?

La ditta Pobiati e Curcio di Ornella Pobiati e Vincenzo Curcio si trova in Alzaia Naviglio Pavese 288 e da anni è attiva nel settore con la produzione di oggetti artistici e di quotidiana utilità. Ornella Pobiati ha allestito questo spazio diversi anni fa, dopo avere lavorato da sempre nella zona (in passato era operativa in un negozio in corso San Gottardo, mentre ora ha anche uno spazio fuori Milano per le cotture raku). In questo laboratorio sul Naviglio è presente un forno per la cottura degli oggetti e vengono offerti servizi di vario tipo, dal restauro e modellazione, alla realizzazione di modelli e stampi su commissione, alla doratura cornici. Inoltre vengono offerti corsi e lezioni per adulti e bambini.

Il periodo della pandemia ha visto rallentare queste attività che però ora sono in ripresa e si spera possano ripartire al più presto. Per avere maggiori informazioni sulle attività e sui servizi offerti, il sito internet www.pobiatiecurcio.com offre una panoramica di informazioni e una vetrina di fotografie di opere già realizzate. L’augurio è di rinnovare questa antica tradizione seguendo il motto “more clay less plastic” lanciato dalle associazioni italiane della ceramica: se anziché usare contenitori e attrezzi in plastica optassimo per manufatti in argilla, potremmo iniziare una piccola rivoluzione, l’argilla è un materiale che dura nel tempo, e non rappresenta una fonte di inquinamento, nemmeno se abbandonata nell’ambiente. Cerchiamo quindi di premiare queste attività e riacquistare il senso della bellezza che si sposa con l’utilità e l’ecologia.

Traduttrice di professione, redattrice per hobby, promotrice di eventi culturali e sociali in collaborazione con diverse associazioni di zona. Convinta che la cultura e la socialità siano un'accoppiata vincente per rendere la vita quotidiana più interessante. Che portare avanti progetti insieme generi unione e partecipazione. E che dovere di ogni persona sia sempre il rispetto delle altre persone, degli animali, dell'ambiente e anche degli oggetti. Perché facciamo tutti parte dello stesso mondo e abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri.

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