Il Politecnico sui negozi vuoti di via Santa Teresa: diventeranno alloggi per studenti?

I negozi vuoti di via S. Teresa diventano argomento di studio al Politecnico e materiale per un progetto di riqualificazione, anche sociale, che il Comune allegherà a un bando per recuperare alloggi per studenti, proprio

negozi, Il Politecnico sui negozi vuoti di via Santa Teresa: diventeranno alloggi per studenti?

santa teresaI negozi vuoti di via S. Teresa diventano argomento di studio al Politecnico e materiale per un progetto di riqualificazione, anche sociale, che il Comune allegherà a un bando per recuperare alloggi per studenti, proprio per quest’area del quartiere Chiesa Rossa. Questo è quanto è stato presentato  dagli studenti della Scuola di Architettura, Urbanistica, Ingegneria delle Costruzioni il 6 luglio, al Mac di piazza Tito Lucrezio Caro. Presenti l’assessore alla Casa Gabriele Rabaiotti e i consiglieri comunali Aldo Ugliano e Natascia Tosoni. Oltre che i tecnici comunali, che hanno chiesto che la presentazione venga replica nei prossimi giorni negli uffici di via Larga, alla presenza dei dirigenti del Comune.

Durante la presentazione al Mac i futuri architetti del corso pensato dal professor Federico Acuto e dall’architetto Mirko Mejetta, presidente di “Periferie al centro”, l’associazione che lavora sui quartieri popolari di Milano, hanno illustrato i risultati del workshop “Lo spazio comunitario e la coesione sociale”.

mejetta-mirko«L’idea che ci ha guidato – ha spiegato l’architetto Mejetta (nella foto) – è proporre un modello da declinare nelle varie realtà milanesi, che preveda da una parte il recupero di immobili vuoti di proprietà pubblica per farne alloggi per studenti, dall’altra, in ragione anche del basso affitto con il quale sarebbero offerti, un impegno da parte dei nuovi abitanti a farsi carico di attività di carattere sociale, a favore dei residenti storici».

Uno studio che rispetto ai normali lavori universitari ha una caratteristica che lo distingue in modo decisivo. Accanto alla parte accademica sulle caratteristiche dei quartieri di edilizia residenziale pubblica milanesi, gli studenti hanno ricevuto dall’assessore alla Casa Gabriele Rabaiotti l’incarico di progettare un intervento sulle tre stecche di via S. Teresa i cui civici vanno, orientativamente, dal numero 10 al 30.

Questa parte del lavoro ha avuto due livelli progettazione, entrambi su Chiesa Rossa. Uno “prototipale e di visione” – come dicono gli architetti –, che ha provato a definire funzioni e spazi necessari per creare le condizioni di avere alloggi a basso costo e ottenere coesione sociale, ipotizzando di avere tutti i negozi, il giardino e i portici a disposizione. Il secondo livello, di progettazione preliminare dell’intervento, ha considerato invece la reale presenza di negozi sfitti.

In questa parte del lavoro di progettazione è stato ipotizzato che in 2 spazi (nei civici 14c e 22b) vengano posizionati spazi “comunitari”, dove gli studenti e gli abitanti si possano incontrare e progettare le attività, frutto di percorsi di partecipazione, simili a quelli che avvengono con l’housing sociale. “Attività e servizi da definire in un secondo tempo – hanno spiegato gli studenti – sulla base delle esigenze e caratteristiche degli abitanti. Per esempio servizi di accompagnamento e compagnia, di piccolo controllo infermieristico, corsi di uso del web».

Nel restante gruppo di 6 negozi vuoti (civici 10b, 12b, 20a, 22a, 24a e 26a) verrebbero collocati gli alloggi, con circa 16 posti letto e uno spazio mensa/cucina comune, sul modello dei più moderni ostelli. «Nel giardino, dietro le case – continuano gli studenti – si possono collocare degli orti condivisi e nel porticato e nella strada interna creare spazi di incontro organizzati, assecondando quello che in parte già accade, visto che qui, con la bella stagione gli abitanti già si incontrano per chiacchierare».

«L’ideale sarebbe poter progettare in futuro anche la piazza Fabio Chiesa, di fronte al Teatro Ringhiera – spiega l’architetto Mejetta – che completerebbe l’intervento». Ma questo è un altro obiettivo, che il quartiere spera possa diventare presto oggetto di un altro bando.

Stefano Ferri
(Luglio 2018)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

Recensioni
1 COMMENTO
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    Giovanni 6 Agosto 2018

    Buongiorno,
    ma in attesa della riqualificazione completa dell’aria non è possibile ottenere dai proprietari degli immobili la pulizia delle aree, che sono continuamente piene di rifiuti e sporcizie varie. Gli addetti e i mezzi comunali come mai non intervengono in quest’area?

    Grazie

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