Girotondo delle mamme

di Levia Messina
(Cat. articolo)

Opportunità di gioco, crescita e socializzazione per i bambini, di svago e condivisione per genitori e nonni, il Girotondo delle Mamme è, dal maggio 2010, uno dei fiori all’occhiello del quartiere Missaglia.
Un salone caldo e accogliente, all’interno del Caf (Centro Aiuto Minori e Famiglie) di via Orlando 15, ospita, due mattine a settimana, gruppi di bambini da zero a tre anni, accompagnati dalle loro mamme, ma anche da papà, nonne o baby sitter, per due ore di giochi e attività divertenti e formative, sotto l’occhio vigile, ma non invadente di quattro efficienti educatrici.
I gruppi sono due, il primo si incontra il lunedì e il giovedì, il secondo il martedì e il venerdì, ma si tratta di una distinzione puramente organizzativa, i criteri di composizione dei gruppi e le attività svolte sono sostanzialmente identici.

Le porte vengono aperte alle 9.30 del mattino, benché i bimbi inizino ad arrivare per lo più intorno alle 10 e, per circa mezz’ora, possono giocare con i numerosissimi giocattoli presenti nel salone: ce n’è davvero per tutti i gusti, dalle macchinine ai puzzle, passando per giochi in legno e libri per l’infanzia, fino a tutto l’occorrente per il gioco simbolico (altro non è che il giocare a “fare finta”, imitando le azioni della vita quotidiana), come una cucina giocattolo con pentole, piatti, posate e cibo finto, una lavatrice in miniatura e un lettino per le bambole.
I bambini possono giocare tra loro (si tratta, comunque, di bambini molto piccoli, il vero gioco di interazione arriva comunemente dopo i tre anni), con le mamme o da soli, le educatrici sono sempre presenti, ma intervengono il meno possibile, per lasciare quanta più libertà possibile ai piccoli di esprimere il proprio carattere e la propria fantasia attraverso il gioco.
Un momento molto importante è poi quello della merenda condivisa, sempre preceduta dal riordino del salone, nel quale, dopo la mezz’ora di gioco libero, regna spesso un simpatico e colorato caos e dal lavaggio delle mani.
Dopo la merenda, viene sempre proposta ai bambini l’attività, progetti strutturati ogni volta diversi, animati dalle educatrici, per stimolare, attraverso il gioco, la creatività dei piccoli, la manualità e la conoscenza di nuovi materiali. Troviamo quindi i travasi (attività basata sul giocare liberamente con grandi quantità di materiali quali farina, pasta, sale grosso, cereali, versandoli e, come dice il nome stesso, travasandoli in contenitori di forme e dimensioni diversi, presi per lo più dagli oggetti della vita quotidiana, come barattoli, imbuti, tazze, stampi per dolci, tutti rigorosamente in plastica, metallo o, comunque, materiali non fragili o taglienti), le manipolazioni di consistenze morbide quali la pasta di sale o il Didò, particolare tipo di pongo molto soffice dedicato alla prima infanzia, la pittura, i collage, fino ai laboratori di cucina, durante i quali, con l’aiuto di mamme, nonne e operatrici, si sfornano biscotti e crostatine.
Si conclude poi, intorno a mezzogiorno, con il momento relax delle canzoni, intonando tutti insieme simpatici brani per bambini, animati da girotondi, mimica e balletti.
E le mamme, in tutto questo? Mamme, nonne, tate e i rari papà, seguono i figli imparando a stare insieme attraverso il gioco, ma hanno anche un momento completamente dedicato a loro, per rilassarsi e scambiare quattro chiacchiere di fronte a caffè e biscotti nel soggiorno-cucina accanto al salone dei giochi.

Il Girotondo è, quindi, un’esperienza benefica e proficua sotto diversi aspetti, sia per i bambini, sia per i loro accompagnatori. Si tratta, naturalmente, di bambini che non frequentano l’asilo nido e, grazie a questa attività, possono avere anch’essi l’opportunità di socializzare, imparare a interagire con i coetanei e conoscere giochi strutturati e didattici, diversi da quelli che normalmente vengono proposti a casa da genitori e nonni. I bambini partecipanti provengono da vari Paesi e questa non può che essere un’occasione importante per l’educazione all’intercultura e all’abbattimento degli stereotipi e della paura del diverso e, ultimo, ma non per importanza, i rituali del riordino e del lavaggio delle mani prima della merenda possono essere un primo approccio verso le regole della buona educazione per una serena convivenza civile, non è mai troppo presto per iniziare.
Per mamme e nonne, il vantaggio maggiore è senza dubbio l’opportunità di confronto e socializzazione. Perché, da neomamme, quando il bambino sembra assorbire tutto il tempo disponibile, il rischio di cadere nell’isolamento è in agguato, specialmente quando le amiche di vecchia data non hanno ancora figli e anche per le nonne è utile e benefico confrontarsi con altre “colleghe” e condividere esperienze, dubbi ed eventuali momenti di sconforto. Davanti a caffè e biscotti, infatti, si stringono facilmente amicizie che vanno oltre le differenze anagrafiche e culturali e si parla davvero di tutto, dalla gelosia per un fratellino appena nato alle ricette di cucina, dall’ultimo film visto in televisione a questioni più gravi, come un parente con problemi seri di salute.
Inoltre, la presenza delle educatrici è utile per un confronto “professionale”, per avere la conferma che vada tutto bene (“È normale che a un anno e mezzo parli ancora così poco? Che non stia fermo un secondo? Che faccia così tanti capricci?”). Quasi sempre la risposta è sì, l’occhio esperto di chi ha visto centinaia di bimbi riesce spesso a ridimensionare ansie e paure e quando realmente ci può essere qualcosa che meriti una valutazione più approfondita, le operatrici possono consigliare e indicare una possibile strada da seguire.

Il Caf, così, si è “aperto al quartiere”, dopo essere rimasto per anni circondato da una sorta di alone di mistero che lo vedeva appannaggio esclusivo dei “bambini problematici”.
Certo, l’aiuto ai minori in situazioni di disagio (ma non necessariamente allontanati dalle famiglie, le comunità residenziali psicoeducative sono soltanto una delle numerose strategie d’intervento) è ancora l’attività principale, ma il Caf vuole venire incontro anche a famiglie non in difficoltà, ma desiderose di offrire ai propri figli un’opportunità, gratuita, di socializzazione, gioco e divertimento.

Per informazioni: www.caf-onlus.org