Ecco il “più grande parco di orti urbani d’Europa”. Se avrà l’ok, sorgerà in via Selvanesco

Duemila orti urbani, altri duecento “degli chef” di altrettanti ristoranti milanesi, 30 orti didattici per bambini, 20 orti per disabili.
 È il cuore del progetto di riqualificazione di un’area di 331 mila metri quadrati adiacente

orti, Ecco il “più grande parco di orti urbani d’Europa”. Se avrà l’ok, sorgerà in via Selvanesco

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Duemila orti urbani, altri duecento “degli chef” di altrettanti ristoranti milanesi, 30 orti didattici per bambini, 20 orti per disabili.
 È il cuore del progetto di riqualificazione di un’area di 331 mila metri quadrati adiacente alla via Selvanesco, dove sono ancora ben evidenti i danni lasciati da insediamenti rom e discariche abusive. E dove il capitolo delle bonifiche, da anni, si annuncia particolarmente delicato.

Lunedì 5 giugno, nella sede di viale Tibaldi 41, Rodolfo Citterio – responsabile della società Dedalo che ha affidato il progetto allo studio milanese Co.arch – è tornato per un secondo incontro durante il quale ha illustrato la proposta alla commissione Verde del Muncipio 5 presieduta da Alessandro Giacomazzi, presenti anche l’assessore al Verde Giovanni Esposito ed il presidente Alessandro Bramati. Le prossime fasi dell’iter amministrativo prevedono, da parte del Municipio prima e da Palazzo Marino poi, due delibere con le quali formalizzare l’interesse per la proposta. Si tratta di due passi indispensabili, per proseguire le verifiche e completare, di concerto con l’Amministrazione, molte parti fondamentali di questo progetto che potrebbe prendere corpo nell’autunno del 2018: un’ipotesi avanzata dallo stesso Citterio rispondendo ad una domanda del direttore di Milanosud.

I numeri

Area TParco orti urbani selvanescoDei 331 mila metri quadrati in questione, 108 mila saranno occupati da orti e frutteti, 52 mila da bosco, 10.700 da serre, 3 mila dal parco giochi per bambini.
Gli orti (40 metri quadrati ciascuno), saranno raggruppati in isolati (da 24 orti) e quartieri (da 96 orti). Ci saranno poi ristoranti, un mercato per acquistare attrezzi e materiale per coltivare gli orti a prezzi calmierati, spazi per bici con una ciclofficina, un padiglione dedicato agli animali, residenze temporanee, aree di compostaggio e parcheggi per un migliaio di auto, pari a 31 mila metri quadrati. «Le attività principali saranno legate all’agricoltura con l’idea anche di mostrare come si fa a chi vuole imparare: per questo ci sono anche contatti con scuole e con il Politecnico» ha sottolineato Citterio, che ha aggiunto: «In ogni caso la parte costruita occuperà una parte minima, al di sotto del 5% dell’area»

Il Municipio 5

Il presidente Bramati ha espresso «apprezzamento complessivo», ma ha aggiunto di voler «formalizzare indicazioni precise per il Comune. Per esempio, verificare la possibilità di utilizzo dei parcheggi già esistenti sul lato di via dei Missaglia in modo da recuperare verde».

Mentre le principali questioni sollevate dai consiglieri Lucia Audia (Pd), Alessio Straniero (Lista Beppe Sala), Massimo Palmisano, (5Stelle) hanno riguardato la sostenibilità economica, le dimensioni dei parcheggi, gli allacciamenti alle fognature e l’illuminazione ed il rapporto con il Parco Agricolo Sud Milano. Alle domande ha risposto Rodolfo Citterio, spiegando che la società Dedalo attende il risultato dei due tavoli aperti con l’assessore Maran. Alla manifestazione di interesse da parte di Pa- lazzo Marino, passo necessario per dare il via alla progettazione, sono legati anche molti capitoli importanti: dalla convenzione per l’assegnazione degli orti al funziona- mento dei mezzi pubblici. Lo stesso business plan – ha detto Citterio – ancora non è perfezionato. «Non si tratta di un intervento speculativo. La finalità è creare un parco urbano di orti che in Europa non ha uguali. A Berlino lo hanno fatto, ma gli orti sono soltanto 400».

Laura Guardini

(Giugno 2017)

Cosa dice l’assessore all’Urbanistica

Maran: «Stiamo già ragionando sulla viabilità»

L’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran ha risposto alle domande sul progetto Orti Selvanesco del direttore di Milanosud Stefano Ferri.

Qual è la sua valutazione del progetto?
«È un progetto ambizioso che può riqualificare una zona degradata del Parco Sud, valorizzandone la tradizione agricola e rispondendo agli obiettivi di food policy grazie all’uso di strutture mobili di bioedilizia e alla realizzazione di spazi didattici».

Che richieste farete all’operatore?
«Sarà fondamentale assicurare la permeabilità dei suoli e un presidio durante e dopo i cantieri per garantire la sicurezza dell’area. Sarà inoltre importante prevedere attività di carattere educativo e sociale».

Impatto sul territorio, viabilità e mobilità dolce, cosa chiederà Palazzo Marino?

«Su tutto questo sta già ragionando il settore Mo- bilità del Comune. D’altronde se un progetto punta alla sostenibilità ambientale deve essere sostenibile anche il modo con cui raggiungerlo».

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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