Prezioso, indispensabile volontariato

Il mondo del volontariato e dell’associazionismo sociale da qualche anno non è più una realtà sommersa, ma esprime a chiare lettere una capacità attiva di gestire problemi e situazioni assolvendo in prima persona a funzioni

Il mondo del volontariato e dell’associazionismo sociale da qualche anno non è più una realtà sommersa, ma esprime a chiare lettere una capacità attiva di gestire problemi e situazioni assolvendo in prima persona a funzioni che la pubblica assistenza non riesce ad affrontare e a gestire, sia per mancanza di risorse finanziarie, sia per difficoltà organizzative.

Potremmo definire il volontariato come una forma di libera cooperazione sociale fondata, innanzitutto, sui principi dell’altruismo e della gratuità. Il volontariato, inoltre, concorre alla crescita della solidarietà e della responsabilità attraverso la partecipazione. Mira anzitutto alla formazione di cittadini responsabili, premessa indispensabile per promuovere l’impegno gratuito e spontaneo; pertanto non si occupa solo di coloro che sono esclusi o in stato di disagio, ma si rivolge anche agli inclusi e a tutti i cittadini perché si facciano carico dei problemi del territorio di appartenenza.

È opinione diffusa che oggi gli operatori del sociale vivano una stagione di grande collaborazione con le istituzioni, soprattutto locali; mentre in precedenza le iniziative erano più disordinate e spontanee, oggi si tende all’integrazione tra privato sociale e servizio pubblico. Le associazioni in Italia sono numerosissime. Si va dalla solidarietà immediata all’offerta di servizi sofisticati e la loro organizzazione non è omogenea: dall’organizzazione spontanea a quelle come l’Arci , il Wwf, le Acli, ormai decisamente istituzionalizzate e somiglianti a vere imprese sociali.

Le associazioni operano nei campi più diversi: dall’assistenza ai malati terminali alle tossicodipendenze, dalla tutela dell’ambiente alla difesa dei consumatori, dall’intervento a favore degli immigrati all’informazione sanitaria. I giovani che si avvicinano al volontariato lo fanno per diversi motivi sia di carattere etico-politico, sia per scelte ideologiche oppure, semplicemente, per poter stare assieme agli altri: la condivisione di obiettivi comuni è spesso un fine da perseguire, non  la motivazione di partenza. Si può comunque dire che il volontariato è cambiato con il tempo; si è infatti passati da una forma di assistenza ai poveri a una capacità di saper guardare alla globalità dei problemi. Il mondo del volontariato, d’altra parte, sta puntando a specializzazioni per poter offrire sempre più servizi diversificati, tanto è vero che molti giovani considerano la loro adesione anche come una buona opportunità di acquisire le capacità e le competenze che potranno impiegare in un futuro lavoro. La partecipazione dei giovani al mondo del volontariato è comunque indice di un ottimo livello di consapevolezza sociale, gli aderenti sono infatti molto spesso studenti e quindi dotati dei mezzi necessari ad affrontare i vari problemi della contemporaneità. La loro adesione quindi fa ben sperare riguardo alla possibilità di un vivere attivo e intelligente non dissociato dalle problematiche che la realtà ci pone davanti. La capacità di mettere a disposizione il proprio tempo, al di fuori di una logica di tornaconto economico, aggiunge alla vita una dimensione in più, che potrà essere occasione di importanti contributi per la realizzazione di progetti che vedano al centro il rispetto per l’uomo e la sua stessa possibilità di vivere.

Anna Muzzana

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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