Primarie di Piattaforma Milano, entrano in direttivo Marnini, Bramati e Galluzzi

Si sono concluse il 31 marzo le primarie per l’elezione del portavoce di Piattaforma Milano, la formazione politica che

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Carmelo Ferraro, nuovo portavoce (secondo da sinistra) e Carlo Marnini (terzo da sinistra)

Si sono concluse il 31 marzo le primarie per l’elezione del portavoce di Piattaforma Milano, la formazione politica che ambisce a essere il Centro dello schieramento di Centrodestra, che contenderà la poltrona di sindaco a Palazzo Marino tra due anni.

Ha vinto la lista “Futuro Milano” guidata da Carmelo Ferraro, di Forza Italia, avvocato e direttore generale dell’Ordine degli avvocati di Milano, che ha raccolto 1.980 voti, pari a 41% dei votanti, ed è diventato il portavoce di Piattaforma Milano. I votanti nei tre giorni delle primarie di piattaforma Milano, svoltasi online e fisicamente dal 29 al 31 marzo, sono stati 4.812.

Per i rappresentanti politici del Municipio 5 le primarie hanno riservato soddisfazioni. Sono stati infatti eletti nel direttivo di Piattaforma Milano Carlo Marnini, capolista di “Un programma per Milano (Pli)”, il presidente del Municipio 5 Alessandro Bramati (con 518 voti il più votato) e il consigliere di Municipio 5 Erminio Galluzzi.

Questi i risultati finali:

“Futuro Milano”, 1.980 voti, pari al 41%
“Insieme per una Milano migliore”, 110 voti, pari al 2,4%
“Un programma per Milano (Pli)”, 442 voti, pari al 9,15%
“Più Città Meno Comune”, 1.946 voti, pari al 40,4%
“Autonomia e sviluppo (Grande Nord)”, 334 voti, pari al 7%

Eletti nel direttivo: Ferraro(portavoce), Azzalin, Colaccicco, Del Corno, Favulli, Tizzoni, Marnini, Forte, Bonacorsi, Bramati, Galluzzi, Ismail, Pasolini, Poloni.

Stefano Ferri
(aprile 2019)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di dargli un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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