Quanto sono belli gli occhi delle donne di Milano

In un mondo frettoloso e distratto, abituato agli eccessi, alla volgarità dei messaggi forti, agli stereotipi, ci volevano le mascherine anti-covid per “costringerci” a guardarci negli occhi. E gli occhi delle donne di Milano li

In un mondo frettoloso e distratto, abituato agli eccessi, alla volgarità dei messaggi forti, agli stereotipi, ci volevano le mascherine anti-covid per “costringerci” a guardarci negli occhi. E gli occhi delle donne di Milano li ho scoperti bellissimi: grandi, piccoli; chiari, scuri, a mandorla.

Ma non è un fattore puramente estetico, fatto di forme, colori e dimensioni a renderli bellissimi. Questi occhi, “finalmente” non contesi da grugni imbronciati o sorrisi smaglianti, molto di più sanno parlare ed esprimersi: “Uocchie c’arraggiunate”, come titolava una vecchia canzone napoletana. E se questo può valere sempre, e per tutti, negli occhi delle donne di Milano c’è qualcosa in più: sembrano avere a disposizione una tavolozza ricchissima, in grado di interpretare le infinite sfumature che ogni sentimento può avere. Una tavolozza che arriva da tutti gli angoli del mondo – grande ricchezza della nostra città – e che racconta centinaia di storie, alcune belle, altre drammatiche, ma tutte ugualmente intense. Storie che vengono da lontanissimo o che non hanno mai varcato i confini dei nostri affascinanti quartieri-borgo. E “leggendole” ti accorgi che gli occhi davvero non hanno età.

Primo o poi – speriamo – le mascherine scompariranno, ma sarebbe bello se ci lasciassero in eredità l’attenzione a guardarci negli occhi. Quell’attenzione che spesso manca per cui solo oggi – con colpevole decennale ritardo – ho scoperto quanto fossero belli gli occhi delle donne di Milano.

Maurizio Tucci è nato a Potenza si è laureato in Ingegneria presso l’Università di Bologna e vive a Milano dal 1992. Lavora nel campo della comunicazione e della ricerca sociale. Ideatore e curatore dell'indagine "Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani" realizzata annualmente dalla Associazione no-profit “Laboratorio Adolescenza”, di cui è fondatore, e dall’Istituto di Ricerca IARD. È Presidente della Associazione “Laboratorio Adolescenza” e membro del Consiglio Direttivo della dalla Società Italiana di Medicina dell'Adolescenza. Giornalista e scrittore, collabora dal 1995 con il Corriere della Sera. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche e saggi e ha scritto tre romanzi.

Recensioni
1 COMMENTO
  • Francesca Mochi
    Francesca Mochi 23 Dicembre 2020

    Grazie Maurizio, per l’attenzione alla parte più viva e più espressiva non solo delle donne ma di tutti. La magia degli occhi: mi riporta ad anni addietro, accampamenti Tuareg, di giorno in viaggio ma soprattutto la notte attorno al fuoco rimanevo sorpresa dall’intensità degli sguardi di ciascuno di noi coi volti coperti per necessità dal velo blu (il tagelmust),Per noi europei all’inizio era un gioco, poi giorno dopo giorno scoprivamo quanto gli sguardi comunicavano fra loro: il gioco, il linguaggio degli sguardi che troppo spesso veliamo artificialmente.

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