Quattro referendum per una Milano più verde, più giusta, più bella

Il Comitato MilanoSiMuove (www.milanosimuove.org) ha depositato a Palazzo Marino nelle settimane scorse quattro nuovi quesiti referendari su casa, ambiente, verde e mobilità, corredati delle firme dei primi 100 promotori e da un piano di sostenibilità

referendum_milanosimuoveIl Comitato MilanoSiMuove (www.milanosimuove.org) ha depositato a Palazzo Marino nelle settimane scorse quattro nuovi quesiti referendari su casa, ambiente, verde e mobilità, corredati delle firme dei primi 100 promotori e da un piano di sostenibilità economica, come richiede il rinnovato Statuto comunale. In questi giorni è partita la raccolta delle firme, che dovrà raggiungere quota 15mila, per rendere possibile la consultazione che, sempre a norma di Statuto, se incontrerà l’assenso dei cittadini e il quorum dei votanti (il 50% dei partecipanti alle ultime comunali), sarà vincolante per la prossima amministrazione. E, considerati i temi referendari, si tratterebbe di una vera rivoluzione.

I quesiti, messi a punto da MilanoSiMuove, disegnano una città molto diversa rispetto all’attuale, con ricadute importanti anche sui comportamenti dei milanesi. Il primo dei quattro affronta uno dei temi più caldi di questi anni, quello della casa, chiedendo ai cittadini se vogliono che l’amministrazione metta a disposizione spazi e immobili ora abbandonati – quindi con nessun consumo del suolo – per la realizzazione di 25mila alloggi di edilizia sociale. Anche il secondo quesito affronta un tema di cui si sta parlando moltissimo. Se i cittadini voteranno “Sì”, il Comune dovrà riaprire la parte dei Navigli che collega la Darsena con la Martesana rendondoli navigabili, ed entro il 2018 riattivare le conche di Viarenna e dell’Incoronata. Il terzo quesito affonta il tema mobilità sostenibile con una serie di interventi, i principali dei quali sono: l’allargamento di Area C, una zona a basse emissioni su tutto il territorio del Comune con divieto di circolazione ai veicoli diesel e ai motorini a 2 tempi, nuove aree pedonali e percorsi ciclabili, la linea 6 della metro (sull’asse Ripamonti-Sempione), una circle line ferroviaria, 500 km di piste ciclabili. L’ultimo quesito è dedicato al verde. I cittadini saranno chiamati a esprimersi sulla realizzazione di 72 km di Raggi Verdi, ovvero otto percorsi alberati e ciclabili che dal centro alla periferia riqualifichino in senso ambientale la città. Nonché la piantumazione di 40mila nuovi alberi, con il raddoppio delle aree verdi milanesi.

Come detto, MilanoSiMuove ha presentato assieme ai quesiti un’ipotesi di copertura economica che prevede, a fronte di investimento di un miliardo e mezzo di euro, privatizzazioni importanti attraverso il sistema dell’azionariato diffuso di società partecipate, come A2A, Sea, Milano-Serravalle, e la vendita dello stadio di San Siro. I soldi così ricavati, saranno vincolati all’investimento in politiche pubbliche secondo le indicazioni referendarie. Per la nuova linea metropolitana si prevedono fondi statali e project financing, mentre dall’estensione dell’Area C alla luce del gettito di questi anni, si stima un introito di 100milioni di euro.

Se i promotori raccoglieranno le 15mila firme necessarie, le urne referendarie si apriranno dopo le elezioni comunali. A questo punto, se anche lo scoglio del quorum sarà superato, Milano potrebbe ripartire con un progetto di ampio respiro, per diventare più verde, più giusta e più bella.

Le firme si raccolgono negli uffici in via Larga, dal lunedì al venerdì dalle ore 8,30 alle 15,30. Mentre negli uffici decentrati delle zone (Zona 4: via Oglio 18; Zona 5: via Tibaldi 41; Zona 6: viale Legioni Romane 59) dalle ore 9 alle 12.

Stefano Ferri

(luglio 2015)

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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