“Rab”: quando il caffè letterario fa inclusione sociale

Il panorama ambrosiano vive ormai da diversi anni una situazione di costante cambiamento, in cui nuove realtà si materializzano contribuendo a plasmare un nuovo paesaggio urbano con un susseguirsi di idee, cantieri e novità. In

rabIl panorama ambrosiano vive ormai da diversi anni una situazione di costante cambiamento, in cui nuove realtà si materializzano contribuendo a plasmare un nuovo paesaggio urbano con un susseguirsi di idee, cantieri e novità. In questo tumulto Milano è anche incubatrice di progetti, dove concetti innovativi, talvolta influenzati da movimenti urbanistico-sociali provenienti dall’estero, talvolta autoctoni, possono prendere forma, grazie all’iniziativa personale di chi vive la realtà cittadina e ne ha ben presente i problemi, proponendo nuove soluzioni in molti ambiti diversi.

In questo contesto si inserisce a pieno titolo il Rab, in apparenza un normalissimo caffè dagli interni accoglienti situato al 41 di corso San Gottardo. Luminoso e confortevole, con musica soffusa, è l’ideale per chi ama studiare o lavorare in un ambiente tranquillo ed accogliente. Una piccola libreria messa a disposizione dei clienti e i tavoli in prevalenza di grandi dimensioni sono quasi un invito fisico alla condivisione, allo scambio tra persone che tra colazioni, aperitivi e durante gli eventi culturali si avvicinano accantonando le differenze. Il locale, inaugurato a inizio dicembre, è però unico e particolare. Già dal nome – Bar scritto al contrario – si intuisce la prospettiva “ribaltata” di chi lo ha progettato. Dietro ai divani e agli arredi in legno si cela un ambizioso progetto: creare un luogo di inclusione sociale, allo stesso tempo di servizio e di incontro. A gestirlo infatti è la cooperativa BarAcca, composta da 8 soci tra volontari dell’associazione “Handicap…su la testa!” e ragazzi affetti da disabilità mentale.

Il progetto è nato inizialmente come laboratorio formativo per permettere a tutti di collaborare dietro al bancone di un bar, gestendo l’organizzazione di eventi anche con lo scopo di creare opportunità lavorative, per coloro che sono affetti da disabilità. Coerentemente con la missione, il locale ospita uno dei tre sportelli fisici del servizio WeMi, dove gli operatori forniscono assistenza in merito ai servizi offerti dal portale online. Una convivenza tra progetti distinti, inserendo uno sportello informativo, all’interno di un esercizio privato che è però peculiare nel suo genere andando oltre la funzione di bar. L’aspetto innovativo del locale sta proprio in questa sua vocazione a luogo di aggregazione e nell’inserimento delle tematiche sociali all’interno di un contesto di vita quotidiana condivisa: in questo modo i servizi sociali e le iniziative legate all’assistenza di chi è affetto da disabilità mentale non sono più qualcosa di asettico, non più un rapporto tra assistenti ed assistiti, ma una relazione di interscambio genuina, naturale e coinvolgente. Un modo per favorire l’integrazione sociale dei ragazzi senza che vengano messi in alcun modo “in vetrina”.

Il Rab è aperto martedì e mercoledì dalle 9.30 alle 19, da giovedì a sabato fino alle 2 (perfetto per una serata in fuga dalla movida dei Navigli). La domenica dalle ore 14.30 alle 19. Lo sportello WeMi è aperto martedì, giovedì e sabato dalle ore 16 alle 19 e mercoledì e venerdì dalle ore 9.30 alle 12.30.

Federica Stefani
(Febbraio 2017)

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

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