Radio dei Navigli, l’emittente digitale del sud Milano (e non solo)

C’era una volta una radio. E per fortuna, c’è ancora! Radio dei Navigli per anni è stata la voce della zona 6 e in particolare della Barona. Fondata come radio fm negli anni 80 con

Radio-dei-Navigli1C’era una volta una radio. E per fortuna, c’è ancora! Radio dei Navigli per anni è stata la voce della zona 6 e in particolare della Barona. Fondata come radio fm negli anni 80 con il nome di Delta Radio Barona, poi chiusa per le spese troppo onerose e infine rinata qualche anno fa, sempre in Barona, e da quest’anno trasferitasi in via Montegani 23, presso Incowo, spazio di coworking nel quartiere Stadera. Da qualche tempo Radio dei navigli collabora con Milanosud, per condividere musica, informazione e tecnologie. Per saperne di più di questa radio che privilegia le periferie, ma che certo non si ritiene periferica, abbiamo incontrato Davide, il direttore, graffiante e innovativo.

Radio dei Navigli è una realtà che esisteva già da tempo… Ci racconti la sua storia?

«È nata a Milano nel 1979 per iniziativa di una cooperativa cattolica milanese della Barona, e diffondeva i suoi programmi dai 100,400 mhz. Si trasmetteva da una saletta dell’oratorio della parrocchia della chiesa dei S.S. Nazzaro e Celso. Poi ha chiuso i battenti con la legge Mammì, nel 1990. Nel 2006 io e altri quattro ragazzi, aiutati anche da alcuni dj della vecchia radio, abbiamo ripreso il progetto, trasformandolo in una web radio, che ha dei costi molto più accessibili. Ora sono solo io a dirigerla insieme a diversi collaboratori».

Qual è la vostra idea di radio?

«Quello che ci interessa, ed è stato così fin da subito, è dare spazio a chi non ne ha. Per esempio, parlando di musica, ci piacciono le band emergenti, a cui viene data poca visibilità dalle radio Fm più famose. Chi viene da noi con un’idea ha la possibilità e spazio per realizzarla. Poi è un mezzo di comunicazione, e chiunque voglia servirsene per divulgare iniziative interessanti, parlare di cultura, sport, sociale… Insomma, chi ha delle buone idee, è nel posto giusto».

Come funziona se una persona vuole collaborare? C’è una selezione particolare?

«Semplicemente chi vuole collaborare propone l’idea, se ne discute e si fa. L’importante è avere voglia di fare e delle buone idee. Non è comunque una cosa semplice condurre un programma e ci vuole una certa continuità. Sicuramente almeno per l’intera stagione chi vuole collaborare deve essere disponibile. La bravura al microfono è una cosa che viene fuori col tempo, non la valutiamo subito. L’importante è essere originali, avere qualcosa da dire e parlare di argomenti di interesse pubblico, in un modo o nell’altro. Poi la cosa bella è che non tutte le persone che ci contattano sono della zona. Collaboriamo anche con persone di città diverse! Questo è bello perché è un modo per far conoscere la zona e creare sinergie».

La comodità di una web radio è anche quella di poter trasmettere da ovunque ci sia una connessione. Come mai avete scelto di avere comunque una sede?

«Volendo si potrebbero anche gestire le cose ognuno a casa propria, e di per sé sarebbe una comodità. Mancherebbe però tutto l’aspetto umano che sta nella condivisione di uno spazio di lavoro, che dal mio punto di vista è fondamentale per far funzionare una radio e mantenerla viva. Interagiamo con persone di tutte le età e con svariati interessi. C’è molta collaborazione e condivisione e si prendono decisioni tutti insieme».

Cosa vuol dire gestire una radio?

«Beh, sicuramente è importante sapersi destreggiare tra le leggi, le licenze e tutta la burocrazia che ci sta intorno, per evitare multe salate. Poi la gestione della parte tecnica è importante. Non è necessario essere informatici, ma masticare qualcosa in materia decisamente sì. Poi bisogna gestire il palinsesto, la programmazione musicale (qui essere informatico un po’ aiuta!), il rapporto con le persone. Fare in modo che in qualunque caso si vada in onda, pensando alle sostituzioni da fare ecc.. rispondere alle mail, che a volte sono anche di consulenza, valutare i possibili collaboratori, le proposte, le idee, dividere i compiti…».

Quali sono le vostre fonti di finanziamento? Per esempio esistono bandi o finanziamenti specifici?

«Non ci sono bandi per sostenere un progetto di questo tipo. Noi fortunatamente riusciamo a finanziarci con le donazioni. Si possono organizzare concerti ed eventi, merchandising, in un modo o nell’altro ce l’abbiamo sempre fatta. È vero anche che cerchiamo di rimanere più indipendenti possibile a livello economico, per evitare che poi chi ci finanzia ci dica cosa dobbiamo fare e di cosa dobbiamo parlare».

Quali sono le novità di quest’anno?

«Innanzitutto direi la collaborazione con voi di Milanosud! In più ci sarà un nuovo programma di lettura e musica. Sono ragazzi giovanissimi e sembrano molto brillanti. Poi vorremmo lanciare il nuovo sito internet. L’idea è che il sito sia un luogo in cui potersi informare di tutti gli eventi che ci sono in giro, che sia un polo in cui girano intorno diverse realtà. Vedremo». Beh, non ci resta che augurare lunga vita alla voce che è nata in Barona e, destreggiandosi tra mille difficoltà, è arrivata fino in… Stadera.

Ovviamente, ascoltate: www.radiodeinavigli.com

Elisa Paci

La programmazione RdN

RdN ( come viene affettuosamente chiamata dagli amici) trasmette musica di tutti i generi, anche se prevalentemente rock. Non mancano nel palinsesto pezzi più commerciali, le novità del panorama emergente/alternativo italiano, delle etichette emergenti  (Colapesce, Neodea, Eva’s milk) e di diverse etichette rock/metal estere (Indica, Avantasia, Edguy). L’idea musicale della radio è di spaziare tra i generi più diversi e sostenere le nuove proposte, come avviene nel programma Happy Mondays, all’interno del quale sono passati band emergenti, cantautori, band rock, pop, sperimentali, elettroniche, blues, jazz, come i Colapesce, Punkreas, Tre allegri ragazzi morti, Neodea, Eva’s Milk, Combinazione, 2 pidgeons, BelzeBluesBand, Carmine Torchia, Chelsea Hotel, Continual Drift, Gamba the lenk, Giardini di Mirò, Gionata Mirai, Haken, Katmai, Indica, Edguy, Margherita Pirri, Luminal, On Off, Rein, Saake Sed, The Greatfire of Rome, The Lorean, The shide, Xabier Iriondo, Zen Circus, Tongs, Useless wooden toys.  Completa la programmazione un nutrito repertorio di musiche Creative Commons, che anche se poco conosciute sono ormai sempre più diffuse all’estero come in Italia.

E. P.

Elisa Paci, 24 anni, laureata in Comunicazione e Società (Scienze Politiche), blogger e fotografa, ha uno spirito internazionalista, che la porta a viaggare a Milano e nel mondo, in aiuto di chi non ce la fa, siano persone, interi popoli o piccole redazioni digitali. Per lei il reaggae è il massimo.

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