Piano Marshall della Regione Lombardia: 3,5 miliardi di euro assegnati “a richiesta” (prevalentemente agli amici)

Basta complicazioni, carte, bolli, progetti, tempistiche. Regione Lombardia ha scoperto come dare un deciso calcio alla burocrazia di “Roma ladrona”: basta chiedere, unico vincolo essere parte della maggioranza che da  oltre 30 anni è al

Basta complicazioni, carte, bolli, progetti, tempistiche. Regione Lombardia ha scoperto come dare un deciso calcio alla burocrazia di “Roma ladrona”: basta chiedere, unico vincolo essere parte della maggioranza che da  oltre 30 anni è al governo in Lombardia.

Come si svolge questa grande mangiatoia lo ha scoperto Milena Gabanelli, nel suo Dataroom pubblicato ieri sul Corriere della Sera, con un’inchiesta che lascia pochi dubbi.

La giornalista, delibere alla mano, ha mostrato come vengono spesi i circa 3,5 miliardi di euro, presi in prestito per finanziare interventi di rilancio dell’economia. Prestito che dal 2022 prevede oneri per 38,1 milioni di interessi e 62,8 milioni di euro in quota capitale, i cui tassi sono dedotti, visto che non è stato ancora individuato un istituto erogante. Nella speranza – per noi cittadini lombardi – che i tassi rimangano quelli calcolati e non avvenga come per i vaccini antinfluenzali, che da 5 sono passati a 26 euro l’uno. Spese che, in ogni caso, ricadranno sul gobbone dei lombardi, che se fossero utilizzate con la testa avrebbero senso, ma così, a mo’ di mancia, fanno riflettere sulla caratura morale di chi ci governa.

Questa, dunque, la procedura, la “rivoluzione amministrativa” che ha letteralmente saltato ogni prassi finora utilizzata per attribuire i finanziamenti. I consiglieri di maggioranza di Centrodestra, attraverso i tavoli provinciali, presentano un progetto e questo, voilà, viene finanziato. Tutto qua.

Molte richieste –  ne sono arrivate oltre 400 – non hanno neanche uno straccio di cronoprogramma, altre sono addirittura doppie per lo stesso progetto o sono per progetti già finanziati. Tutti gli studi abituali per le opere pubbliche, come la valutazione strategica dell’intervento, l’analisi compativa tra i vari progetti e l’adozione di criteri oggettivi per individuare le priorità, previsioni di tempi e costi: aboliti. Come detto, basta chiedere e, soprattutto, essere del Centrodestra.

E allora ecco le chicche, il fior di fiore, emerse dall’inchiesta della Gabanelli. L’assessore al Bilancio Davide Caparini (Lega), bresciano, chiede e ottiene 2 milioni di euro per un parcheggio sotterraneo, area camper e spazi gioco per il comune di Vezza d’Oglio (Bs). Abitanti: 1445, circa 1384 euro a cittadino. Non è da meno l’assessore alle Infrastrutture Claudia Maria Terzi (Lega), che per Dalmine (Bg, abitanti 23.669), paese in cui vive, ha chiesto e ottenuto 6.350.000 euro per realizzare una nuova sede della Polizia Locale, ristrutturare una caserma e realizzare uno svincolo. Infine Fabrizio Turba (Lega) di Canzo (Co), sottosegretario con delega ai rapporti con il Consiglio regionale, che in questa carrellata stabilisce un piccolo record. Chiede e ottiene per la Comunità montana del Triangolo lariano (di cui Canzo è parte) 16.700.000 euro, per realizzare il progetto turistico “Borgo ospitale”.

Finanziamenti-mancia che hanno allarmato anche l’Anci, l’associazione dei comuni italiani, inducendola a inviare in una lettera riservata al presidente Fontana (riportata in parte dal Corriere), in cui scrive: “Da diverse segnalazioni che ci pervengono constatiamo che molti Comuni sono esclusi dalla partecipazione a questa seconda fase di finanziamento di interventi. Per questo avremmo voluto avere occasione di confrontarci sulle nuove scelte e vorremmo comprendere quali siano stati i criteri e gli atti di programmazione/pianificazione o di ascolto territoriale, i bandi o gli avvisi, che hanno condotto alla identificazione di opere e di relativi destinatari”.

Probabile che nessuna risposta nel merito sia arrivata all’Anci, visto che il criterio adottato è stato ed è quello foraggiare gli amici e i possibili elettori, a prescindere dal progetto.

Non a caso su 1.507 comuni lombardi i beneficiari sono 411. I comuni in Lombardia sono amministrati per il 39% da Centrodestra, per il 32% dal Centrosinistra e per il 29% da Liste civiche, ma i finanziamenti – importantissimi in una fase come questa – sono stati distribuiti per il 56% dai comuni di Centrodestra, per il 22% a quelli di Centrosinistra e per il 22% alle Liste civiche.

Una vera nemesi per tutti gli elettori che hanno votato Lega all’insegna dello slogan “Roma ladrona”, ora che dominus e clientes sono tutti lombardi.

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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