Reportage dal Guatemala: “Il giorno dei morti”

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d’altri: di osservare il centinaio di universi che ciascuno

guatemala_giorno_dei_morti5“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d’altri: di osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è”. (M. Proust)

Il giorno dei morti in Guatemala è, a parer mio, uno dei modi migliori per iniziare ad osservare l’universo da un punto di vista differente.

Per quello a cui ero abituata, i cimiteri, a parte qualche fiore, li ho sempre visti dipinti di tonalità tendenti al nero e al grigio. Poi arrivi in Guatemala e scopri che un cimitero può essere uno dei luoghi più felici e colorati del mondo. E si possono bere anche un paio di bicchieri di whisky. Le persone si riuniscono in famiglia – e le famiglie in Guatemala sono parecchio numerose – e si ride, si mangia e si beve affianco alle tombe dei propri cari, che sono tinte di colori pastello e la quantità di piante e di fiori colorati presenti è tanta da sembrare un vero e proprio Eden – è chiaro che molto dipende dalla città in cui ci si trova.

Io questo giorno di festa l’ho passato a Sumpango, nel dipartimento di Sacatepéquez, al centro del paese. Una volta entrata nel cimitero sono rimasta folgorata dalla quantità di persone, di colori e di profumi e travolta dall’ospitalità delle persone, con cui ho iniziato a parlare e a condividere questo momento di rito con la famiglia.

Si mangia e si beve affianco della tomba del proprio caro (se non addirittura sopra) tutto ciò che questo preferiva quando era in vita e si festeggia tutto il giorno, ricordando con piacere ed allegria le persone che non ci sono più. Gli adulti parlano e scherzano sorseggiando qualche bibita e ti invitano a compartire questo momento con loro, mentre i bambini giocano a far volare ognuno il suo aquilone (barrilete in spagnolo) nel cielo, fino a colorare anche questo. I barriletes hanno origine nella tradizione più profonda del popolo guatemalteco; per loro rappresentano una forma di comunicazione nel cielo con le anime dei morti.

Sumpango è famosa per ospitare in questo giorno, 1 di novembre, il festival de los barriletes gigantes, una vera e propria sfilata di aquiloni che volano nel cielo guidati dal vento sfoggiando disegni e lavorazioni incredibili, e che possono raggiungere il diametro di 8 metri. La leggenda racconta che si iniziò per scacciare gli spiriti maligni che infastidivano gli spiriti buoni che riposavano nel cimitero, poiché il rumore del vento contro la carta dava loro fastidio.

Lo scenario che ci si trova davanti partecipando a questa festa è favoloso e ancora una volta i protagonisti sono i colori e una vitalità che toglie il fiato. La celebrazione della morte in questo puro stile guatemalteco permette di guardarla da una prospettiva. Ed è stato uno dei giorni più allegri della mia vita!

Elisa Paci

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(Dicembre 2015)

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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