Reportage dal Guatemala: Nella cultura Maya la vita è donna!

Il 2 di gennaio, all’età di 90 anni, è morta Encarnación Pérez, una delle donne che hanno fatto la storia di San Pedro La Laguna, il paese confinante a San Juan, sul Lago Atitlán. È

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comadronas

Il 2 di gennaio, all’età di 90 anni, è morta Encarnación Pérez, una delle donne che hanno fatto la storia di San Pedro La Laguna, il paese confinante a San Juan, sul Lago Atitlán. È stata la prima comadrona del paese, quella che da noi oggi sarebbe definita ostetrica (anche se le due figure non sono esattamente comparabili) e che qui ha un ruolo sociale importantissimo, soprattutto se anziana. Sono venuta a conoscenza della sua esistenza girando per le strade di San Pedro, quando la mia attenzione è stata catturata da un enorme e bellissimo murales a lei dedicato. Sotto, una scritta: “Lei è la donna forte come un’ossidiana, verde e dolce come la parola che riposa sulle erbe, con le sue mani solleva i bambini che arrivano con la loro luce per illuminare questo pianeta con l’allegria”.

Poi ho trovato il video di una sua intervista e mi sono interessata sempre di più a conoscere la sua storia e quella della categoria di cui fa parte. Encarnación ha avuto 11 figli e ha servito il suo popolo come comadrona per 75 anni, vedendo nascere migliaia di altre vite e supportando altrettante donne prima, durante e dopo la gravidanza, oltre che al momento del parto. L’anzianità è ovviamente simbolo di saggezza e rappresenta la quantità di anni che una comadrona ha offerto con la sua esperienza alla comunità. La maggior parte di loro non ha studiato per fare questo lavoro, per il quale, tra l’altro, non sono pagate, ma avviene un passaggio di conoscenza che si eredita dalle anziane, di generazione in generazione. Ciò che dicono è che comadrona si nasce, perché si ha una sensibilità e dedizione estreme e un amore per il proprio popolo e per la vita smisurato. In più, la connessione della cultura Maya con la femminilità è profonda e vede la raffigurazione ricorrente di dee, partendo dalla creazione stessa. La dea madre a cui queste donne fanno riferimento è Ixchel, che rappresenta la parte femminile della creazione – la fertilità e il ritmo ciclico della vita – tanto della terra che degli esseri viventi. La stessa dea viene rappresentata anche come anziana, chiamata in questo caso Ixchebel.

Molte donne aspiranti madri, incinte o partorienti si rivolgevano a questa dea della maternità e della medicina, per essere assistite, protette e supportate in questo momento della vita, sempre seguite dalle donne della famiglia e immancabilmente dalle anziane, con le quali avevano un forte rapporto spirituale e confidenziale. Questo è uno dei motivi per cui moltissime donne decidono tuttora di partorire in casa. Vivendo in questa zona del Guatemala da ormai 3 mesi – ricordo che qui la maggior parte della popolazione è di origine maya tz’utujiil – mi rendo conto che tanti aspetti della vita spirituale di questa cultura sono estremamente interessanti e “la nascita” è uno di questi. Venuta a conoscenza di tante storie e vivendo immersa in una cultura che approfondirò nelle prossime puntate, quello che mi affascina sempre di più è stare a contatto con dei valori che nella nostra società sembrano scomparsi e con una spiritualità completamente nuova.
Un grazie speciale a queste “dee del popolo”.

Matrimonio

Elisa Paci
(nella foto, la seconda da sinistra)

(Gennaio 2016)

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

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