Rifiuti al Gratosoglio: un problema mai risolto, nonostante gli impegni presi 15 mesi fa

Sono passati più di 15 mesi dall’incontro promosso dal presidente Alessandro Bramati del Municipio 5 tra Regione, Aler e Amsa, per risolvere il problema dei rifiuti per le strade di Gratosoglio Sud, ma molto poco

Sono passati più di 15 mesi dall’incontro promosso dal presidente Alessandro Bramati del Municipio 5 tra Regione, Aler e Amsa, per risolvere il problema dei rifiuti per le strade di Gratosoglio Sud, ma molto poco è stato fatto. Gli impegni presi solennemente dagli enti presenti a quell’incontro sono stati ampiamente disattesi. La sensazione che questa parte di Milano sia abbandonata dalle istituzioni a se stessa è fortissima e motivata. Regione e Aler sono assenti, e come un muro di gomma rimbalzano ogni richiesta che riguarda le loro case, che in generale versano in uno stato indegno. Comune e Municipio appaiono deboli e poco incisivi nel difendere i diritti e la dignità dei loro cittadini. Gli stessi abitanti di Gratosoglio sud sembrano rassegnati. Il risultato di questa situazione è che nell’indifferenza generale i comportamenti incivili aumentano, perché degrado chiama inevitabilmente degrado. Ma quali erano i punti dell’accordo che, dopo diversi mesi di scaricabarile su chi fossero i responsabili dei rifiuti per strada – Regione, Aler, Amsa – nulla è stato fatto? È un vero “quaderno delle doglianze” che speriamo serva a smuovere le coscienze di chi ha la responsabilità di questa situazione.

I cassonetti – Pochi e insufficienti

Il primo impegno preso 15 mesi fa fu il noleggio da parte di Aler di cassonetti per la raccolta rifiuti, in attesa della costruzione di nuove casette per il conferimento, risultate inquivocabilemente insufficienti. Presa d’atto a cui si giunse non senza difficoltà, vista l’ostinazione con cui per mesi è stata negata l’evidenza da parte dei consiglieri di centrodestra di Municipio 5, comunali e regionali in trincea per nascondere le responsabilità di Aler.

Fatta la richiesta nel luglio 2019, nel giro di un mese Amsa ha fornito 22 cassonetti. Dovevano arrivarne altri, che non sono mai arrivati. Non si sa se non richiesti o non forniti. Fatto sta che il problema è stato solo parzialmente risolto, perché comunque i cassonetti sono pochi e la raccolta viene fatta in modo indifferenziato (spesso anche da parte degli stessi addetti incaricati da Aler). L’assessore Marco Granelli, con delega all’Ambiente e ad Amsa, ci ha fatto sapere che il Comune ha diffidato Aler, regolamento comunale alla mano, a «realizzare 3 punti aggiuntivi di raccolta con cassonetti entro 60 giorni. Inviata la lettera a fine luglio, Aler ci ha chiesto altri 30 giorni di tempo. Intanto Amsa continua a fare giri aggiuntivi e raccolte straordinarie. Se Aler non ottempererà entro 30 giorni scatta ordinanza e successivo intervento sostitutivo con addebito». Entro inizio novembre dovrebbero quindi arrivare i cassonetti: vedremo.

 

Casette per il conferimento dei rifiuti – Nulla di fatto

È il problema principale. Senza le casette dei rifiuti, educazione ambientale e sanzionamento dei comportamenti scorretti degli abitanti hanno poco senso. Se non si dà la possibilità a chi deve liberarsi dei rifiuti di farlo correttamente è inutile, se non a far cassa, multare le persone. Paradossale poi fare educazione ambientale a chi non sa dove mettere il sacchetto dell’umido o è costretto a conferire la spazzatura tutta insieme nei cassonetti.

Attualmente la realizzazione delle casette – manufatti che da un punto di vista progettuale, realizzativo e di investimenti sono opere, per un’azienda come Aler, poco più che banali – non è stata neanche finanziata. «Aler ha inserito la realizzazione delle casette dei rifiuti di Gratosoglio nel piano triennale – ha affermato il presidente Bramati -, sul finanziamento non ho aggiornamenti». Che significa che non ci sono. Come d’altronde la consigliera regionale Carmela Rozza, autrice di diverse interrogazioni in Consiglio, ci ha confermato, spiegandoci che le casette dovevano essere costruite con i risparmi di spesa del Contratto di quartiere. Fondi che, con una giravolta da gioco delle tre carte, Aler ha dirottato per la sistemazione di una delle torri di via Saponaro e, pare, la realizzazione di una pista ciclabile.

Quindi, se non ci sarà l’adeguata pressione sociale e politica, né quest’anno né il prossimo Gratosoglio avrà le casette, intervento indispensabile per provare almeno a risolvere il problema rifiuti.

Telecamere e fototrappole – Nulla di fatto

La richiesta di istallare telecamere è stata una delle necessità emerse nell’incontro dell’estate 2019. Gli occhi elettronici possono essere, assieme a un passaggio più frequente di Polizia locale e addetti Amsa, un importante strumento sanzionatorio nei confronti di inquilini incivili, dei responsabili di scarichi abusivi e degli addetti al conferimento dei rifiuti condominiali che non rispettano giorni e regole. Purtroppo anche su questo fronte, a distanza di 15 mesi, niente è stato fatto.

Cosa ancor più grave, se si considera che il report pubblicato l’estate scorsa dal Comune (periodo gennaio-luglio 2020), scritto sulla base delle segnalazioni fatte ad Amsa e Polizia Locale, individua in via Saponaro e Baroni le aree cittadine più colpite da scarichi abusivi e conferimenti errati. “Un mix di comportamenti illeciti – si legge nel report di Amsa – quali: una costante errata esposizione dei sacchi condominiali al fine di liberare anzitempo i depositi rifiuti dei palazzi; piccoli scarichi abusivi di mobili e altre masserizie; utilizzo improprio delle campane rimanenti di carta e vetro”.

Delle fototrappole poco si sa. Sono state posizionate nei mesi scorsi nei Municipi 4 e 6, con buoni risultati. La speranza è che siano state messe anche nel Municipio 5, ma essendo nascoste, non lo sapremo fino a che saranno resi noti, nel caso, i risultati.

Educazione ambientale – Nulla di fatto

«C’era stato un primo intervento di Amsa, con cartellonistica e avvisi. Con Aler avevamo studiato un’ipotesi di lavoro, ma poi, a gennaio, si è fermato tutto. Questo aspetto dobbiamo riprenderlo in mano», così ci ha detto il presidente Bramati. E così è, fatte salve le iniziative di associazioni ambientaliste, sportive e culturali del quartiere. Risorse preziose, ma che senza l’azione delle istituzioni sono una goccia nel mare.

“Il decoro e il benessere di via Baroni e dei suoi abitanti evidentemente non sono prioritari o almeno paritetici rispetto ad altri quartieri”. Lo ha scritto, in un post sulla social street Quartiere Gratosoglio, Basmetto e dintorni del 10 agosto 2020.

Non possiamo che, con rammarico, sottoscrivere questa sconsolata considerazione.

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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