Rifugio Rosalba, in cima alla Grignetta, paradiso dell’Abate Stoppani, di Cassin e Bonatti

Affacciati sul lago di Como, ramo lecchese, da un balcone a 1720 metri di quota, si dimentica subito che il sentiero per arrivarci è ripido. Siamo in Grignetta, al Rifugio Rosalba, ai piedi della Cresta

, Rifugio Rosalba, in cima alla Grignetta, paradiso dell’Abate Stoppani, di Cassin e Bonatti

rifugio rosalba

Affacciati sul lago di Como, ramo lecchese, da un balcone a 1720 metri di quota, si dimentica subito che il sentiero per arrivarci è ripido. Siamo in Grignetta, al Rifugio Rosalba, ai piedi della Cresta Segantini, nel “paradiso” che fu di giganti come Riccardo Cassin e Walter Bonatti. Al rifugio, però, si arriva anche da semplici escursionisti, un passo dopo l’altro, avendo lasciato l’auto nel piazzale che, al Pian dei Resinelli, ricorda Daniele Chiappa, accademico del Cai e “angelo” del soccorso alpino Lombardo che ci ha lasciato dieci anni fa. Dal piazzale si imbocca la strada che piega a destra dietro la chiesetta e scende per un paio di chilometri (si può anche tentare la fortuna è cercarvi parcheggio per accorciare la camminata) fino all’imbocco dei sentieri delle Foppe (segnavia 9), il più semplice tra quelli che portano al Rosalba. Questo rifugio del Cai Milano, aperto con la nuova gestione sino a fine settembre (e poi ancora nei fine settimana e su richiesta chiamando come per ogni altra informazione il 3476954610), offre 46 posti letto oltre alla calda ospitalità della sala ristoro.

All’esterno – al cospetto del busto dell’Abate Stoppani, lecchese, insigne geologo e, nel 1874, primo presidente del Cai Milano – lo spazio per stare insieme, fare il picnic e prendere il sole. Chi sceglie di fermarsi a dormire, dalla seconda metà del pomeriggio, quando le comitive scendono, si gode un tramonto che, in questa stagione, sembra non finire mai.

Nel 1906 Davide Valsecchi, agente di Borsa milanese, volle costruire e donare al Cai Milano (di cui poi sarebbe diventato presidente) la capanna di legno che poi diventò il rifugio: lo fece in seguito ad una difficile discesa dalla Segantini e le diede il nome di sua figlia nata pochi mesi prima.

Laura Guardini
(Luglio 2017)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

Recensioni
NESSUN COMMENTO

SCRIVI UN COMMENTO