Ringhiera, presentato il piano di rilancio. Coinvolta Fondazione Cariplo, come donatore e fund raiser

«Noi mettiamo 500mila euro. Adesso dobbiamo raccogliere 2,5 milioni di euro da mecenati e aziende e a Milano, per fortuna, ce ne sono molti. Abbiamo

, Ringhiera, presentato il piano di rilancio. Coinvolta Fondazione Cariplo, come donatore e fund raiser
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Da sinistra: Sergio Urbani e Paolo Cottino.

«Noi mettiamo 500mila euro. Adesso dobbiamo raccogliere 2,5 milioni di euro da mecenati e aziende e a Milano, per fortuna, ce ne sono molti. Abbiamo già avviato i primi contatti: siamo fiduciosi». Con queste parole Sergio Urbani, direttore generale di Fondazione Cariplo, presente a certificare il coinvolgimento del gigante della filantropia milanese, ha delineato i contorni economici della sfida contenuta nel progetto di rilancio e “rigenerazione urbana” del Ringhiera, illustrato ieri, 31 maggio, alla Biblioteca Chiesa Rossa. Al tavolo dei relatori anche gli assessori alla Cultura Filippo Del Corno ai Lavori Pubblici Gabriele Rabaiotti, il presidente del Municipio 5 Alessandro Bramati e Paolo Cottino di KCity, che su incarico di fondazione ha elaborato lo studio e gli scenari di rilancio dello spazio di via Boifava, costi inclusi.

Il progetto
Il progetto di rifunzionalizzazione, denominato “Ringhiera alla terza”, dal valore di poco più di 3 milioni di euro, prevede una serie di interventi sull’edificio, per creare tre macroaree tra loro comunicanti. Una teatrale, da rifare completamente, una dedicata ai servizi civici del Comune e infine una dedicata al sociale, che è il cuore del progetto. A questo scopo, insieme alla sistemazione dell’intero edificio, saranno abbattuti muri e framezzi inutili, sfruttati al massimo gli spazi della grande tromba delle scale che collega i tre piani, create grandi finestre che daranno sulla Piana, sistemati i muri esterni dell’edificio. I nuovi spazi risultanti saranno dedicati tre grandi aree di attività: la formazione, la produzione e l’accoglienza. Sulla base di operazioni analoghe in Italia e Europa, sono stati ipotizzati in questi spazi sale prove per il teatro e la musica, aule di coworking, per incontri e conferenze, spazi produttivi, come una sartoria e una falegnameria, e un “salotto” con coffee shop e libreria, per accogliere i bambini e gli abitanti del quartiere.

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Da sinistra: Rabaiotti, Del Corno, Bramati, Cottino.

I lavori, il bando e le risorse
I lavori sull’edificio sono stati divisi in due lotti. Il primo, a carico del Comune, ha spiegato l’assessore Gabriele Rabaiotti, partirà entro agosto. Saranno risolti i problemi di cedimento del fondo e del palcoscenico, che imposero la chiusura del teatro due anni fa. Al termine di questo primo lotto, previsto entro il 2019, Fondazione Cariplo dovrebbe aver concluso la raccolta fondi. A questo punto, sulla base del lavoro condotto da KCity, il Comune pubblicherà una gara di evidenza pubblica per cercare un progetto di gestione del Ringhiera, una operazione per molti versi simile a quella che il Comune ha avviato per il Parco Trotter. L’Ati (associazione temporanea di imprese) che vincerà la gara, dopo sua volta un percorso di coprogettazione con il territorio – che è una delle novità del progetto proposto – entrerà nel Ringhiera e per vent’anni dovrà occuparsi di tutte le attività proposte nella gara, garantendo al Comune le attività di carattere sociale, che dovrà aver proposto. Anche in questa fase Fondazione Cariplo ha assicurato un aiuto economico per l’avvio delle startup della cordata di soggetti che entreranno in via Boifava.

Contestualmente alla ricerca del gestore, dovrebbero partire le procedure per l’avvio della seconda fase dei lavori sull’edificio, quelli da tre milioni di euro, raccolti attraverso il fund raising. «Lo scenario di intervento da tre milioni di euro sui stiamo lavorando è il quarto di sei, di quelli elaborati da KCity e non prevede un intervento sulla Piana – ha affermato in chiusura dell’incontro Sergio Urbani – Ma se saremo bravi a sollecitare il mecenatismo milanese, che è sempre stato generoso, non escludiamo di riuscire a fare ancora di più».

Per scaricare il lavoro di ricerca e proposta realizzato da KCity clicca qui.

Stefano Ferri
(Giugno 2019)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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