Ripa 83: la casa-ostello può finalmente diventare realtà

Ripa 83 può finalmente decollare. Dopo circa quattro anni di iter procedurale, nel mese di marzo è stato assegnato tramite bando pubblico del Comune di Milano lo stabile di Ripa di Porta Ticinese 83, che

ostello_ripa_ticinese_83Ripa 83 può finalmente decollare. Dopo circa quattro anni di iter procedurale, nel mese di marzo è stato assegnato tramite bando pubblico del Comune di Milano lo stabile di Ripa di Porta Ticinese 83, che versa in stato di abbandono da anni. La struttura è stata infatti destinata ad alloggi popolari in regime di Erp fino al 2009, quando è stata avviata la dismissione senza tuttavia predisporre alcun piano di riqualificazione; dal 2011, all’atto del rinnovo del Consiglio di Zona 6, il Comune di Milano ha sposato il progetto di un ostello a prezzi calmierati rivolto particolarmente a una clientela di giovani.

La gara è stata vinta da una società appositamente costituita in partecipazione tra Gastameco Srl (operatore di housing sociale temporaneo) e l’Hotel Maison Casa Borella (complesso a 4 stelle in zona Darsena), con un progetto che prevede a opera finita per il 70% un totale di 224 stanze tra i quattro e i sei posti letto ciascuna (con tariffe variabili tra i 20 e i 40 euro a persona in base alla stagione) e per il restante 30% uno spazio destinato a funzioni di pubblica utilità, quali ad esempio un Info Point, un centro di ascolto per donne in gravidanza e giovani madri, uno sportello dedicato al microcredito. Ne abbiamo parlato con Antonio Rinaldi, consigliere di Zona 6 per il Partito Democratico nonché fra i promotori di “Ripa 83”.

Consigliere Rinaldi, iniziamo da un suo giudizio sul progetto complessivo della casa-ostello Ripa 83.
«Il giudizio è molto positivo. Si compie finalmente un progetto atteso da anni, per la riqualificazione di un’area importante della nostra Zona che potrà così tornare a vivere! Dal 2011 quello di Ripa 83 è stato uno dei punti qualificanti dell’azione del Consiglio di Zona e del Comune. Inoltre, e questo è forse l’aspetto più importante, per come si è andato configurando nel corso del tempo posso dire che si tratta di un vero esempio di sinergia virtuosa tra iniziativa pubblica e investimento privato».

Quali saranno le potenzialità più importanti, a suo avviso?
«L’idea che ha animato l’intero progetto è stata da subito quella di creare uno spazio di utilità sociale senza pesare sulle casse comunali: il fatto che si sia pensato a riconvertire gli alloggi in un ostello è dovuto al fatto che strutture di questo tipo a Milano sono davvero poche, forse l’unica di un certo rilievo è l’Ostello Bello. Concetto fondamentale sarà l’accessibilità per i più giovani e per i turisti, garantita dai prezzi ai livelli più bassi possibile in una cornice di mercato».

Dal primo progetto all’inizio della fase esecutiva sono passati quattro anni: quali sono state le maggiori difficoltà per la realizzazione dell’idea?
«Sostanzialmente due: appunto la tempistica, lunga quasi un mandato di Giunta e di Consiglio di Zona, dovuta a questioni specificamente tecniche quali l’anno che deve trascorrere per la manifestazione d’interesse al progetto, e in secondo luogo la procedura necessaria nel Piano di Governo del Territorio alla variante della destinazione d’uso dell’edificio da alloggio di edilizia popolare a struttura di casa-ostello. È stato poi impossibile arrivare direttamente alla fase del bando, in quanto giustamente l’assessorato al Turismo ha voluto analizzare fino in fondo le potenzialità della struttura».

Ci sono altri progetti di questo genere già avviati o in previsione?
«Nella nostra Zona, anche vista la portata e i tempi necessari all’iter completo, al momento no. Il recupero e il riutilizzo delle aree dismesse, di cui Ripa 83 a mio avviso può diventare un modello per progetti futuri, rimane però uno dei punti centrali dell’azione dei Consigli di Zona e della Giunta Pisapia: un altro progetto attualmente in fase avanzata di incubazione è quello legato alla Cascina Monterobbio tra Famagosta e la Barona, dove già si sono avute manifestazioni d’interesse relative al recupero dell’area in un’ottica simile».

Mattia Boretti

 

 

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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