«Ripartiamo dai diritti» Milano Pride 2021: Palazzo Marino si illumina per 4 notti con i colori dell’arcobaleno. Forti le parole di Draghi al Senato

«Ripartiamo dai diritti» è la parola d'ordine  dell’edizione del Milano Pride 2021 per sostenere il ddl Zan, la legge contro l'omofobia. Dal 24  al 27 giugno proporrà spettacoli di teatro, installazioni luminose, talk e spazi

«Ripartiamo dai diritti» è la parola d’ordine  dell’edizione del Milano Pride 2021 per sostenere il ddl Zan, la legge contro l’omofobia. Dal 24  al 27 giugno proporrà spettacoli di teatro, installazioni luminose, talk e spazi dedicati alle famiglie. All’Arco della Pace sabato 26 l’evento conclusivo cui ci sarà anche il sindaco Beppe Sala.

Anche quest’anno Palazzo Marino si è acceso con i colori dell’arcobaleno per il Milano Pride 2021. Non solo. Per la prima volta l’illuminazione durerà quattro notti, da ieri sera sera, 23 giugno, fino al mattino di domenica  27 giugno: dal tramonto all’alba la facciata della sede istituzionale del Comune, in piazza della Scala, si tingerà dei sei colori della bandiera arcobaleno, a testimonianza della vicinanza e del sostegno dell’Amministrazione alla comunità LGBTIQA+ milanese. 

L’iniziativa è resa possibile grazie al supporto di cinque aziende del tech – Ebay, Facebook, Google, Spotify, Tik Tok – che promuoveranno e sosterranno anche le attività di Casa Arcobaleno, l’ambiente protetto che accoglie i giovani discriminati dalle famiglie di origine per il loro orientamento sessuale, l’identità di genere o per il percorso di transizione avviato.

Il  sindaco Sala all’Arco della Pace

Dopo i calzini l’orologio arcobaleno. «È l’ora del Pride», scrive il sindaco su Instagram pubblicando la  foto diventata subito virale. per rilanciare la battaglia sui diritti a volte dimenticati anche in una città cosmopolita come Milano.
«Sarò all’Arco della Pace sabato verso le 16 e farò un breve intervento. Io credo che questo sia il momento, se aspettiamo ancora un po’ la legge Zan diventa vecchia. Quindi cerchiamo di approvarla e poi di guardare avanti. Purtroppo viviamo in un mondo in cui tante certezze incrollabili non sono così incrollabili, quindi cominciamo a gestire questa parte di percorso e poi si vedrà».  Lo ha annunciato ieri a margine della presentazione del bilancio di fine mandato della Città metropolitana.

Il festival in 4 location

⭐️ Arco della Pace: dibattiti e talk su diritti e politica, anche in streaming!
💥 Piazza Santa Francesca Romana: arte, cultura e spettacolo.
💓 Largo Bellintani: testi HIV e tamponi covid, rapidi e gratuiti, non serve prenotazione!
🎈Piazzale Lavater: il Rainbow Garden, con iniziative dedicate ai più piccoli e a tutte le famiglie
Gli eventi in presenza saranno contingentati e su prenotazione (accesso gratuito) nel rispetto delle normative vigenti anti-Covid. Prenotazioni:  http://milanopride.eventbrite.com/
Qui  tutti gli eventi https://www.milanopride.it/it/eventi/

 

Sabato 26 giugno. Evento finale all’Arco della Pace

Insieme ad Alessandro Zan,  ci saranno Simone Alliva, Immanuel Casto + Romina Falconi, Franco Grillini, Vladimir Luxuria, Annagaia Marchioro, Martina Dell’Ombra, Gabriele Piazzoni. Assicurato l’intervento del Sindaco Sala.

 Per  le persone con disabilità sarà allestita una zona riservata  per garantire una visuale diretta al palco, con corridoio d’arrivo ad esso. In caso di necessità, un posto auto a fianco della piazza su prenotazione, scrivendo alla mail entro e non oltre giovedì 24 al seguente indirizzo: accessibilita@milanopride.it.

 «Questo è uno Stato laico, non uno Stato confessionale»

Chiare e forti le parole di Mario Draghi, presidente del Consiglio, sulla querelle  Ddl Zan-Vaticano pronunciate in Senato ieri, 23 giugno: «Il senatore Alfieri, poi, mi chiedeva a proposito della discriminazione. Dunque, prima di tutto mi soffermo sulla discussione in questi giorni in Senato, senza voler entrare nel merito della questione. Quello che però voglio dire – specialmente rispetto agli ultimi sviluppi – è che il nostro è uno Stato laico. Quindi non è uno Stato confessionale, quindi il Parlamento è certamente libero di discutere – ovviamente, sono considerazioni ovvie – e di legiferare.
Il nostro ordinamento contiene tutte le garanzie per assicurare che le leggi rispettino sempre i principi costituzionali e gli impegni internazionali, tra cui il concordato con la Chiesa. Quindi vi sono i controlli di costituzionalità preventivi nelle competenti commissioni parlamentari: è di nuovo il Parlamento che, per primo, discute della costituzionalità, e poi ci sono i controlli successivi nella Corte Costituzionale.
Voglio infine precisare una cosa, che si ritrova in una sentenza della Corte Costituzionale del 1989. La laicità non è indifferenza dello Stato rispetto al fenomeno religioso. La laicità è tutela del pluralismo e delle diversità culturali.
Infine, per completare l’informazione, ieri l’Italia ha sottoscritto con altri 16 Paesi europei una dichiarazione comune in cui si esprime preoccupazione sugli articoli di legge in Ungheria che discriminano in base all’orientamento sessuale. Queste sono le dichiarazioni che oggi mi sento di fare, senza entrare ovviamente nel merito della discussione parlamentare. Come vedete, il Governo la sta seguendo ma questo è il momento del Parlamento – non è il momento del Governo».

 

 Twitter: @milanopride    Instagram: @milanopride
 
 

 

 

 

Giornalista per caso… dal 1992, per una congenita passione per la fotografia. Dalle foto ai testi il passo è breve: da riviste di viaggio e sportive ai più quotati femminili e quotidiani nazionali sui temi del mondo del lavoro. Ho progettato e gestito newsletter di palestre e centri fitness. Ora faccio parte degli intrepidi inviati di Milanosud.

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