Riqualificazione della Darsena, i pro e i contro

Finita Expo e passate le feste natalizie, cerchiamo di fare il punto della situazione sulla Darsena a quasi 9 mesi dalla riapertura. È innegabile che in poco tempo la nuova Darsena sia divenuta un luogo

darsena-notte

Finita Expo e passate le feste natalizie, cerchiamo di fare il punto della situazione sulla Darsena a quasi 9 mesi dalla riapertura. È innegabile che in poco tempo la nuova Darsena sia divenuta un luogo di ritrovo per i molti milanesi che l’hanno riscoperta e per le migliaia di turisti che lo scorso anno hanno affollato la città in concomitanza del grande evento.

La zona Navigli ha dunque visto un’ulteriore rivalutazione sia dal punto di vista dell’arredo urbano, sia da quello legato alla vita sociale e aggregativa. Tuttavia non sono mancate le posizioni critiche, soprattutto dei residenti che, uniti nel Comitato Cittadini Navigli, esprimono, a volte anche in maniera molto forte, il loro dissenso per alcune scelte dell’amministrazione riguardanti la Darsena e più in generale l’area dei Navigli. In primo luogo il bersaglio di alcune critiche è proprio il restyling in sé, che a detta di alcuni residenti ne avrebbe negato il dialogo col passato, come ad esempio l’occultamento dei ruderi delle mura spagnole, e rendendolo essenzialmente un parco divertimenti che propone “intrattenimenti solo di tipo pubblicitario”. Tuttavia sembra importante aggiungere che con la chiusura di Expo l’Amministrazione comunale ha emesso una delibera volta a porre dei criteri per la concessione degli spazi (richiesta di concessione degli spazi per gli eventi di breve durata da presentare 40 giorni prima, per quelli di lunga durata si opererà tramite gare pubbliche), in dimostrazione di una volontà di tutela della nuova Darsena.

In genere gli eventi che si sono susseguiti in Darsena in questi ultimi mesi hanno fatto sì che venisse presa d’assalto, specialmente nei fine settimana, quasi sempre dando vita a un’atmosfera di festa, specie nelle scorse settimane con il Christmas Village e la sua pista di pattinaggio sul ghiaccio. Ovviamente la massiccia presenza di visitatori porta con sé il risvolto della medaglia, che si traduce in più traffico, più sporcizia e un generalizzato disturbo della quiete (e del sonno) per i residenti; alcuni mettono in relazione l’afflusso di persone nella Darsena con un aumento di furti nei negozi e persino in alcune abitazioni, ma al di là dei casi concreti più che altro sembra essere peggiorata la percezione della sicurezza nella zona. Con molta probabilità l’apertura della Darsena ha fatto da catalizzatore, accentuando alcune problematiche che la zona già conosceva. Problemi che si concentrano perlopiù nei fine settimana, quando la Darsena e i Navigli vengono invasi da giovani e giovanissimi, più che altro per bere.

Di sicuro la questione che l’Amministrazione, il CdZ e gli abitanti dovranno porsi è quale direzione dare alla “movida” sui Navigli: una vita notturna sostenibile e piacevole per tutti o figlia delle mode all you can drink di cui spesso siamo spettatori un po’ attoniti, soprattutto il giorno dopo lungo le strade in cui prende forma una geografia del dopo sbronza? Chiudere alcune strade al traffico, non ultima via Ascanio Sforza, è quasi sempre una buona notizia ma se non nasce con degli obiettivi ben precisi rimane una scelta impopolare che acuisce la contrapposizione tra residenti e commercianti. Quello che ci si augura è che tutte le forze sociali, economiche, politiche e culturali che hanno a cuore il futuro di uno dei quartieri storici di Milano possano trovare un spazio di dialogo costante critico e costruttivo in modo da poter ridare alla Darsena e a tutto il sistema che le sta intorno, un’identità il più possibile condivisa e partecipata.

Testi e foto di Salvatore Costantino

(Gennaio 2016)

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

Recensioni
NESSUN COMMENTO

SCRIVI UN COMMENTO