Ritrovato il relitto della nave Endurance, affondata nel 1915 in Antartide

Nell’ultimo numero cartaceo di Milanosud di marzo 2022 e nella sezione online “Due titoli, un argomento” abbiamo raccontato la storia della spedizione in Antartide della nave Endurance, guidata da Ernest Shackleton nel 1914-15. L’impresa è

Nell’ultimo numero cartaceo di Milanosud di marzo 2022 e nella sezione online “Due titoli, un argomento” abbiamo raccontato la storia della spedizione in Antartide della nave Endurance, guidata da Ernest Shackleton nel 1914-15. L’impresa è ricordata per la resistenza eroica degli uomini dell’equipaggio che riuscirono a salvarsi lottando contro le forze della natura, ma la spedizione fallì e la nave fu schiacciata nei ghiacci prima di inabissarsi nel mare di Weddel. È di poche ore fa la notizia che la spedizione Endurance22, partita a febbraio di quest’anno e organizzata dalla società Falklands Maritime Heritage Trust, ha ritrovato il relitto della nave. Di seguito i link alle notizie date da diverse testate inglesi e americane.

Ma prima, il link del filmato pubblicato dai ricercatori che hanno dato la notizia e, per chi non avesse familiarità con l’inglese, di seguito il testo del commento.

Ciao a tutti, benvenuti ad un altro episodio delle Storie del C.A. Finalmente oggi ho davvero una buona notizia. Come avete visto dai media, ieri abbiamo individuato il relitto della Endurance. È stato sorprendente, ero appena uscito sul ghiaccio e quando sono tornato… non c’era ancora un annuncio ufficiale, ma guardando gli schermi di navigazione era già evidente che stava succedendo qualcosa. Quindi, alle 20:00 dopo cena, siamo stati informati che abbiamo ritrovato il relitto ed è davvero fantastico. Si è discusso molto su dove trovarlo, come trovarlo e in quale stato lo avremmo trovato. L’abbiamo trovata in posizione verticale sul fondo del mare quasi intatta, praticamente come la si può vedere nelle ultime foto prima di affondare nel 1915. I dati sembrano incredibili ed è fantastico trovare questa nave. Durante l’ultima notte sono rimasto sveglio a lungo e ho aiutato il team a modificare i carichi utili del sistema. Quindi, una volta individuato il relitto, siamo passati a un sistema di scansione laser per eseguire rilievi ad altissima risoluzione e siamo anche passati a un’impostazione fotografica ad alta risoluzione. C’erano alcuni sensori da cambiare per disattivare il sonar a scansione laterale e per attivare gli altri sensori. Abbiamo lavorato tutta la notte e ora il veicolo si sta immergendo di nuovo per ottenere le immagini complete. E probabilmente abbiamo già alcune riprese piuttosto sorprendenti del relitto e fotografie ad alta risoluzione. Sarà molto interessante. Siamo contenti di averlo trovato. Avevamo coperto circa l’80% della nostra area di ricerca e stavamo già iniziando ad essere un po’ tristi per il fatto che forse non l’avremmo trovato. Ma si parlava già di dover tornare per una prossima spedizione e se potessimo lasciare una parte dell’attrezzatura a Cape Town o cose del genere. Ma in realtà l’abbiamo trovato. Siamo stati estremamente fortunati. È stato molto bello anche perché è stato un grande lavoro di squadra di molte persone provenienti da molte nazioni diverse. Tutto il team che è stato coinvolto nella preparazione degli accampamenti sul ghiaccio di cui alla fine non abbiamo avuto bisogno; con il team scientifico, il team di robotica, il team degli elicotteri, molti hanno lavorato insieme per realizzare questa missione. Ed è semplicemente folle, e i robot hanno fatto davvero un buon lavoro. Hanno lavorato costantemente per più di due settimane senza nessun guasto tecnico di rilievo. Questo è davvero sorprendente, spero che vi piaccia il filmato del relitto che spero di poter mostrare in questo video. Vediamo. Ce l’abbiamo fatta! Ora il programma è di passare qualche giorno a ispezionare il relitto e poi torniamo a casa. Attualmente siamo a 50 miglia dall’area glaciale, quindi probabilmente ci vorrà un giorno per uscire dal ghiaccio e poi torneremo a Cape Town. Ecco, finalmente una buona notizia. Abbiamo di nuovo tempo nebbioso ma non ci interessa più. Grazie mille per la visione e buona giornata.

Le principali testate che ieri, 9 marzo, hanno parlato del ritrovamento dell’Endurance

Per le traduzioni degli articoli, clicca qui.

Sir Ernest Shackleton e la Endurance ferma tra i ghiacci.

Traduttrice di professione, redattrice per hobby, promotrice di eventi culturali e sociali in collaborazione con diverse associazioni di zona. Convinta che la cultura e la socialità siano un'accoppiata vincente per rendere la vita quotidiana più interessante. Che portare avanti progetti insieme generi unione e partecipazione. E che dovere di ogni persona sia sempre il rispetto delle altre persone, degli animali, dell'ambiente e anche degli oggetti. Perché facciamo tutti parte dello stesso mondo e abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri.

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