Roman Polanski alla Fondazione Prada. Un viaggio nella poetica di uno dei maggiori cineasti europei

Il regista dal passato nefasto nasce nel 1933 a Parigi da genitori ebreo-polacchi. Un’infanzia vissuta nel ghetto di Varsavia durante la persecuzione nella Polonia occupata dai nazisti. Sarà il padre (che poi ritroverà, la madre

polanskiIl regista dal passato nefasto nasce nel 1933 a Parigi da genitori ebreo-polacchi. Un’infanzia vissuta nel ghetto di Varsavia durante la persecuzione nella Polonia occupata dai nazisti. Sarà il padre (che poi ritroverà, la madre verrà uccisa ad Auschwitz), a farlo scappare ed il futuro regista riuscirà a vivere la sua vita rifugiandosi presso una famiglia adottiva.

Subito si sviluppa nel promettente giovane un’attitudine artistica che presto verrà incanalata nella settima arte. Si diplomerà in cinematografia alla scuola di Lodz. Inizialmente come attore, Polanski proseguirà con i primi corti (tra cui Due uomini e un armadio) cui seguiranno le prime premiazioni. Il primo lungometraggio Il coltello nell’acqua (1962), otterrà la nomination all’oscar come miglior film straniero.

Da qui inizia la produzione vera e propria per una carriera in ascesa. Angoscia, ossessione e surrealismo vengono tradotte nelle sue due opere successive, premiate entrambe, Repulsion e Cul de Sac e a seguire la commedia vampiresca Per favore, non mordermi sul collo che vedrà come protagonista la seconda moglie Sharon Tate, per approdare al capolavoro del genere horror, il famoso e diabolico Rosemary’s Baby (traduzione cinematografica del romanzo di Ira Levin).

A questo punto il cinema di Polanski inizia a farsi riconoscibile. Una poetica dettata dal tema onnipresente della sopraffazione dell’uomo sull’uomo, dal tema dell’identità e discriminazione e dal mistero, un universo inquietante, metafisico, funesto, tragico. Come scrive Edoardo Bruno: «Polanski ha sempre guardato il mondo come attraverso una lente che ingigantisce il reale fino a farlo coincidere con i lembi di un incubo, in una struttura mentale che fa di ogni azione un’affascinante avventura metafisica». Ma gli eventi nefasti non lo abbandonano e mentre il regista si trova in Gran Bretagna per girare Macbeth, nel 1971, la moglie incinta e invitati/amici vengono assassinati. Dovrà attendere fino al 1974 per ritrovare l’ispirazione e dirigere il noir Chinatown con Jack Nicholson (11 candidature agli Academy Awards). Ma ecco un altro evento nefasto. Viene accusato da un tribunale americano di abuso sessuale su una modella minorenne. Polanski rientra in Francia e non metterà più piede negli States.

Ormai di fama internazionale, l’autore prosegue la sua carriera destreggiandosi, per citare alcuni dei suoi lavori, tra il tema della Shoah (L’inquilino del terzo piano) il ricordo della moglie Sharon (Il romantico Tess) e quello della sua infanzia immersa nel periodo nazista (Premio Oscar 2002, Il Pianista), affrontando Charles Dickens (Il meno fortunato per la critica, Oliver Twist). Non manca il giallo di stampo Hitchcockiano (L’uomo nell’ombra).

Approda infine alla mostra del cinema di Venezia con Carnage, un dramma da camera ben strutturato e ben sostenuto dalla scelta e interpretazione del cast (Kate Winslet, l’eccezionale Christoph Waltz, Jhon Reilly e Jodie Foster), che inscenerà isterie e psicologie delle due coppie genitoriali che si celano dietro un’iniziale formalità gentil-cortese. La sua ultima pellicola recitata da due soli personaggi è Venere in pelliccia. Per celebrare questo grande artista, fino al 25 luglio la Fondazione Prada ospita la rassegna cinematografica Roman Polanski: My Inspiration, per affrontare un viaggio nell’universo creativo del regista. Ogni venerdì e sabato viene offerto al pubblico un documentario diretto da Laurent Bouzereau, dove il regista si racconta e ci racconta delle opere cinematografiche modello (di registi come V. De Sica, F. Fellini, O. Welles, D. Lean…), seguito da uno dei film, fonte d’ispirazione per il regista contemporaneo, per concludere con una delle sue principali opere. Un’ottima occasione per meglio comprendere il percorso artistico e la poetica di questo artista e per rispolverare vecchi capolavori del cinema. L’ingresso è gratuito previa prenotazione telefonica al numero 02 56662613. La linea è attiva tutti i giorni dalle 12 alle 17. È possibile prenotare un massimo di 2 ingressi per ciascuna delle proiezioni in programma nella settimana in corso. La prenotazione del biglietto non permette la scelta del posto in sala. I biglietti devono essere ritirati alla reception della galleria Nord entro 15 minuti dall’inizio della proiezione prenotata. Per il programma completo consultare il sito www.fondazioneprada.org Fondazione Prada Largo Isarco 2, Milano.

Anita Rubagotti

(luglio 2015)

Elisa Paci, 24 anni, laureata in Comunicazione e Società (Scienze Politiche), blogger e fotografa, ha uno spirito internazionalista, che la porta a viaggare a Milano e nel mondo, in aiuto di chi non ce la fa, siano persone, interi popoli o piccole redazioni digitali. Per lei il reaggae è il massimo.

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