Rotaie verdi, da San Cristoforo a Porta Romana

di Lucia Audia, Presidente Commissione Aree Verdi e Agricoltura Zona 5 È un progetto pensato sull’esempio di esperienze simili adottate in altre città come Parigi, Londra, New York (ricordiamo, in quest’ultima città, The High Line, un

ortodi Lucia Audia,
Presidente Commissione Aree Verdi e Agricoltura Zona 5

È un progetto pensato sull’esempio di esperienze simili adottate in altre città come Parigi, Londra, New York (ricordiamo, in quest’ultima città, The High Line, un parco pubblico costruito sfruttando una linea ferroviaria dismessa risalente agli anni ‘30). Con questo progetto – cofinanziato da Fondazione Cariplo e Rete Ferroviaria Italiana e del quale il Comune di Milano è partnership – ci si propone di realizzare un parco lineare che colleghi gli scali ferroviari dismessi di San Cristoforo e Porta Romana, dove a fianco di verde pubblico a disposizione dei cittadini possa convivere una natura più selvaggia, libera di crescere, morire e trasformarsi liberamente nelle fasce di rispetto dei binari.

Attualmente il progetto è alla sua fase iniziale. La cooperativa sociale Eliante, impegnata nei campi dell’educazione ambientale, della protezione della biodiversità oltre che della cooperazione internazionale, ha presentato in Commissione per la Valorizzazione delle Aree Verdi e l’Agricoltura del Consiglio di Zona 5, lo studio di fattibilità che, se accolto e portato alle fasi progettuali e di implementazione, dovrebbe sfociare nella realizzazione di un corridoio ecologico: a fianco dei treni che continueranno a correre, ci sarebbero aree pienamente fruibili da tutti i cittadini e ricavate negli scali in via di dismissione. Si tratta di un progetto ambizioso ma se, superata la fase della fattibilità, dovesse essere portato a compimento, farebbe della Milano di Expo, una città sempre più sensibile e attenta all’equilibrio ecologico.

Un nuovo orto-giardino in via Boffalora
Il CdZ5 il 16 luglio scorso, ha dato parere favorevole alla stipula di una convenzione con il Movimento della Decrescita Felice per la creazione in via Boffalora, nei pressi del Lambro meridionale, di un orto-giardino condiviso.

L’associazione, che non ha scopi di lucro, ma che si pone come obiettivo la pratica e la diffusione di una cultura di rispetto per la terra e i frutti che può dare, era già interessata al Progetto ColtivaMi che riguardava quest’area di circa 3mila metri quadrati e che però nella nostra zona non ha avuto corso.

Oggi, grazie alla tenacia di persone come quelle che formano l’associazione, la Zona 5 può vantare la costituzione, in accordo con le linee guida del Comune, di un giardino condiviso a pochi mesi da quello recentemente inaugurato nel borgo di Chiaravalle, grazie all’impegno dell’Associazione Terra Rinata. In un anno, con il primo giardino condiviso, quello di via Conchetta, salgono dunque a tre gli spazi dedicati alla coltura, alla cultura e alla socialità in Zona 5.

(Settembre 2015)

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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