Sala, primo giorno lockdown: la nostra comunità resti unita. Vi invito a stare in casa il più possibile in questi giorni difficili

Nel consueto video giornaliero postato sulla sua pagina personale di Facebook, il sindaco Sala  ha ritenuto corretto precisare in prima battuta e calcando sulla voce, che non guida alcuna rivolta di sindaci, come hanno intitolato

Nel consueto video giornaliero postato sulla sua pagina personale di Facebook, il sindaco Sala  ha ritenuto corretto precisare in prima battuta e calcando sulla voce, che non guida alcuna rivolta di sindaci, come hanno intitolato alcuni giornali fuorviando o sovraccaricando  alcune sue precedenti considerazione sul Dpcm del 3 novembre, in particolare sulla suddivisione della nazione in tre aree di rischio contagio, le fasce gialla, arancione e rossa.  D’altronde non è  il suo stile, avendo sempre ufficialmente dichiarato  che «Le decisioni del governo vanno rispettate». Non solo. Questa volta ha voluto dire di più « Io invito i milanesi a stare in casa il più possibile in queste giornate difficili».

Come avrete già notato,  Milanosud.it  sceglie sempre di inserire nei sui articoli, quando possibile, il testo o il video integrale di ogni documento, affinché ciascun lettore possa confrontarsi  direttamente con quanto esposto e interpretato da noi. Ebbene, ecco qui il video e il testo integrale di quanto detto in mattinata.

«Chi fa il mio lavoro deve cercare di essere sempre il più chiaro possibile e  non è sempre semplice. Oggi un quotidiano titola “Sala guida la rivolta dei sindaci”, ma io non guido nessuna rivolta. Cosa è successo? È successo che dei miei colleghi, sindaci di città capoluogo di province lombarde, hanno legittimamente scritto al ministro Speranza e al presidente Fontana chiedendo di avere visibilità dei dati riguardanti la loro provincia e di fatto ipotizzando la possibilità che le loro province non siano da considerarsi rosse ma arancioni. Ecco, questo non riguarda Milano, sia chiaro».

 Il sindaco Sala ha fatto riferimento a una lettera inviata giovedì da alcuni sindaci lombardi, tra cui quelli di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova,   al governatore Attilio Fontana e al ministro Speranza chiedendo di conoscere “tutti gli elementi necessari per comprendere la fase epidemica sulle nostre province e i parametri che ne determinano l’inserimento in zona rossa per spiegare ai nostri cittadini e imprese e categorie economiche e sociali lo stato di fatto e per monitorare l’andamento del virus».

«Permettetemi di tornare sulle due cose che sto dicendo in questi giorni. La prima è una  mia opinione personale, ma io penso che sia troppo rischioso frazionare l’Italia, fino alle singole province, in zone gialle, arancione e rosse, tra l’altro sulla base di un algoritmo molto complesso. Però c’è una seconda. Le decisioni del governo vanno rispettate, dirò di più e ci metto del mio: invito i milanesi a stare a casa il più possibile in queste giornate difficili. Perché il contributo che la nostra comunità può dare in questi momenti è quello di stare unita e cercare di fare la sua parte affinché questa crisi pandemica, che, lo vedete,  si sta trasformando in una crisi sociale ed economica molto molto profonda, sia il più possibile abbreviata. Questo è il lavoro che noi dobbiamo fare».

Nel precedente video a  molti, anche tra coloro che lo seguono giornalmente  e commentano i suoi consueti video del mattino,  era sembrato che avesse bocciato del tutto il Dpcm del 3 novembre. «Bisogna rispettarlo, ma avrei scelto un sistema più semplice – aveva detto –  il sistema scelto dal governo per definire le zone gialle, arancioni e rosse è troppo complesso. Divide non solo per regioni ma anche per province (…) basato sull’Rt e 21 indicatori, difficilissimi da decifrare. Io avrei scelto un sistema più semplice e uniforme. Io non sono così certo che questa classificazione vista in maniera dinamica, in ottica di tendenza garantisca una decisione equa». 

D’atra parte le chiusure non sono competenza dei sindaci.«Decisioni del genere – aveva spiegato– possono essere prese solo dal governo o dalla regione, io per sentirmi responsabile in questa situazione continuerò a fare quello che posso fare. Ad esempio per difendere la mia comunità continuerò a combattere perché questi benedetti ristori arrivino, tempestivamente e nella misura giusta» aggiungendo che nel «pomeriggio a questo proposito riceverò a Palazzo Marino il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, perché voglio che questa sia una battaglia comune».

Tutt’altro comportamento se confrontato con quello del governatore Fontana sempre all’attacco contro il governo: “Atteggiamento di Conte inaccettabile, uno schiaffo alla Lombardia” Nel primo Lockdown il presidente della Lombardia e altri, tra cui del Piemonte e della Calabria, in particolare modo del centrodestra, aveva  sostenuto che la scelta sulle zone rosse spettasse al governo. Ora che il governo ha adottato parametri decisi e condivisi con le Regioni,  che quindi partecipano alla cabina di regia del monitoraggio,  la decisione è diventata “inaccettabile”.

Il videotel 6 novembre,su Facebook

 

 

Giornalista per caso… dal 1992, per una congenita passione per la fotografia. Dalle foto ai testi il passo è breve: da riviste di viaggio e sportive ai più quotati femminili e quotidiani nazionali sui temi del mondo del lavoro. Ho progettato e gestito newsletter di palestre e centri fitness. Ora faccio parte degli intrepidi inviati di Milanosud.

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