Sala sulla scuola: «Contrari alla didattica soltanto a distanza alle superiori, ci opporremo» Ats faccia di più sui tamponi

Se da una parte il Sindaco Sala auspica il ritorno allo smart working nel mondo de lavoro pubblico e privato, dall'altra attacca con durezza la didattica solo a distanza nel mondo della scuola, in particolare

scuola, classe

Se da una parte il Sindaco Sala auspica il ritorno allo smart working nel mondo de lavoro pubblico e privato, dall’altra attacca con durezza la didattica solo a distanza nel mondo della scuola, in particolare  nelle scuole superiori. “Sono totalmente contrario, non ha senso in questo momento: bisogna alternare didattica a distanza e in presenza nelle scuole. Così deve essere per tutti gli ordini di scuola. Siamo totalmente contrari, e lo voglio dire con chiarezza, alla sola didattica a distanza per le superiori. Ci opporremo“. È l’attacco del sindaco di Milano Beppe Sala contro l’ordinanza di ieri del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che non tiene conto delle indicazioni chiarissime del Dpcm del 18 ottobre 2020  sulla gestione delle misure da adottare: didattica mista nelle scuole superiori, ossia l’alternarsi  di lezioni in presenza e  a distanza, e didattica solo in presenza nelle scuole primarie.

Sala lo ha ripetuto, intervenendo a Rtl 102.5,  a nome di tutti i sindaci delle città capoluogo, tutti contrari alla rigidità della nuova ordinanza, che oggi si incontrano in video conferenza con Anci e Fontana. «Siamo totalmente contrari alla sola didattica a distanza per le superiori. I ragazzi hanno il diritto di stare a scuola, con buon senso, perché un po’ di alternanza ci sta, ma abbiamo appena riaperto e non si può richiudere adesso». 

Perché la scuola, ha continuato  Sala «deve essere l’ultima a chiudere. Oggi abbiamo un incontro video fra i sindaci della Lombardia e il presidente Fontana e vogliamo rivedere la questione. Noi ci opporremo e spero che lo modifichi e che prevalga il buon senso. Così non va bene».

Di rimando anche il preside Domenico Squillace del liceo scientifico Volta di Milano in un’intervista al Corriere della Sera«I numeri dei contagi in Lombardia fanno impressione. Chiudere le scuole però è una sconfitta. È la mossa più facile ma non servirà».

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina è intervenuta invece con una lettera a Fontana: “In una fase così complessa per la Nazione, desidero invitarla a lavorare insieme a tutte le istituzioni coinvolte, per trovare soluzioni differenti da quella da lei adottata, nel rispetto del diritto alla salute dei cittadini e del diritto allo studio dei nostri studenti e delle nostre studentesse. Il Dpcm del 18 ottobre 2020 ha previsto indicazioni molto chiare per la gestione delle misure da adottare con riferimento alle istituzioni scolastiche, prevedendo in primo luogo la prosecuzione, in ogni caso, in presenza, delle attività didattiche ed educative della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione”. E conclude che “appare come una imposizione che non tiene conto delle specificità dei contesti territoriali e degli enormi sforzi compiuti da tutta la comunità scolastica, a cui va il mio ringraziamento, per garantire il corretto avvio e l’ordinario svolgimento dell’anno scolastico”.

Alla fine del vertice con i sindaci la risposta  del presidente  Fontana è secca e assurdamente provocatoria, fors’anche irricevibile di fronte alla richiesta di un dialogo.  Come riporta  Ansa«Visti e considerati i dati relativi alla curva epidemiologica della Lombardia, correlati alla situazione del sistema del trasporto pubblico locale, con particolare riferimento ai giovani che frequentano le scuole secondarie, ribadiamo essere necessarie decisioni stringenti. Fermo restando che se il ministro reputa eccessivi e non idonei i nostri provvedimenti può impugnarli”. E conclude sottolineando  che «da mesi Regione Lombardia ha posto al centro dell’attenzione del Governo quanto grandi siano le difficoltà nel settore trasporto pubblico. Istanze che erano rimaste e continuano a rimanere inascoltate».  

La conclusione estremamente dura e polemica di Fontana contro il Governo pare  portare avanti una questione squisitamente politica, giocando sulla pelle dei ragazzi:  quella dei trasporti e aggiungiamo noi quella dell’Ats, per la mancanza di test rapidi per limitare gli isolamenti. Oggi , scrive laRepublica, ci sono  156 classi bloccate in Lombardia per il virus: con l’esito in mezz’ora resterebbe a casa soltanto chi ha contratto il Covid.

È partita nel frattempo  una petizione su change.org che ha già superato quota mille adesioni: No alla Didattica a Distanza (DAD) per le scuole superiori della Lombardia!!

“Dopo 8 mesi dal primo caso di Covid-19 in Lombardia, il Presidente della Lombardia, Attilio Fontana, non trova altra soluzione per contrastare la diffusione del virus che chiudere le scuole superiori e imporre a tutti i ragazzi la Didattica a Distanza.

Dopo mesi di lavoro e impegno da parte di presidi e docenti, piani di sicurezza, gestione di ingressi e uscite scaglionate, sacrifici dei ragazzi e dei docenti in termini di tempi e modalità di fruizione, il Presidente della Regione spazza via il tutto con un’ordinanza senza fondamento.

Al momento la scuola è uno dei luoghi più sicuri e controllati da frequentare per i ragazzi e, se ciò non è vero, Fontana e Gallera devono portare le prove che la scuola sia una delle maggiori cause dell’incremento dei contagiati!

O invece si vuole coprire il fallimento della Regione nell’allestire un’organizzazione sanitaria con tracciamento e tamponi che rispondesse con tempismo ed efficacia alla recrudescenza del virus?  O l’inefficienza nell’organizzare un piano dei trasporti che potesse reggere una nuova fase pandemica? 

Non possono sempre pagare i ragazzi!
NO alla Didattica a Distanza,
SI al potenziamento del trasporto pubblico,
SI al rafforzamento della Sanità in Regione
SI ad una Scuola che sappia anche formare i valori e le coscienze degli adulti di domani”.

Leggi anche “Ulteriori misure restrittive in Lombardia con nuova ordinanza. Didattica a distanza…

Giornalista per caso… dal 1992, per una congenita passione per la fotografia. Dalle foto ai testi il passo è breve: da riviste di viaggio e sportive ai più quotati femminili e quotidiani nazionali sui temi del mondo del lavoro. Ho progettato e gestito newsletter di palestre e centri fitness. Ora faccio parte degli intrepidi inviati di Milanosud.

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