Sapete già come si vota? Brevi note per non sbagliare nel seggio elettorale

Manca ormai solo una manciata di giorni all’appuntamento con le elezioni politiche e regionali. Per le elezioni del Parlamento i cittadini, chiamati alle urne, dovranno esprimere il proprio voto secondo il dettato del Rosatellum. Ma,

Manca ormai solo una manciata di giorni all’appuntamento con le elezioni politiche e regionali. Per le elezioni del Parlamento i cittadini, chiamati alle urne, dovranno esprimere il proprio voto secondo il dettato del Rosatellum. Ma, inutile nasconderselo, lo scoramento di fronte alla complessità di questa nuova legge elettorale sta salendo sempre di più. E per evitare che diventi una concausa dell’astensionismo, cerchiamo di vedere insieme, e nel dettaglio, com’è fatta la nuova scheda e quindi come potremo esprimere il nostro voto per la Camera (scheda rosa) e per il Senato (scheda gialla).

Inoltre, com’è noto, quest’anno si rinnovano anche i consigli regionali di Lazio e Lombardia, votazione di cui troverete le indicazioni nell’articolo qui a lato. Rispetto alle passate elezioni si potrà votare soltanto nella giornata di domenica. Agli elettori saranno consegnate due schede – una sola per gli under 25, che non possono votare per il Senato – con cui esprimeranno le proprie preferenze per eleggere deputati e senatori.

ELEZIONI POLITICHE

La nuova scheda elettorale

facsimile scheda camera

Secondo il Rosatellum, i candidati premier concorrono con un sistema misto:

  • assegnazione di 232 seggi alla Camera e 116 al Senato in collegi uninominali: viene eletto il candidato più votato.
  • assegnazione dei seggi delle circoscrizioni territoriali, 386 per la Camera e 193 per il Senato, con metodo proporzionale in collegi plurinominali, nei quali sono eletti i candidati secondo l’ordine di presentazione.

La scheda è sempre uguale, sia per la Camera come per il Senato. Compare il nome del candidato del collegio uninominale e compare il simbolo di ogni lista o coalizione di liste per il collegio plurinominale. Accanto a ogni lista o coalizione ci sono i nomi dei candidati del collegio plurinominale.

Ecco le istruzioni

L’elettore può esprimere il proprio voto nei seguenti modi:

  • tracciando un segno sul rettangolo con il contrassegno della lista e i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Questo voto vale sia per il candidato nel collegio uninominale, sia per la lista.
  • Se l’elettore traccia il segno solo sul nome del candidato al collegio uninominale, il voto è valido anche per la lista collegata. Se ci sono più liste in una coalizione, il voto viene suddiviso tra queste in proporzione ai voti ottenuti da ogni lista in tutte le sezioni del collegio uninominale.
  • Ricordiamo anche che se l’elettore traccia un segno sul rettangolo con il nome del candidato al collegio uninominale e un segno sul simbolo della lista e dei candidati ai collegi plurinominali, il voto è valido sia per il candidato uninominale sia per la lista.
  • Stessa cosa se l’elettore traccia un segno sia sul contrassegno sia sulla lista di candidati nel collegio plurinominale della stessa lista.

Non è possibile il voto disgiunto

Attenzione, però! Se l’elettore traccia un segno sul rettangolo con il candidato uninominale ma anche sul rettangolo con il contrassegno di una lista non collegata dal candidato, il voto è nullo: alle politiche 2018 non è infatti previsto il voto disgiunto, mentre lo è per le elezioni regionali, come spieghiamo più avanti.

Le operazioni di scrutinio

Inizieranno subito dopo la chiusura dei seggi, quindi presumibilmente intorno alle 23.15 e dovranno proseguire senza interruzione, ed essere completate entro le ore 14 del giorno successivo. Saranno scrutinate prima le schede inerenti le elezioni del Senato, concluse le quali si effettuano quelle per l’elezione della Camera.
Il sistema di voto inevitabilmente renderà le operazioni di scrutinio complicate, visto che su ogni scheda (Camera e Senato) si dovrà procedere a un doppio scrutinio: uninominale e proporzionale.

ELEZIONI REGIONALI

facsimile scheda regioneIl 4 marzo, oltre alle politiche nazionali, nell’election day si voterà anche per le regionali (scheda verde), in Lombardia e Lazio.
In Lombardia la legge elettorale è stata modificata a fine dicembre 2017, ma il suo impianto fondamentale risale al 2012. La nuova legge elettorale fu l’ultimo atto del Consiglio regionale presieduto da Roberto Formigoni. Quella lombarda è una legge secondo un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Assieme ai 79 seggi del Consiglio regionale l’elettore elegge anche il presidente della Regione. Il candidato alla presidenza con il maggior numero di voti ottiene 44 seggi (il 55%) per le liste a lui collegate, che salgono a 48 (il 60%) se supera il 40 per cento.

Un seggio è riservato al miglior perdente tra i candidati alla presidenza, mentre è stato abolito il cosiddetto “listino bloccato”.
C’è infine il divieto di terzo mandato: cioè non può essere immediatamente ricandidato alla carica di presidente della Regione chi ha già ricoperto ininterrottamente tale carica per due mandati consecutivi.

Il Consiglio regionale e il presidente della Regione sono eletti contestualmente, a suffragio universale e diretto, con voto personale, eguale, libero e segreto, attribuito a liste provinciali concorrenti e a coalizioni regionali concorrenti, formate da uno o più gruppi di liste, ognuna collegata con un candidato alla carica di presidente della Regione.

È proclamato eletto presidente della Regione il candidato che ha conseguito il maggior numero di voti validi in ambito regionale. La votazione per l’elezione del presidente della Regione e del Consiglio avviene su un’unica scheda.

L’elettore ha diverse opzioni

  • votare solo il candidato-presidente e il voto va lui e non ai partiti collegati;
  • votare il candidato-presidente e una delle liste collegate, apponendo una X sul simbolo della lista;
  • votare il candidato-presidente e una lista a lui NON collegata (il cosiddetto “voto disgiunto”);
  • votare solo la lista, sapendo che in tal caso la sua preferenza va automaticamente anche al candidato-presidente collegato.

Soglia di sbarramento. Ogni lista deve essere presente in almeno cinque province diverse, e sono possibili coalizioni a sostegno dello stesso candidato alla presidenza. La soglia di sbarramento per la singola lista è al tre per cento su base regionale, a meno che il candidato alla presidenza collegato non abbia ottenuto almeno il cinque per cento dei voti. La ripartizione dei seggi avviene su base provinciale.

Sulla scheda elettorale i cittadini

lombardi possono esprimere due preferenze per un uomo e una donna della stessa lista. Se non viene rispettata la regola di genere, la seconda preferenza viene cancellata.

I candidati presidente alla Regione

candidati-regione 2018I candidati sono (nella foto partendo dall’alto in senso orario):

  • Attilio Fontana (Centrodestra):
  • Giorgio Gori (Partito Democratico);
  • Dario Violi (Movimento 5 Stelle);
  • Onorio Rosati (Liberi e Uguali);
  • Angela De Rosa (Casa Pound);
  • Massimo Gatti (Potere al Popolo);
  • Giulio Arrighini (Grande Nord).

Lo scrutinio per le elezioni regionali inizierà dalle ore 14 di lunedì 5 marzo.

Giovanna Tettamanzi
(Febbraio 2018)

 

 

 

 

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

Recensioni
NESSUN COMMENTO

SCRIVI UN COMMENTO