Scioglimento di Forza Nuova: passa alla Regione il sì alla mozione del PD

Ieri è stata raggiunta  una vittoria importante in Consiglio regionale dove è passato, senza il voto della maggioranza di centrodestra, il sì alla mozione del Gruppo PD Lombardia per lo scioglimento di Forza Nuova e di ogni movimento

Ieri è stata raggiunta  una vittoria importante in Consiglio regionale dove è passato, senza il voto della maggioranza di centrodestra, il sì alla mozione del Gruppo PD Lombardia per lo scioglimento di Forza Nuova e di ogni movimento portatore di discriminazioni e violenza in base all’articolo 3 della legge Scelba.

La mozione impegna il governatore Attilio Fontana ad attivarsi presso il governo per “procedere allo scioglimento di Forza Nuova e di tutti i movimenti politici di chiara ispirazione neofascista artefici di condotte punibili dalla norme in vigore”.

Tuttavia,”ancora una volta, le ambiguità di coloro che non hanno voluto condannare apertamente i continui richiami a un passato di guerra e dittatura, non si sciolgono” ha dichiarato Silvia Roggiani. “Se per alcuni è ridicolo che nell’Italia del 2021 venga chiesto lo scioglimento di forze antidemocratiche, ispirate chiaramente all’ideologia neofascista e neonazista, noi continuiamo a sostenere che queste non debbano esistere. Né dentro né fuori le istituzioni”.

Dunque, un passo avanti dopo il no del centrodestra alla mozione presentata alla Camera da Enrico Letta che, dopo l’assalto alla sede nazionale della Cgil lo scorso 9 ottobre durante la manifestazione contro il Green Pass, chiedeva lo scioglimento di Forza Nuova e di tutti gli altri movimenti dichiaratamente fascisti.

Cosa è successo?

Tre erano le mozioni presentate ieri in aula, di cui solo due sono  passate dopo un  dibattito piuttosto acceso e  l’accettazione da ambo le parti di alcuni compromessi.  La prima, la mozione PD per lo scioglimento di Forza Nuova in base alla legge Scelba, è  passata grazie all’uscita di 40 consiglieri del centro destra. Il compromesso è stato raggiunto stralciando il secondo punto della mozione, che richiedeva “l’impegno per iscritto a riconoscere e rispettare i principi della Costituzione repubblicana e antifascista” da parte degli organizzatori di eventi istituzionali.  Il secondo punto è stato sostituito c0sì con la richiesta di “promuovere la modifica dello Statuto regionale per stabilire che in Regione Lombardia è vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, di genere, nazionali o religiosi”. 

L’accettazione di questa modifica ha di fatto portato alla bocciatura della mozione del Movimento  5 Stelle,  che chiedeva di introdurre un codice etico che avesse “come finalità l’accantonamento di ogni estremismo riconducibile al fascismo e al regime fascista negli spazi istituzionali lombardi”.

Passata a larga maggioranza, grazie al compromesso con il  PD, la mozione della Lega che “condanna ugualmente ogni atto di violenza compiuto in questi anni da forze politiche di qualsiasi estrazione, di estrema destra come di estrema sinistra”. 

Qui il racconto di Fabio Pizzul, capogruppo PD al Pirellone e primo firmatario della mozione  “passata con più di un distinguo e molto imbarazzo da parte della maggioranza”.

 

 
 
 
 
 
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Giornalista per caso… dal 1992, per una congenita passione per la fotografia. Dalle foto ai testi il passo è breve: da riviste di viaggio e sportive ai più quotati femminili e quotidiani nazionali sui temi del mondo del lavoro. Ho progettato e gestito newsletter di palestre e centri fitness. Ora faccio parte degli intrepidi inviati di Milanosud.

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