SecurWoman, l’app contro i molestatori

Tornare a casa da sole, andare a prendere l’auto nel parcheggio, di notte, sono situazioni che procurano ansia e disagio a molte donne. I casi di violenza femminile, di cui negli ultimi decenni si è spesso

securwomanTornare a casa da sole, andare a prendere l’auto nel parcheggio, di notte, sono situazioni che procurano ansia e disagio a molte donne. I casi di violenza femminile, di cui negli ultimi decenni si è spesso raccontato e sentito, hanno ampliato la percezione del pericolo.

Poi succede che la tecnologia si mette al servizio di tematiche importanti, lavora per la sicurezza – e la percezione della sicurezza – delle donne e della comunità in generale. Così arriva SecurWoman, un’app semplice e veloce. Una volta scaricata (l’abbonamento costa 2,90 euro al mese), il proprio smartphone sarà abilitato al collegamento, tramite sistema di geolocalizzazione, a una centrale operativa, a sua volta in contatto con le Forze dell’ordine e di primo soccorso.

Per attivarla è necessario toccare lo schermo e il telefono passerà alla cosiddetta modalità “sentinella”. Lo smartphone a questo punto sarà in ascolto e, se si crede di essere in una situazione sospetta, basterà scuoterlo: il segnale arriverà alla sala e si sarà immediatamente contattate. È stata poi pensata la Modalità Sport, attiva da dicembre e dedicata a chi ama praticare attività all’aria aperta. In questo specifico contesto il modo per mettersi in contatto con la centrale operativa è ancora più immediato. Sarà sufficiente toccare due volte lo smartphone oppure, in caso di emergenza o malore, strappare gli auricolari dal telefono per fare in modo che informazioni e posizione specifica dell’utente siano inviate alle Forze dell’ordine.

Per info su SecurWoman: www.securwoman.com.

Federica De Melis

(gennaio 2016)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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