Sequestrata l’ex area via De Sanctis 10. Il proprietario Giovanni Martino: «Via io, qui tornano i disperati»

Il 31 ottobre il Tribunale ha posto sotto sequestro preventivo l’area delle ex Autolinee Sila. Lunedì 4 novembre i legali della proprietà si recheranno in Tribunale per chiedere il dissequestro.

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Nuovo colpo scena nella vicenda dell’area di via De Sanctis 10. Giovedì 31 ottobre, poco dopo le 10, due ufficiali di Polizia giudiziaria, accompagnati da una decina di altre persone, hanno bussato alla porta delle ex Autolinee Sila e hanno messo in mano all’architetto Giovanni Martino della Martino Sas, proprietaria dell’area, un decreto di esecuzione di sequestro preventivo, a firma del Gip Raffaella Mascarino. L’intervento, si legge nel verbale di sequestro (per prenderne visione, clicca qui), è stato reso necessario per evitare altri abusi della proprietà, in quanto i lavori eseguiti finora, sarebbero stati fatti senza le autorizzazioni necessarie e in zona sottoposta a vincoli.

Arrabbiato e stupito l’architetto Giovanni Martino, che in zona ha avuto già avuto l’immobile di via Isimbardi sotto sequestro (per leggere l’articolo, clicca qui), che ormai conta diverse cause con il Comune, e che era in procinto di presentare una nuova richiesta, la terza, per la realizzazione di un campus per studenti in via De Sanctis 10 (per leggere l’articolo, clicca qui).

«È un sequestro che da un punto di vista amministrativo non ha senso. Mi viene contestato di non aver presentato della documentazione o che questa sia difforme, ma non è vero – ha affermato Martino da noi interpellato –. Ma io l’ho presentata, per il refettorio ho protocollato la Cila così come la compatibilità paesaggista. Per l’immobile della portineria il sequestro della portineria è incomprensibile, poiché qui non è stata fatto niente, se non un’imbiancatura. L’intervento sul deposito, infine, è stato fatto coerentemente con la normativa antisismica. Tutta documentazione in mio possesso, ricorsi al Tar inclusi, che lunedì 4 novembre presenterò al Gip per il dissequestro. Certo che quanto sta accadendo è però paradossale – ha concluso Martino – soprattutto alla luce del fatto che io qua ho intenzione di realizzare un campus per studenti, aperto al quartiere, in convenzione con il Comune, nel rispetto degli immobili esistenti e che intendo recuperare e valorizzare. In questi momenti mi viene in mente quanto mi dissero appena acquisii l’area il Commissario Angelo De Simone commissario del Commissariato Porta Romana e l’ex questore Marcello Cadorna: “Lei è uno speculatore?” “No, è mia intenzione fare un campus per studenti” risposi. E loro: “Bene, perché siamo stufi di intervenire per sgomberare disperati e delinquenti. Se ha problemi mi chiami che vado io dal sindaco” disse il Commissario. E mi imposero di mettere una sorveglianza. Cosa che io ho fatto, finora. Ma se vado via, qui tornano i disperati».

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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