Serena Sinigaglia e Lella Costa nuove direttrici del Carcano. L’Atir trova casa, ma il Ringhiera riuscirà a sopravvivere?

Il Carcano cambia veste e accoglie l’Atir Ringhiera, mutuandone lo spirito “contaminate e aperto al territorio”. È questo quanto è emerso ieri, mercoledì 18 giugno, alla conferenza stampa di presentazione della nuova direzione artistica e

Il Carcano cambia veste e accoglie l’Atir Ringhiera, mutuandone lo spirito “contaminate e aperto al territorio”. È questo quanto è emerso ieri, mercoledì 18 giugno, alla conferenza stampa di presentazione della nuova direzione artistica e manageriale dello storico teatro milanese. La direzione sarà affidata a due artiste milanesi doc: Lella Costa e Serena Sinigaglia, la gestione all’agenzia di management dello spettacolo Sosia&Pistoia, guidata da Carlo Gavaudan, mentre Mariangela Piturru seguirà la parte organizzativa.

Ma in che modo cambierà il Carcano? E l’Atir Ringhiera, senza casa da tre anni, che fine farà?

In attesa della definizione del cartellone 2021-2022, ci sono le dichiarazioni di intenti dei protagonisti, che pensano a un teatro che, oltre ad accogliere di spettacoli dell’Atir, lavori in sinergia con gli altri teatri e il territorio. L’idea fare dello spettacolo sul palcoscenico l’evento centrale di un programma di laboratori «Lo spettacolo non è più il fatto centrale – ha spiegato ieri la neodirettrice Serena Sinigaglia – o meglio lo diventa solo a patto di essere accompagnato da tutta una serie di attività metateatrali quali laboratori, feste, incontri, presentazioni, dibattiti, confronti, pranzi, cene, aperitivi, merende e visioni che sappiano intersecare il rito serale con l’ordinario quotidiano». Un teatro sempre aperto, in grado di  creare una relazione con il pubblico di sempre e con il nuovo, per attrarre a sé anche il passante, che transita per largo Crocetta.

Tutto questo in un’ottica di una stagione teatrale che sappia superare le tradizionali classificazioni teatrali «In equilibrio tra i titoli classici e i contemporanei, scardinando la logica del nome per il nome, scardinando tutti i binomi contrapposti: commerciale-ricerca, tradizione-innovazione, popolare – radical».

Nel municipio 5, nell’orbita del Ringhiera e di piazza Fabio Chiesa – ha assicurato Serena Singaglia, che manterrà la direzione artistica – l‘Atir continuerà le attività laboratoriali, in attesa che la sala di via Boifava venga riaperta. Secondo la neo direttrice del Carcano questo non creerà scompensi «Dopo 25 anni il gruppo dell’Atir è in grado di proseguire senza la mia presenza costante. I profili artistici, tecnici, organizzativi di cui ora è dotato possono garantire la durata del progetto, così come è stato nel corso di questi ultimi anni dove io ero quasi sempre in giro per il mondo a fare regie. Tutti siamo insostituibili, nessuno è indispensabile».

Come giornale locale ci rimane però qualche timore. Indubbiamente siamo di fronte a un’ottima opportunità per il Carcano e l’Atir, che finalmente trova una casa. Per il Municipio 5, e in particolare i quartieri Missaglia, Chiesa Rossa e Gratosoglio, c’è il rischio che le energie e le capacità di Serena Sinigaglia della sua compagnia vengano progressivamente assorbite dal Carcano e gli spazi circostanti il centro civico scivolino nel degrado.

Ma la colpa di tutto questo non è certo da imputare agli artisti, che tenacemente sono rimasti in questi anni “attaccati” al loro teatro, ma al Comune, che a tre anni dalla chiusura non è ancora in grado di dire cosa ne sarà del centro civico di via Boifava.

 

 

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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