Serie Netflix – “Drole”, commedia buffa… perché c’è bisogno di ridere

C’è bisogno di ridere. C’è bisogno di tornare a respirare e soprattutto socializzare. Specialmente quando certe restrizioni pandemiche stanno per cadere e malgrado un conflitto internazionale in corso. Quindi è giusto e sacrosanto il bisogno

C’è bisogno di ridere. C’è bisogno di tornare a respirare e soprattutto socializzare. Specialmente quando certe restrizioni pandemiche stanno per cadere e malgrado un conflitto internazionale in corso. Quindi è giusto e sacrosanto il bisogno di lasciarsi trasportare da una serie parigina, che per una volta non parla solo di banlieue e di rapporti di integrazione malvissuti, ma al contrario si focalizza su un contesto molto particolare di artisti come gli “stand up comedians”.

La serie è “Drole – Comici a Parigi” e già dal titolo non nasconde il suo carattere che risiede proprio nella parola “drole” che significa “buffo”, “simpatico” e quindi brillante come un comico che sogna di sbarcare il lunario partendo dal palco di un piccolo club del centro città. Questo è il mondo di “Drole” ideato dall’autrice Fanny Herrero, anche creatrice e sceneggiatrice di un altro campione di visualizzazioni come la serie “Chiami il mio agente”, sempre una produzione francese, ambientata nel mondo frenetico delle agenzie di attori e vedette.

Il soggetto di “Drole” non è da meno in termini di tensione e frenesia tipica di chi è impaziente di andare in scena. In questa prima serie si viene catapultati nelle vite di Nazir, Aissatou, Bling e Apolline. Giovani di diverse estrazioni sociali e origini, ma accomunati dallo stesso desiderio di ribaltare le proprie vite e non necessariamente andare alla ricerca della doppia “S” dei Soldi e del Successo.

Magari è solo il desidero di non venire condannati a un destino poco consono alla propria personalità, come finire a gestire consegne di pizze o frequentare i migliori atenei universitari come status symbol. Si cerca solo il modo per fare ciò che rende più felici, vale a dire esprimersi e riuscire a strappare ancora una risata, che già di per sé diventa una sfida quasi proibitiva.

“Drole” è uno spaccato di vita che parte da Parigi e con un tocco gentile riesce a raccontare un soggetto adattabile a qualunque città europea o realtà fatta di persone che sognano ancora di “fare la differenza”. Per tale motivo diventa estremamente “empatica” nonostante il livello di comicità di bassa lega e battute costanti a sfondo sessuale che, al di là del nostro perbenismo, servono a farci comprendere per l’ennesima volta come lo “stand up comedian” sia un mestiere necessario.

La risposta è ripartire dal nostro “vissuto”. La realtà che viviamo diventa la realtà che raccontiamo. Magari con qualche particolare estremizzato, ma pur sempre proveniente dalle nostre radici genuine. Guardare questa serie equivale a entrare nello stesso locale parigino e misurarci con questo ambiente fatto di evasione e sfida. Anche lo spettatore si rimette in gioco nel momento in cui decide di immedesimarsi nel ruolo dei protagonisti commedianti e comici. Si ride e si scherza, ma si vive con la stessa tensione di chi si gioca la carriera in cinque minuti. Proprio come succede spesso nella vita. È solo la prima serie e bisognerà attendere la seconda per capire se un certo valore narrativo si può definire consolidato. Ma i presupposti sono assolutamente positivi e quindi vale la pena, anche solo per una sera, guardare una puntata di questa “Drole Comedy”

Laureatosi nel 2001 al Dams è attualmente impegnato nel settore commerciale e logistico Italia / Estero. Teamplayer e rivendicatore della libertà di espressione fra Politica, Musica e Spettacolo. Sogna una nuova Nouvelle Vague da ricreare a Milano ascoltando una vecchia canzone anni '80 e un goal del... Milan! Citazione preferita: "Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dei dischi di grande musica faranno la mia felicità fino alla mia morte" (F. Truffaut).

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