Sgomberato il campo rom abusivo di via Vaiano Valle e ricollocate le famiglie. Carapellese Mu5: «Grazie a tutti, è stato un lavoro eccezionale»

«Il campo rom di Vaiano Valle è libero, le circa 40 famiglie presenti sono state ricollocate sul territorio milanese. Tutte hanno accettato il trasferimento, iniziato il 20 agosto scorso e questo non era scontato, perché

«Il campo rom di Vaiano Valle è libero, le circa 40 famiglie presenti sono state ricollocate sul territorio milanese. Tutte hanno accettato il trasferimento, iniziato il 20 agosto scorso e questo non era scontato, perché fino all’ultimo c’erano state resistenze e reati, come gli incendi dei giorni scorsi. Forze dell’ordine il Comune hanno preso oggi possesso dell’area, che sarà presidiata, anche di notte, ripulita, abbattute le baracche e poi consegnata alla proprietà».

C’è grande soddisfazione nelle parole del presidente di Municipio Natale Carapellese, che non manca di sottolineare il lavoro, avviato a maggio con la delibera di Giunta comunale, che utilizzando un finanziamento di 515mila euro proveniente da Roma, ha consentito insieme allo sgombero l’attivazione di un percorso di inserimento abitativo e sostegno sociale ed educativo delle famiglie sgomberate.

«C’è stato un eccezionale lavoro corale di Prefettura, Polizia di Stato, Polizia Locale, Comune, Municipio, Servizi sociali e volontari della comunità di Sant’Egidio che per molti mesi hanno collaborato per realizzare una soluzione innovativa, mai sperimentata in passato, cioè quella di ricollocare nel circuito della legalità, le persone e le famiglie civilmente, anziché disperderle altrove, come avvenuto nel passato.  Grazie in particolare alle Forze dell’ordine, agli assessori Marco Granelli, Lamberto Bertolè e Pierfrancesco Maran, grazie a tutti coloro, insegnanti, famiglie, associazioni e volontari, che hanno preso parte e collaborato negli anni passati e ancora in questi mesi, per la migliore riuscita di questa iniziativa.

Con la sistemazione dell’area si aprono ora nuove prospettive per il borgo, anche da un punto di vista viabilistico. Oltre all’ipotesi di un semaforo alternato su via Vaiano Valle, per il quale l’assessora alla Mobilità Arianna Censi si è impegnata a verificarne la fattibilità, si potranno approfondire anche altre soluzioni di accesso a via dell’Assunta e al borgo» ha concluso Carapellese.

Il campo rom abusivo di via Vaiano Valle esisteva dal 1997 e da allora è progressivamente cresciuto ed è stato teatro di numerosi reati, come lo smaltimento illegale di rifiuti, sia attraverso incendi dolosi che discariche abusive, coltivazione di marjuana e ricettazione e furto di mezzi, esasperando i cittadini dei quartieri e borghi di Vaiano Valle e Chiaravalle, inquinando e rovinando le aree agricole del Parco Sud.

Grande soddisfazione anche da parte dell’assessore alla Sicurezza Marco Granelli, che a commento dello sgombero ha scritto su un post su Facebook, in cui sottolinea: «C’è chi urla alla sicurezza e chi compie i fatti. L’insediamento inizia nel 1997, occupando un’area privata nel Parco Sud, e per 14 anni le giunte di destra Albertini e Moratti, con gli assessori alla sicurezza Del Debbio e De Corato, con il consigliere comunale Salvini, hanno tollerato il campo abusivo: sì quelli che urlano tutti i giorni chiedendo sgomberi, ma quando governavano loro non li facevano, o li facevano, ma poi lasciavano rioccupare le aree.  Dal 2011 a Milano, con le giunte Pisapia e Sala, cambia il vento per i campi rom: si decide di chiuderli, per interrompere l’illegalità e il degrado e permettere un percorso di inserimento sociale e integrazione nelle regole, con la giusta solidarietà. E così si chiudono definitivamente, fra gli altri, 6 grandi campi storici con almeno 15-20 anni di storia: via Novara, via San Dionigi – Porto di Mare, via Selvanesco, via Martirano, via Idro, via Bonfadini – via Zama. Cambiare è possibile, lavorando nel concreto, portando regole e sicurezza, aiutando chi vuole cambiare».

Ora la palla passa a Visconti Srl del gruppo Unicredit, proprietaria delle aree sgomberate di via Vaiano Valle 32 e 41, che una volta riavuti i terreni dovrà bonificarli, proteggerli da eventuali altri insediamenti, venderli o pensare come utilizzare i resti delle due vecchie cascine, compatibilmente con i vincoli delle Belle Arti che impediscono ogni aumento volumetrico.

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

Recensioni
6 COMMENTI
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    Carmen titolare de LaVitalba. A gricoltrice rigenerariva vittima del potenziale inquinamento dei terreni agricoli in Vaiano Valle 1 Settembre 2022

    Forzatina anzicheno l’idea che in 25 anni i Rom abbiamo potuto inquinare le centinaia di ettari di Milano Sud e che avevano in gestione una miniera!?
    Suvvia non mistifichiamo la realta’ se chi scrive non sa dei nuomerosi studi,tesi e convegni sullo stato d’inquinamento dei terreni di Vaiano Valle gia’ degli anni ’70 ALLORA SMETTA DI DEDICARSI alla divulgazione per rispetto del ruolo che riveste l’informazione nella presa di codcienza delle persone. Se INVECE lo sa non ci dedicheremo piu’ alla lettura dei suoi articoli.
    La domanda sotge spontanea: chi potrebbevMAI trarre vantaggio da un’informazione cosi’ tanto distorta?
    Chi scrive?
    Chi legge?
    Chi abita il territorio?
    Chi ha inquinaro
    Chi ha il compito di gestite il territorio?

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    Barbara 3 Settembre 2022

    Sperando che la società in questione realizzi davvero la bonifica.; allora poi restano gli altri ettari ancora inquinati e nessuno se ne occuperebbe.

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    Carmen titolare de LaVitalba. Agricoltrice rigenerariva vittima del potenziale inquinamento dei terreni agricoli in Vaiano Valle 3 Settembre 2022

    Scrivere ” rovinando e inquinando le aree agricole del Parco Sud” sollecita a qualcosa di molto più esteso di “limitrofo”.
    La chiosa finale poi alle mie capacità di valutazione aiutano a chiarire molto.

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    Maria 3 Settembre 2022

    Signor Stefano invece che offendere chi di quella zona ne conosce bene la storia non sarebbe opportuno ,come giornalista, approfondire con la Signora Carmen? Credo che un giornalista dovrebbe avere questa curiositá .

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