Si estende al Municipio 5 e nel Sud Ovest milanese la protesta contro la Regione che non sostituisce i medici di base andati in pensione

Questa mattina, presidio di protesta al mercato di via Di Rudinì, in Barona, vicino all’Ospedale S. Paolo, con raccolta firme per chiedere alla Regione Lombardia di sostituire urgentemente i medici di famiglia che sono andati in pensione o

Questa mattina, presidio di protesta al mercato di via Di Rudinì, in Barona, vicino all’Ospedale S. Paolo, con raccolta firme per chiedere alla Regione Lombardia di sostituire urgentemente i medici di famiglia che sono andati in pensione o che stanno per andarci, lasciando migliaia di cittadini senza assistenza.

Tante le persone furiose che ora sono a caccia di un medico per sé o per i propri famigliari. Oggi a incontrarli c’erano il Presidente del Municipio 6, Santo Minniti, diversi consiglieri di zona e il consigliere regionale del PD Pietro Bussolati, che già hanno sollecitato la Regione a intervenire urgentemente nei quartieri più scoperti. Pur essendo piccolo il mercato di via Di Rudinì, sono state raccolte oltre 50 firme, grazie anche all’aiuto di volontari del Comitato del Sud Ovest “Cittadini a sostegno della Sanità Pubblica e Territoriale”.

Abbiamo sentito persone raccontare di comunicati arrivati dalla Regione o dall’ATS Milano che informavano dell’avvenuto pensionamento del proprio medico, e basta. Come dire: arrangiatevi a cercarne un altro. Ma non sanno dove cercare, gli anziani non sanno usare il computer o il cellulare per entrare nel sito dell’ATS e ricercare un nuovo medico di famiglia. Inoltre quasi tutti i medici hanno raggiunto il tetto dei 1500 utenti, e molti di loro sono vicini alla pensione. Così tante persone anziane o fragili sono costrette a scegliere un medico con lo studio lontano, fuori dal loro quartiere.

Dopo i presidi di protesta al Giambellino, al Ronchetto S/N e ora in Barona, la protesta si sta espandendo anche in Municipio  5: il primo presidio è per domani  mattina, venerdì 2 luglio al mercato di via Crema.

La protesta monta e si diffonde anche nell’hinterland: manifestazioni a Cesano Boscone, Corsico, Pieve Emanuele, Abbiategrasso e Buccinasco.

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