Sicurezza, l’assessore Carmela Rozza incontra cittadini e istituzioni dei Municipi 5 e 6

È ormai prossimo alla conclusione il tour nei Municipi cittadini annunciato a luglio dell’assessore Carmela Rozza per redigere, sulla base delle segnalazioni dei cittadini e delle istituzioni locali, le linee guida di un Piano Sicurezza

, Sicurezza, l’assessore Carmela Rozza incontra  cittadini e istituzioni dei Municipi 5 e 6

rozzaÈ ormai prossimo alla conclusione il tour nei Municipi cittadini annunciato a luglio dell’assessore Carmela Rozza per redigere, sulla base delle segnalazioni dei cittadini e delle istituzioni locali, le linee guida di un Piano Sicurezza per la città. Mentre andiamo in stampa si devono ancora svolgere gli incontri nei Municipi 1 e 2 – i due presidenti non hanno ancora risposto all’invito dell’assessore – mentre il 4 è stato messo in calendario per il 12 ottobre. Per quanto le assemblee siano state programmate per “Ascoltare i cittadini”, l’assessore Rozza, ha dato durante gli incontri alcune risposte e delle anticipazioni su temi più generali e sul metodo che seguirà per redigere il Piano, promettendo un incontro nei Municipi ogni tre mesi, per verificare l’efficacia delle azioni intraprese e raccogliere nuove segnalazioni. Nel merito delle iniziative dell’Amministrazione, sono due le novità più importanti annunciate. Per prima cosa la riorganizzazione del corpo della Polizia Locale e l’arrivo di nuovi militari per il pattugliamento della città, concordato dal sindaco Sala con il Governo, in attesa di poter aumentare l’organico della Polizia locale, sotto di circa 200 unità (3mila agenti contro i 3.200 necessari). Un processo di riorganizzazione che dovrebbe portare anche alla chiusura di alcune mini sedi periferiche, con l’obiettivo di liberare il personale da compiti amministrativi o di presidio ritenuti inutili. Sulla presenza dei Vigili di Quartiere, tema da anni al centro degli incontri sulla sicurezza e sempre invocati dai cittadini, si procederà con interventi mirati «perché, in ogni caso, non abbiamo agenti per tutta la città». L’idea dell’assessore è concentrare le forze là dove servono, fino a che non si risolve il problema. Critico verso il metodo adottato il presidente Alessandro Bramati del Municipio 5, che ha lamentato una condivisione all’individuazione dei problemi «per il momento solo a parole», in contrasto con lo spirito della riforma sul decentramento e con una programmazione efficace degli interventi.

Previsti dall’assessorato anche un piano telecamere con visori collegati alla Centrale operativa interforze, nelle periferie e in particolare nelle case popolari, cortili compresi e un nuovo sistema di call center dedicato alla sicurezza, con numero di telefono dedicato e una mail per scrivere all’assessore, con segnalazioni e richieste da parte dei cittadini per interventi rapidi o per chiedere incontri con i comitati di cittadini e i condomìni. Respinte, talvolta con una certa ingiustificata ruvidezza, le osservazioni dei cittadini su temi, sempre inerenti la sicurezza – come la viabilità o il degrado urbano – ma che non hanno a che fare con l’assessorato della Rozza. E questo nonostante le fosse stato detto, giustamente, che il tema della sicurezza non è solo una questione di ordine pubblico o presidio del territorio.

Claudio Calerio

assemblea

Municipio 5: «Più controllo su edifici abbandonati e luoghi isolati»

«Costruiremo un Piano sicurezza insieme ai cittadini e ai municipi». Questo l’esordio dell’assessora Rozza all’incontro che si è tenuto il 21 settembre scorso al Municipio 5. Molti cittadini presenti, come molte sono state le segnalazioni, quasi tutte note da tempo; poche invece, per fortuna, le polemiche. Tra le richieste dei cittadini due leitmotiv di questi incontri: i Vigili di Quartiere e le telecamere. Sul primo tema l’assessore ha prospettato l’istituzione di squadre di agenti “a tempo” nelle zone più critiche, fino alla risoluzione dei problemi. Riguardo la richiesta avanzata da diversi cittadini di posizionare nuove telecamere, per il controllo del territorio e, soprattutto, per dissuadere la microcriminalità. Molte poi le segnalazioni dei cittadini su fatti specifici e problematiche note da tempo, come il degrado di Chiaravalle; il campo rom di Chiesa Rossa, gli immobili abbandonati e occupati da disperati, come la scuola di via Silvio Pellico o l’ex deposito di pullman di via De Sanctis/Chiesa Rossa; i furti nelle case e la microminalità per strada, il controllo degli insediamenti abusivi nei parchi agricoli lungo via Selvanesco e via San Dionigi, il controllo della zona della movida in Darsena e lungo i Navigli. Anche in questo caso l’assessore ha preso nota. Interessanti alcune proposte, come quella della social street di gestire il piccolo parco di via Montegani, accanto alle scuole di via Palmieri, per evitare che sia mal frequentato o la disponibilità a collaborare dei cittadini del quartiere Sant’Ambrogio, per individuare le situazioni su cui intervenire o la proposta, di un cittadino, di realizzare degli strumenti social collaborativi – sul modello dei gruppi Whatsapp o Facebook – per segnalare a cittadini e forze dell’ordine le criticità in tempo reale. O infine l’idea di creare un vero e proprio sportello sicurezza da aprire nel Municipio 5.

Il circolo Pd di Gratosoglio chiede la chiusura della Casa dell’accoglienza di via Saponaro

Piccolo colpo di scena, per l’assessora Rozza e tutto il Consiglio, quando in sala ha preso la parola Michele Valtorta, rappresentante delle autogestioni del Gratosoglio e del locale circolo Pd. Dopo aver illustrato velocemente tutti i problemi che affliggono l’area del quartiere che si trova nei pressi della Casa dell’accoglienza di via Saponaro (decine di persone che stazionano in un parchetto per famiglie, di fatto espropriato; altre che non trovano un letto e dormono ovunque, ecc…), Valtorta ha sganciato la bomba: «Chiediamo che la Casa dell’accoglienza venga chiusa». Brusio in sala. L’assessora Rozza interrompendolo ha chiesto tra lo stupito e l’aggressivo: «Questa è una sua posizione personale o è quella del circolo Pd?». «Del circolo», ha risposto Valtorta. Tabù infranto dunque: anche la sinistra può chiedere la chiusura di un centro per senza tetto. Sappiamo che l’eco della richiesta è giunta anche alla segreteria cittadina del Pd e poi a cascata in tutti i coordinamenti cittadini, creando qualche mal di pancia. Dal circolo fanno sapere che andranno avanti con questa richiesta e che questa era, di fatto, una posizione nota, sin dalla scorsa consiliatura. Meno perentoria la posizione sul tema del gruppo Pd al Municipio 5, che per bocca della sua capogruppo, Angela Lanzi, ha chiesto che venga spostata altrove la mensa che giornalmente fornisce pasti a circa oltre un migliaio di persone, oltre ai circa 180 ospiti.

S. F.

Municipio 6: «Ristabilire la legalità in via Gola e debellare lo spaccio»

Aula consiliare gremita di cittadini al Municipio 6 lo scorso 29 settembre, in occasione della serata dedicata alla sicurezza. L’assessore Rozza ha aperto l’incontro, illustrando i punti fondamentali del Piano Sicurezza, poi è intervenuto il presidente Santo Minniti, che ha illustrato le situazioni più critiche della zona: risse al mercato di piazza Tirana; la movida sui Navigli; le occupazioni abusive nelle case e lo spaccio in via Gola; sempre lo spaccio di droga nei parchi e giardini di via Ovada e Voltri alla Barona; il casello ferroviario sotto il ponte di via Brunelleschi e altre aree occupate dai rom, le feste sudamericane in largo Balestra al Giambellino. Alcuni genitori hanno manifestato la preoccupazione per la sicurezza dei loro bambini nei giardini frequentati da bande giovanili. Altri si sono lamentati per gli edifici privati in disuso, non messi in sicurezza dalla proprietà. Per favorire interventi tempestivi da parte della Polizia Locale è stato proposto di attivare un’app del Comune per velocizzare le richieste di intervento. L’assessore ha risposto a diverse delle segnalazioni dei cittadini, cominciando da come intende procedere concretamente. Ha prima di tutto spiegato che le questioni relative al traffico di droga sono di competenza del Comitato della Sicurezza, composto da Questore, Prefetto e forze dell’ordine, che se occupa settimanalmente in riunioni dedicate. Per gli interventi sul verde, si pensa di sperimentare un appalto specifico, a un’unica impresa, per interventi rapidi, a seguito di danneggiamenti del verde. È inoltre in via di definizione con MM un piano di miglioramento dell’illuminazione in parchi e giardini. Per evitare occupazioni abusive è volontà dell’Amministrazione restituire ai residenti le aree degradate che vengono bonificate, perché possano contribuire a gestirle e a farle rivivere. Sul tema della presenza della Polizia locale, con i 48 vigili urbani del Comando di zona 6, c’è l’intenzione di aumentare le pattuglie della zona 6 da 2 a 5 e prevedere 8 pattuglie notturne di Polizia Locale che girino i quartieri della città, anche quelli delle periferie. A questo proposito sono previsti incontri con i sindacati sulla riorganizzazione del personale della Polizia Locale dell’assessorato e dei Municipi. Per le case popolari, ha ricordato Rozza, i tre quarti sono della Regione e gestite da Aler, e quindi è di loro competenza chiedere interventi a Questore e Prefetto, con i quali il Comune si era comunque impegnato a garantire un supporto assistenziale e sociale. «La Polizia Locale – ha tenuto a precisare l’assessore – non può entrare nelle case popolari di Aler perché sono considerate private». Qui si è scatenata una contestazione a difesa della Regione, contro le responsabilità politiche e amministrative della Giunta Pisapia, e con offese e ingiurie contro l’assessore, respinte dalle proteste di molti presenti. Sedata la bagarre, la riunione si è conclusa con l’impegno per un prossimo incontro di aggiornamento sulle problematiche emerse ai primi di gennaio 2017.

C. C.

Il commento del direttore:
Per un’azione realmente efficace bandiamo ogni forma di demagogia

La sicurezza è un tema importantissimo, che abbraccia praticamente tutti gli aspetti della vita della nostra città, dal contrasto al degrado di case e strade al controllo del territorio, dalla lotta alla microcriminalità all’assistenza ai più deboli, fino ad arrivare alla viabilità e alla questione epocale delle migrazioni e dei richiedenti asilo. Per questi motivi l’approccio particolare dell’assessore alla Sicurezza Carmela Rozza è un primo passo importante, ma se non sarà parte di un piano più ampio, che coinvolge tutta la Giunta e i nove Municipi, il rischio che dia risultati non soddisfacenti è molto alto. Siamo di fronte a un’impresa titanica e allo stesso tempo decisiva per il futuro della nostra città, che richiede un cambio di prospettiva. La sicurezza deve smettere di essere oggetto di una demagogia bieca, che rende ancora più difficile ogni soluzione. Il dibattito deve spostarsi dalla superficie dei problemi, abbandonare la contrapposizione sterile tra chi cavalca e fomenta le paure per tornaconti elettorali e chi, invece, sottovaluta quella stessa paura, imbrigliato da posizioni ideologiche. Con il risultato di ottenere una specie di stallo e un rincorrere le emergenze, con interventi che nel migliore dei casi sono soluzioni temporanee. è chiaro che questo tragico approccio deve cambiare, se vogliamo migliorare la qualità della vita delle nostre città. Tutti gli attori, cittadini e istituzioni, partiti e media, devono prendere atto che non esistono soluzioni immediate a problemi complessi. Iniziamo a guardare in faccia la realtà, ascoltando le ragioni di tutti e analizzando le criticità, per arrivare a elaborare un piano che affronti tutti gli aspetti della questione sicurezza. In un grande movimento che coinvolga la città intera, producendo un mix di piccoli interventi da attuare subito: e in questo l’assessore Rozza è partita bene; e di grandi progetti su tutti gli aspetti della vita cittadina, da perseguire ostinatamente negli anni.

Stefano Ferri

 

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

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