Sicurezza Partecipata, incontro alla Casa delle Associazioni. Presenti i rappresentanti di Municipio, Comune e Regione

Sì è tenuto il 4 luglio presso la Casa delle Associazioni di via Saponaro al Gratosoglio un incontro sul tema della Sicurezza Partecipata, organizzato dalla social street Gratosoglio, Basmetto e dintorni. Presenti, insieme a una

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65916901_2265553330229682_3979751262370398208_nSì è tenuto il 4 luglio presso la Casa delle Associazioni di via Saponaro al Gratosoglio un incontro sul tema della Sicurezza Partecipata, organizzato dalla social street Gratosoglio, Basmetto e dintorni. Presenti, insieme a una cinquantina di cittadini, una folta e qualificata rappresentanza delle istituzioni. C’erano per il Municipio 5 il presidente Alessandro Bramati, il presidente e il vicepresidente della Commissione Sicurezza Simone Riccò e Massimiliano Facchini. Per il Comune è intervenuta la vicesindaco e assessora alla Sicurezza Anna Scavuzzo e per la Regione l’assessore Riccardo De Corato e, in rappresentanza dell’assessore Stefano Bolognini, Piermario Sarina. Ospiti della serata i rappresentanti dell’Associazione Controllo di Vicinato, che hanno illustrato il loro programma di sicurezza partecipata, attraverso il quale, coinvolgendo gruppi di cittadini, viene attivato un sistema di segnalazione e condivisione di situazioni sospette e reati alle forze dell’ordine.

Gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni, sia pure con gradazioni diverse che sono andati dal sostegno esplicito dell’assessore De Corato, alla sostanziale bocciatura della vicesindaco Scavuzzo, hanno tutti evidenziato la difficoltà ad applicare un modello come quello dell’Associazione Controllo di Vicinato, già presente in centinaia di medio piccoli comuni italiani, in un quartiere grande e “aperto” come Gratosoglio. Unità di vedute invece sulla necessità che i cittadini partecipino attivamente alla soluzione del problema della sicurezza, attivandosi con segnalazioni di situazioni sospette, sottolineando però che il controllo e l’azione repressiva spettano sempre ed esclusivamente alle Forze dell’ordine e alla Polizia locale.

I cittadini intervenuti hanno sottolineato come un programma di sicurezza partecipata non possa prescindere dalla risoluzione prima dei problemi che ormai affliggono il quartiere da anni. Michele Valtorta, delle Autogestioni Aler e consigliere di Municipio 5, ha fatto presente ai rappresentanti della Regione come Aler disattenda, non riparando portoni, cancelli e vetri, a ogni richiesta di maggiore sicurezza. Sonia Ferrari del Comitato Basmetto ha chiesto alla vicesindaco Scavuzzo maggiore sicurezza per il quartiere, minacciato in particolare dalla presenza di un campo rom “incontrollato” poco distante. Nino Romeo dell’associazione Gratosoul, ha invece sottolineato come i residenti del quartiere, perlopiù anziani, siano ormai sfiduciati sia nei confronti dell’Aler che delle istituzioni più generale, al punto che anche quando potrebbero, ormai non denunciano più inadempienze o torti subiti.

«È stato un incontro positivo per il quale ringrazio le istituzioni e i cittadini intervenuti – ha commentato alla fine della serata, protrattasi fin oltre mezzanotte, Antonella Musella, referente della social street –. Insieme alla disponibilità di Municipio, Comune e Regione a lavorare su questo tema, è emersa la necessità di insegnare ai cittadini cosa osservare e come segnalare le situazioni sospette. Sembrano cose futili ma una corretta e precisa segnalazione alla Polizia Locale e alle altre Forze dell’ordine permette un’immediata conoscenza dei fatti e permette di intervenire con risultati ottimali, come quelli che si sono ottenuti negli ultimi anni. Come Social street Gratosoglio da settembre organizzeremo incontri atti a migliorare la percezione di sicurezza e a sensibilizzare i vicini».

Adele Stucchi
Foto Nino Romeo
(Luglio 2019)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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