Sosta selvaggia: e se dalle proteste passassimo alle proposte?

Leggo su nostri giornali di quartiere numerosi interventi – anche autorevoli– relativi al problema delle “strisce blu” , al congestionamento dell’ultimo tratto di via Nicola Romeo e della cosiddetta “sosta selvaggia”, definizione che per la

, Sosta selvaggia: e se dalle proteste passassimo alle proposte?

sosta strisce bluLeggo su nostri giornali di quartiere numerosi interventi – anche autorevoli– relativi al problema delle “strisce blu” , al congestionamento dell’ultimo tratto di via Nicola Romeo e della cosiddetta “sosta selvaggia”, definizione che per la mia formazione culturale contiene sempre un denso “fumus stultitiae” perché si ferma agli effetti senza indagarne le cause.

Vorrei approfittare di queste pagine per tentare di riportare tutto ad un livello razionale, avanzare proposte anziché rinnovare proteste, magari nella speranza che assessori e consiglieri di zona ne traggano qualche spunto di riflessione pratica e non emotiva.

Il problema. Qualcuno sostiene che per “liberare” l’ultimo tratto di via Romeo dalle auto in sosta, specificamente al centro della carreggiata (peraltro e indubbiamente in divieto e quindi sanzionabili) sarebbe sufficiente prolungare le strisce blu. Peccato che non sia così: le auto congestionano la via Romeo dalle 18 del pomeriggio alle 9 del mattino, orario in cui sostanzialmente anche la parte “cieca” della via si svuota. Che cosa ne deduciamo? a) Che l’orario di sosta è comunque al di fuori dagli obblighi di pagamento. b) Che sono sostanzialmente auto di residenti, per quanto maleducati. c) Che in ogni caso sono auto dotate di autorizzazione alla sosta sulle strisce blu. Però chiediamoci: perché molti posteggiano al centro della carreggiata in “sosta selvaggia”? Perché sono solo appunto maleducati o perché non esistono spazi nel raggio di 150-200 metri? Il prolungamento delle strisce blu tracciate a terra aumenterebbe miracolosamente gli spazi? Non credo proprio. A meno che…

Prima proposta di soluzione: modalità di parcheggio. I nuovi residenti non sanno che una decina di anni fa la sosta in questa parte terminale di via Romeo era “verticale” o a “spina di pesce”, poi per intervento della polizia locale che ne sanzionava la sosta, si è passati alla modalità longitudinale. Una prima possibile soluzione razionale da suggerire a chi propone il prolungamento delle strisce blu, in modo da contemplare anche un seppur minimo aumento dello spazio, è quello di realizzarle appunto a “spina di pesce” almeno su un lato. Ma non lo sento proporre da nessuno.

Seconda proposta di soluzione: minima variante urbanistica. 20 anni orsono gli architetti che hanno “disegnato” il quartiere lo hanno fatto in modo a dir poco teorico se non demenziale. Basta guardare la triste Piazza Cantoni, pensata come un’agorà di aggregamento, rimasta sempre deserta e degradata, pericolosa e scivolosa d’inverno a causa dei materiali di pavimentazioni adatti alle isole della Grecia ma non al gelo e alle nevicate milanesi, ed oggi addirittura recintata e inibita al pubblico. Sono stati creati grandi parcheggi inutili ai margini del quartiere, ma pochissimi spazi attigui a dove la gente vive e infine un’autostrada pedonale meravigliosa dal punto di vista antroposofico tra via Romeo e via Fraschini, ma possiamo dire assolutamente pletorica? Perché non realizzare all’esterno della “pista pedonale”, al di qua del muretto per intenderci, spazi di parcheggio tra gli alberi tipo quelli che si possono trovare di fianco al Bar Tabacchi, dove le auto in sosta non costituiscono né un intralcio né un pericolo per l’accesso ai giardini? A occhio stiamo parlando di 18- 20 posti in più a costo zero: basta rimuovere i due paracarri, piazzarli sul lato opposto e tracciare strisce tra gli alberi, persino blu se vi piace! E venti posti significano un intero lato di via Romeo che va dalla “pista pedonale” a piazza Cantoni! Qualcuno si è posto il problema di cosa accadrà quando sarà realizzata la nuova Chiesa?

Terza proposta di soluzione: ripristino aree libere. Molti e non sempre a torto sostengono che le strisce blu nel primo tratto di via Romeo e in via Fraschini inducono i non residenti – pochi – che affluiscono qui al mattino per lavoro a preferire le aree non a pagamento. E come dar loro torto? Forse che i residenti delle Terrazze che lavorano altrove all’atto pratico non farebbero lo stesso in altre zone? Ecco dunque la semplicistica proposta di prolungare le strisce blu, per tornare alle considerazioni iniziali. Ma la vera soluzione è un’altra: ripristinare a parcheggio gratuito l’enorme area davanti alla Esselunga, che nulla ha a che vedere con il congestionamento della zona e che guarda caso rimane sempre deserta giorno e notte. I non residenti sarebbero invogliati a parcheggiare lì, mentre oggi a parità di costo per la sosta a pagamento ovviamente sono portati ad avvicinarsi il più possibile ai negozi o al posto di lavoro. Oltretutto un tempo in quell’area – che è vastissima – venivano parcheggiati anche camper e furgoni senza gravare sulle strade, ma poi in preda alla fobia da nomadi si è pensato di piazzarci una sbarra per impedirne l’accesso con il risultato di congestionare ancora di più le vie limitrofe. Cari amministratori comunali, come riuscirete a convincermi che trasformare anche quell’area in sosta a pagamento non sia solo un mero espediente per incassare qualche migliaia di euro di più?

Bene, concludendo mi piacerebbe che anche sulle pagine dei nostri giornali si discutesse di soluzioni e non solo di problemi. Chiedo troppo? Grazie per l’attenzione.

Gian Maria Madella

(Dicembre 2015)

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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