Spazzatura per strada e casette stracolme, a Gratosoglio sud è sempre emergenza rifiuti

A quasi un anno dall’introduzione da parte di Amsa della raccolta settimanale dei rifiuti indifferenziati a Gratosoglio sud la situazione è sempre la stessa: mucchi di spazzatura per strada e casette per il conferimento strapiene.

, Spazzatura per strada e casette stracolme, a Gratosoglio sud è sempre emergenza rifiuti

A quasi un anno dall’introduzione da parte di Amsa della raccolta settimanale dei rifiuti indifferenziati a Gratosoglio sud la situazione è sempre la stessa: mucchi di spazzatura per strada e casette per il conferimento strapiene. Se nel resto della città le nuove modalità di conferimento hanno funzionato, in questa pezzo di città continua il rimpallo delle responsabilità tra chi dice che è colpa dei cittadini “incivili” e chi sostiene che Aler, proprietaria degli immobili, non crea le condizioni minime perché la raccolta differenziata venga fatta correttamente. In mezzo i cittadini, costretti a vivere in una situazione ai limiti della decenza.

Per premere perché si arrivi a una soluzione, dal marzo scorso la social street Quartiere Gratosoglio, Basmetto dintorni, attraverso l’azione puntuale di documentazione e denuncia compiuta da Antonella Musella e Nicola Consalvo, ha messo sotto pressione le istituzioni. A seguito delle loro continue segnalazioni, lo scorso luglio c’è stato un primo incontro in Municipio 5, che avrebbe dovuto pianificare le soluzioni. All’incontro erano presenti l’assessore alle Politiche sociali, abitative e disabilità della regione Lombardia, Stefano Bolognini, il presidente di Municipio 5 Alessandro Bramati, i responsabili Aler di zona, Amsa su mandato del Comune, il Laboratorio di quartiere.

A otto mesi dal tavolo istituzionale che avrebbe dovuto risolvere definitivamente la situazione, abbiamo intervistato Antonella Musella, referente della social street cui  è appena stato conferito il premio Panettone d’oro.

Antonella Musella, a sette mesi dall’incontro a che punto siamo?
«Purtroppo non è cambiato nulla. Nella zona sud del quartiere vi è tuttora un solo gazebo per le circa mille famiglie. Qui i residenti dovevano percorrere ben 600/700 metri per raggiungere l’unico gazebo per lo smaltimento differenziato dei rifiuti. Antonella MusellaA inizio agosto c’è stato un primo intervento temporaneo da parte di Amsa con la collocazione di contenitori provvisori lungo il percorso, anche se in numero minore rispetto a quelli stimati per far fronte all’emergenza estiva. Difatti tuttora non riescono a soddisfare l’esigenza degli abitanti. A settembre Regione Lombardia e Aler avrebbero dovuto effettuare una programmazione per il ripristino nelle cantine degli ex locali utilizzati per la raccolta dei rifiuti. Il regolamento del Comune di Milano prevede infatti che nei condomini ci sia obbligatoriamente un locale rifiuti per ogni scala. Oppure avrebbe dovuto considerare la realizzazione di nuove aree di raccolta con i gazebo e per l’immediato di aree recintate, così come esistono in via Saponaro. Questo però, che sarebbe stato il primo passo per risolvere la situazione. non è stato compiuto. Inoltre, da un nostro censimento tra i caseggiati, abbiamo riscontrato che nelle cantine gli ex locali in cui prima confluivano i rifiuti, non sono più idonei a svolgere la stessa funzione in quanto privi degli aeratori per il deflusso dei gas emanati dai rifiuti. Inoltre abbiamo scoperto che in alcuni condomini sono ancora attive le canne aperte di ricaduta dei rifiuti, vietate da anni per motivi igienici e per permettere la raccolta differenziata. Ciò comporta sia il rischio di infortuni sul lavoro tra gli stessi addetti – ce ne sono già stati almeno un paio– sia l’impossibilità di attuare la raccolta differenziata».

Nell’incontro di giugno era stata promessa anche la progettazione di nuove casette. Avete ricevuto un riscontro?
«No, non abbiamo saputo più nulla. Le casette che sarebbero la soluzione definitiva, da quanto ne sappiamo, non sono state neanche progettate, né le aree recintate in cui porre ulteriori cassonetti individuate. Nel frattempo il Codacons ha presentato un ricorso in Tribunale per la questione igienico-sanitaria e per l’emergenza ambientale. Purtroppo i tempi sono lunghi perché dovrà intervenire un magistrato per gli accertamenti. Comunque all’inizio Amsa interveniva quotidianamente e costantemente con una task force impressionante, con squadre anche di otto camion che lavoravano contemporaneamente sulla via Baroni, per raccogliere i rifiuti abbandonati non correttamente. Poi c’è stato un certo rallentamento, tuttavia i rifiuti su strada sono sempre stati rimossi, rimanevano solo quelli accantonati in aree non comunali. Ora abbiamo notato che c’è di nuovo un dispiegamento di forze quotidiano da parte di Amsa».

Di recente avete fatto nuove segnalazioni all’Aler e alla Regione Lombardia?
«Sì, abbiamo documentato e segnalato alle stesse persone del tavolo di giugno che l’esposizione su strada non proveniva da cittadini “incivili” ma dagli stessi operatori della cooperativa incaricata dall’Aler, che effettuavano la rimozione dei sacchi dal locale rifiuti mettendoli su strada. Dopo questa segnalazione abbiamo visto che gli stessi riempivano i cassonetti dell’indifferenziata posti nelle vicinanze con sacchi di plastica, umido e carta, vanificando la raccolta differenziata dei cittadini. Abbiamo fatto un’ulteriore segnalazione all’assessorato sociale Bolognini affinché intervenisse sulla cooperativa».

Si era parlato anche di una campagna di sensibilizzazione nell’incontro di giugno…
«Sì, sarebbe dovuta partire a settembre, come social street intendevamo collaborare con il Municipio e con l’assessorato regionale ma nulla ci è stato risposto. Così ci siamo attivati da soli organizzando campagne di sensibilizzazione in cui spieghiamo ai cittadini come devono fare la raccolta differenziata, abbiamo distribuito nei caseggiati degli stampati con i recapiti di chi contattare nel caso di rifiuti abbandonati. Abbiamo richiesto e ottenuto di rimettere la segnaletica indicante “carta” “plastica” e “umido” sulle bocche di conferimento dei gazebo per la corretta raccolta di differenziazione».

L’estate sembra ancora lontana, ma la risoluzione dei problemi richiede tempo. Quali step dovrebbero essere attuati prima che torni di nuovo il caldo?
«Dipende dalla volontà della proprietà, ossia da Aler, di quanto intende investire: se conviene ristrutturare in ogni caseggiato il vecchio locale rifiuti nelle cantine con sistemi di areazione idonei oppure individuare nuove aree in cui posare nuovi gazebo. È bene che decidano al più presto per evitare un’altra ondata di emergenze nella prossima estate».

Cogliamo l’occasione per felicitarci con Antonella Musella  per il riconoscimento del Panettone d’oro, ottenuto venerdì 7 febbraio presso il teatro dell’Arte alla Triennale con la seguente motivazione: “In meno di due anni dalla costituzione del gruppo Social Street Quartiere Gratosoglio, Basmetto e dintorni, ha organizzato numerose iniziative aggregative. È un punto di riferimento del quartiere, a cui dedica volontariamente il suo tempo libero”. Il Panettone d’oro 2020, giunto alla ventunesima edizione, è un premio dedicato alla virtù civica promosso dal Coordinamento dei Comitati Milanesi.

Nelle foto i nuovi cassonetti e bidoni Amsa, tuttora “provvisori” da agosto 2019 in attesa della risoluzione dell’emergenza  e l’unico gazebo  cui debbono conferire i rifiuti differenziati le oltre mille famiglie a Gratosoglio sud.

Giornalista per caso… dal 1992, per una congenita passione per la fotografia. Dalle foto ai testi il passo è breve: da riviste di viaggio e sportive ai più quotati femminili e quotidiani nazionali sui temi del mondo del lavoro. Ho progettato e gestito newsletter di palestre e centri fitness. Ora faccio parte degli intrepidi inviati di Milanosud.

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