Sport, passione e territorio, i 50 anni della “Barona Sporting 1971″

Lo scorso ottobre era prossima l’apertura, con una nuova gestione, del centro sportivo di via S. Paolino 9, fra il quartiere S. Ambrogio 1 e la Cascina Monterobbio. Apertura poi rinviata a causa della seconda

Lo scorso ottobre era prossima l’apertura, con una nuova gestione, del centro sportivo di via S. Paolino 9, fra il quartiere S. Ambrogio 1 e la Cascina Monterobbio. Apertura poi rinviata a causa della seconda ondata di Covid 19. Solo ora, con la zona gialla anche in Lombardia, gli impianti sportivi possono riaprire, seppure limitatamente agli allenamenti e alle partite di calcio amatoriale a 5 e a 7. Oggi, come a ottobre, incontriamo il nuovo gestore della struttura Gianluca Carusi, figlio di Massimo, Presidente della Società Sportiva Dilettantistica “Barona Sporting 1071”.

Ora si riparte Gianluca, a un anno dalla partecipazione al bando comunale per rilevare l’attività dalla vecchia gestione del “Club Milano”…

«È così, avevamo vissuto in quartiere più di vent’anni, io fin da piccolino avevo giocato al calcio qui quando c’erano 300-400 ragazzi, mio papà era stato vice presidente e, alla fine della mia carriera professionistica, sono tornato portando la nostra squadra dalla seconda categoria in Promozione, avendo come obiettivo di farla salire ancora di più, per rendere questo centro sportivo attrattivo dal punto di vista calcistico ma soprattutto da quello sociale, perché crediamo che in un quartiere così popoloso come la Barona, sia fondamentale un centro come servizio sociale. Questo perché abbiamo sempre avuto nel cuore la Barona».

Nella convenzione sono previsti vostri investimenti nel centro sportivo?

«Sì, abbiamo cominciato ad ammodernarlo per renderlo più bello e accogliente con il nostro bar, e pensiamo anche di avere altri sport. Inoltre abbiamo chiesto al Comune e al Parco Sud di poter costruire altri tre campi sportivi per giocare a paddle. È uno sport simile al tennis con campopiù piccolo e vetri tutto intorno, Un nuovo sport praticato da due-tre anni in Italia mentre in Spa- gna e Argentina lo giocano da 15 anni e ora sta spopolando a Milano. Si gioca due contro due, con una racchetta più corta e spessa, si colpisce la pallina di rimbalzo dal vetro o al volo».

Attualmente quanti sono gli impianti e chi vi gioca?

«Abbiamo un campo a 11, poi due campi per giocare a 7 o a 5, in sintetico tutti di nuova ge- nerazione. Oltre la nostra squadra, ospitiamo, in partite ufficiali, anche squadre del Club Milano. Le nostre 8 squadre che giocano qui sono: la nostra prima squadra che milita in Promo- zione, una Juniores regionale, poi gli Allievi provinciali, i Giovanissimi regionali e provinciali, gli Esordienti, i Primi calci e i Pulcini. Nel quartiere siamo conosciuti perché facciamo sport per passione e molti genitori, sapendo che siamo tornati, portano i loro bambini. Vogliamo che i bambini e i ragazzi, che vanno dai 5 ai 18 anni, possano divertirsi, ma anche impegnarsi con serietà, perchè si crei una certa mentalità: saper stare insieme e socializzare. I nostri istruttori oltre che essere dei bravi allenatori devono essere anche dei bravi educatori».

Quest’anno fate i 50 anni dalla fondazione della società, come festeggerete?

«Compatibilmente con l’evoluzione della pandemia e della campagna vaccinale, vorremmo fare una grande festa nel quartiere con la presenza di personaggi sportivi, coinvolgendo il Comune e il Municipio 6, al quale vorremmo proporre di recuperare e riqualificare l’area piena di sterpaglie e alberi di fianco alla bretella che immette nella A7, ampliando gli spazi per altre attività sportive».

Per info: www.baronasporting1971.it

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