Strictly A One-Eyed Jack, l’ultimo album di John Mellencamp

John Mellencamp, classe 1951, giunge con Strictly A One-Eyed Jack al venticinquesimo album di una lunga carriera, iniziata nel 1976, che lo ha portato a vendere oltre 40 milioni di dischi, a essere in nomination

John Mellencamp, classe 1951, giunge con Strictly A One-Eyed Jack al venticinquesimo album di una lunga carriera, iniziata nel 1976, che lo ha portato a vendere oltre 40 milioni di dischi, a essere in nomination a 13 Grammy Awards, vincendone uno, a entrare nel 2008 nella Rock and Roll Hall of Fame ed essere considerato uno dei più grandi singer-songwriter americani. Strictly A One-Eyed Jack è uno dei suoi migliori album degli ultimi anni, dodici nuovi brani di cui ben tre cantati con Bruce Springsteen, amico di lunga data.

L’inizio è alla grande con la struggente I Always Lie To Strangers e la melanconica ballata Driving In The Rain. Dei tre brani con Bruce Springsteen Wasted Days, il singolo scelto per il lancio dell’album, è il migliore, con le due voci insieme che emozionano, decisamente una grande canzone. Da segnalare anche la lenta Street Of Galilee, dove cresce un piano in evidenza, la drammatica e nervosa Sweet Honey Brown e la trascinante title-track Strictly A One-Eyed Jack, solido folk-rock.

Disco maturo, ben suonato, con un Mellencamp dalla voce sempre più roca e vissuta, con la preziosa presenza di Bruce Springsteen, due settantenni con grandi carriere alle spalle, due rocker che si sono fatti più riflessivi con il passare degli anni, che attraversano una nuova fase musicale della loro vita, ma che hanno ancora molto, molto da dire.

Le segnalazioni di Beppe

  • Eliza Gilkyson, Songs From The River Wind, voto: 8
  • The Chieftains, Chronicles: 60 years of the Chieftains, voto: 7.5
  • Christy Moore, Flying Into Mistery, voto: 7.5
  • Massimo Zamboni, La mia patria attuale, voto: 7.5
  • Pippo Pollina, Canzoni segrete, voto: 7
  • Etten Hitti, Via lattea, voto: 7

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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