Tarassaco & Co: le radici che curano

Settembre è il mese delle radici perché, alla fine dell’estate, sono ricche di linfa raccolta dal terreno, sali minerali e sostanze nutrienti. Sono quindi un concentrato di principi attivi. In primavera abbiamo raccolto i fiori

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radiciSettembre è il mese delle radici perché, alla fine dell’estate, sono ricche di linfa raccolta dal terreno, sali minerali e sostanze nutrienti. Sono quindi un concentrato di principi attivi. In primavera abbiamo raccolto i fiori al massimo della loro forza vitale, questa estate abbiamo colto i frutti delle piante officinali. Ora, armati di un coltello un po’ robusto oppure di una piccola zappetta, con un cesto o una busta di carta e un paio di guanti dedichiamoci a questo lavoro più faticoso.

Partiamo dal Tarassaco, piccola pianta dai fiori gialli che si trova nei prati ed è molto comune e preziosa. Le foglie si mangiano in insalata tutta la primavera ed estate e le radici si raccolgono adesso per disintossicare il fegato. Dopo l’estate, passata tra cene abbondanti e feste e stravizi, ripulire il fegato per permettergli di affrontare l’autunno e l’inverno è fondamentale.

Muniti di zappetta o coltello, individuata la piantina nel prato, delicatamente cerchiamo di sradicarla dal terreno. Più siamo attenti e più riusciamo a recuperare della radice, che nel caso del Tarassaco è abbastanza solida e resistente. Secondo la quantità di materia prima che pensiamo di utilizzare ci regoleremo nella raccolta, per non sprecare e distruggere ciò che è bene che venga preservato in natura. A casa poi, lavate le radici delicatamente e tagliatele a piccoli tocchetti, per farle essiccare su un foglio di carta alimentare. Al riparo dal sole e dalla sporcizia. Ci vorranno una o due settimane per una buona essiccazione, tempo asciutto permettendo. Ponetele poi in un barattolo scuro e in dispensa.

La cura a base di radice di Tarassaco deve andare avanti almeno una ventina di giorni, con un decotto al mattino a digiuno. Ricordate di non zuccherare, al massimo di dolcificare con un cucchiaio di miele.

In alcuni casi le piante si coltivano proprio per la raccolta delle radici: esempi più ovvi sono le carote e i ravanelli, ma esistono diverse erbe aromatiche e spezie che producono radici (o rizomi) adatte al consumo, come lo zenzero, il rafano, la valeriana.

Tutte le piante aromatiche, usate comunemente in cucina per insaporire i cibi, hanno anche proprietà curative, oltreché vitamine e sali minerali. Le loro radici possiedono in maniera significativa le sostanze utili, perché le radici in generale contengono tutti i principi attivi alla massima concentrazione. Spesso però bisogna riconoscere che le radici non hanno un sapore interessante e piacevole come le altri parti di una pianta. La soluzione migliore è quella di unire piante diverse per addolcire “l’intensità” del sapore di una radice. Ma anche questo sapore intenso denota che in quella parte della pianta si trova la parte più potente dal punto di vista curativo.

Paola Grilli Naturopata,
paolagrilli55@gmail.com

(Settembre 2015)

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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