Tommaso Moro, umanista, statista e martire

Tommaso Moro (nome italianizzato di Thomas More) nasce a Londra nel 1477. Nella sua giovinezza intraprende gli studi per diventare avvocato e nella città di Oxford eserciterà la professione con successo. Contemporaneamente si entusiasma per

Tommaso Moro (nome italianizzato di Thomas More) nasce a Londra nel 1477. Nella sua giovinezza intraprende gli studi per diventare avvocato e nella città di Oxford eserciterà la professione con successo. Contemporaneamente si entusiasma per quella che in Inghilterra era chiamata la “nuova cultura” ovvero l’Umanesimo, la corrente letteraria-filosofica che era nata in Italia. Tramite Tommaso in Inghilterra si diffondo gli ideali dell’umanesimo e l’idea che gli studi letterari non devono solo portare a un’oziosa erudizione, ma fornire le conoscenze per promuovere un efficiente impegno nella realtà civile. Egli strinse rapporti con i più noti intellettuali del tempo, fra cui Erasmo da Rotterdam che gli dedicò L’Elogio della follia e a sua volta si pose all’attenzione dell’Europa con un trattato satirico politico, Utopia. Il termine Utopia, deriva dal greco e letteralmente significa “il paese che non esiste in nessun luogo”.

Tommaso descrive un paese ideale fondato sulla ragione e su giuste leggi. Come già aveva fatto Platone, nella Repubblica, alla base della sua costituzione pone il rifiuto della proprietà privata con la conseguente comunanza dei beni. Sono previsti giusti orari di lavoro con altrettanto

corrette ore di svago dal momento che gli abitanti non lavorano a scopo di lucro, ma soltanto per provvedere ai beni necessari alla propria esistenza . In questo modo, dal momento che tutti esercitano un lavoro manuale, le ore di attività possono essere ridotte a sei al giorno. Rimane così molto tempo da dedicare alle altre attività e una grande attenzione viene data allo studio delle scienze naturali e della filosofia morale. Gli abitanti di Utopia professano una religione naturale di impronta monoteistica. Ciascuno è libero di professare la sua religione e può predicarla liberalmente. Tuttavia nell’ opera traspare un netto rifiuto per l’ateismo da parte dell’autore, secondo Moro, infatti, gli atei sono i più intransigenti e intolleranti. Nella città ideale non ci sono leggi che regolano la vita religiosa e che impongono riti o credenze particolare perché è Dio stesso ama la varietà e la molteplicità dei culti.

È davvero sorprendente scoprire una tale concezione fra le pagine di Utopia dal momento che l’autore è animato da una fede ben definita, quella cattolica, e che proprio per essa e con essa affronterà il martirio. Tuttavia la città ideale si realizza solo nella pura ragione e non in una concreta società. Parallelamente alla sua attività letteraria procedeva la sua attività di giurista e di uomo di stato. Dal 1504 fu deputato al parlamento e dopo l’ascesa al trono di Enrico VIII fu nominato vice sceriffo di Londra, ambasciatore e poi vice tesoriere. Enrico VIII stimava molto Tommaso e proprio a lui chiese aiuto per stendere il trattato in lingua latina sui sacramenti per difendere la chiesa cattolica dagli attacchi di Lutero. Nel 1529 giunse al culmine della carriera divenendo, a seguito della caduta in disgrazia del cardinale Wolsey, cancelliere del regno e fu il primo laico a ricoprire questa carica.

Il paese stava sempre più pagando i frutti delle imprese militari di Enrico VIII e inoltre il re, per tanti anni devoto alla Chiesa, stava cercando di indurre il papa ad annullare le sue nozze con Caterina d’Aragona per poter sposare Anna Bolena. Il papato non acconsentì e questo portò a una rottura con la conseguente creazione della Chiesa anglicana che riconosceva come capo lo stesso re. Tommaso resistette a lungo alle pressioni di Enrico VII e rassegnò le dimissioni dal suo incarico. . Si rifiutò di appoggiare una legge che aboliva l’autorità papale e a causa del suo rifiuto, fu imprigionato nella Torre di Londra. La sua scelta fu quella di mantenere il silenzio, comunemente interpretato come rifiuto di abiura. L’amicizia e la benevolenza reale mutarono in una feroce collera. Milan interactive map . Fu istituito un processo contro Tommaso e fu accusato di alto tradimento e condannato alla pena capitale. Il 6 luglio del 1535 salì sul patibolo e abbracciò con la serenità dei sudditi di Dio la morte.

Nel 1935, sarà proclamato santo da Papa Pio XI e nel 2000 dichiarato patrono degli statisti e dei politici da Papa Giovanni Paolo II. Tommaso fu un personaggio dal grande spessore spirituale e umano, cadde vittima del capriccio di un potente che non seppe rispettare i suoi valori,

quelli stessi, che un tempo lo avevano portato a stimarlo e ad affidargli il ruolo di cancelliere. Tommaso non strumentalizzò la sua fede al servizio del potere e questo gli costò la vita, ma fu anche per questo che riuscì ad affrontare serenamente la sorte e a venir poi santificato.

Alessandra Veratti

 

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di dargli un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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