Topi alla scuola dell’infanzia di via Sant’Abbondio, nel fine settimana la disinfestazione

Bruttissima sorpresa per i piccolissimi alunni, i genitori e il personale della scuola dell’Infanzia di via S. Abbondio. Al rientro dalle vacanze sono state trovate tracce di escrementi di topi sul pavimento, nelle sacchette e

Bruttissima sorpresa per i piccolissimi alunni, i genitori e il personale della scuola dell’Infanzia di via S. Abbondio. Al rientro dalle vacanze sono state trovate tracce di escrementi di topi sul pavimento, nelle sacchette e negli armadietti dei bambini. «In due giorni ne sono stati catturati, tramite delle trappole, almeno due» hanno raccontato le famiglie ai giornalisti del Corriere.

Il Comune ha reso noto che dall’inizio della scuola vengono effettuate giornalmente pulizie straordinarie del vecchio edificio. MM è alla ricerca delle  vie d’ingresso dei topi e ha pianificato un nuovo intervento di disinfestazione e sanificazione nel fine settimana. Per questi motivi lunedì 16 i bambini entreranno a scuola più tardi, per permettere ai tecnici di ripulire gli spazi e verificare la situazione.

L’intervento di Nas e Ats ha per il momento disposto l’interruzione del servizio mensa, ma non la chiusura della scuola, suscitando non poche perplessità tra le famiglie dei bambini, che stanno valutando un esposto in Procura.

La scuola dell’Infanzia di via S. Abbondio é una scuola molto vecchia, che il Comune intende abbattere. Come spiegò al nostro giornale l’assessore alla Scuola del Municipio 5 Luisa Gerosa: «Sono state stanziate le risorse, attingendo in buona parte ai fondi del Pnrr, per l’abbattimento e la ricostruzione della scuola dell’Infanzia di via Sant’Abbondio, al quartiere Chiesa Rossa. Qui verrà studiato un progetto per consentire l’integrazione e la continuità didattica con la vicina scuola materna, che sarà anch’essa interessata da interventi».

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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