Torre dei Moro, gli abitanti scelgono il progetto di Mario Piva, che sostituisce le vele con ampie balconate intorno all’edificio

Le 82 famiglie della Torre dei Moro di via Antonini 32 hanno scelto. Sarà l’architetto Mario Piva dell'omonimo studio a disegnare il recupero del grattacielo del Vigentino andato a fuoco nell’agosto del 2021, fortunatamente senza

Le 82 famiglie della Torre dei Moro di via Antonini 32 hanno scelto. Sarà l’architetto Mario Piva dell’omonimo studio a disegnare il recupero del grattacielo del Vigentino andato a fuoco nell’agosto del 2021, fortunatamente senza vittime. Il progetto esecutivo dovrebbe essere pronto per marzo ed entro la primavera è previsto l’inizio dei lavori, che dureranno circa due anni.

Il progetto dello Studio Mario Piva, è stato scelto dagli abitanti della torre tra quelli degli studi di architettura di Stefano Boeri, Alessandro Scandurra, Alfonso Femia e Studio Lab, perché dà  “priorità a caratteristiche funzionali, tecnologiche e green nel contesto di un quartiere oggetto di grande riqualificazione, vicinissimo allo Scalo Romana e Symbiosis“, prevede il rifacimento della facciata e l’eliminazione delle famigerate vele, per sostituirle con balconi in ognuno dei 18 piani che gireranno intorno all’edificio, come “nastri di seta”.

Il costo dell’intervento, di circa 26 milioni, è a carico dell’assicurazione, che a sua volta, se vincerà la causa, potrà rivalersi sui costruttori, sui quali pende un rinvio a giudizio per disastro colposo (dalle indagini è emerso che i pannelli non erano ignifughi) e ai quali sono già stati congelati 25 milioni di euro. Il Comune, per favorire il recupero, ha deliberato nei mesi scorsi di non far pagare gli oneri di urbanizzazione del cantiere, il cui valore è stimato in 300mila euro.

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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