Torri Aler di via Russoli: tetti verdi e risparmio energetico. Presentato il progetto definitivo agli inquilini. A giugno inizieranno i lavori

Abbiamo seguito negli ultimi cinque anni, come giornale, le vicende delle case Aler di via Russoli e lo scorso 10 febbraio, la bella notizia: è stato consegnato ad A2A il progetto definitivo per la riqualificazione

Abbiamo seguito negli ultimi cinque anni, come giornale, le vicende delle case Aler di via Russoli e lo scorso 10 febbraio, la bella notizia: è stato consegnato ad A2A il progetto definitivo per la riqualificazione energetica delle quattro Torri. La municipalizzata consegnerà il prossimo 1 marzo il progetto esecutivo per accedere al bonus governativo del 110% che prevede la restituzione in 5 anni delle spese sostenute e anticipate. I lavori inizieranno nel mese di giugno. Ma le novità non finiscono qui. Attraverso il bando comunale “Clever Milano” che utilizza anche fondi europei, per promuovere interventi naturalistici innovativi nei quartieri, negli edifici e nelle infrastrutture, a partire dall’area Sud per poi diffonderle in tutta la città e altrove, sarà finanziato al 35% il progetto verde sui i tetti di via Russoli: il rimanente 65% arriverà da sponsor.

È stato nel lontano novembre del 2016, che l’Associazione “Coltivare la Città” ha presentato e dato gratis ad Aler il progetto, che aveva commissionato a uno studio di architettura, per la ristrutturazione delle quattro torri, con pannelli di rivestimento che, con le più moderne tecnologie di risparmio energetico, producesse acqua calda e riscaldamento. Dopo la bonifica dall’amianto, Aler avrebbe dovuto fare i cappotti ai quattro stabili ma i lavori sono stati interrotti per mancanza di soldi, visti i bilanci in rosso per responsabilità della Regione Lombardia che ne è proprietaria. Di fronte all’incapacità di Aler a utilizzare finanziamenti trovati dal Comune di Milano nei fondi stanziati dal Governo, l’associazione, assieme al Comitato di Autogestione degli inquilini, ha cercato degli sponsor disposti a finanziare i lavori e ha trovato la disponibilità di A2A.

A gennaio, abbiamo partecipato alla presentazione del progetto da parte dell’architetto Tiziana Monterisi agli inquilini, venuti a piccoli gruppi, distanziati per il Covid, nei locali del Comitato di Autogestione. Gli interventi nei 191 appartamenti delle quattro torri inizieranno gradualmente a giugno. Saranno sostituiti i serramenti; tolte le cucine a gas, sostituite da piastre elettriche; i vecchi scaldabagni, sostituiti da un’unica centrale elettrica alimentata dal sole, che porterà una significativa riduzione dei costi di riscaldamento e acqua calda per gli inquilini. Saranno isolati i tetti e posati pannelli fotovoltaici sulle facciate con incorporati gli infissi, contribuendo a mantenere gli ambienti caldi d’inverno con 20° e freschi d’estate con 23°. Tutti i lavori saranno fatti senza la necessità di ponteggi esterni ma con delle gru, meno invasive e in tempi più ridotti. Sui tetti delle quattro torri, resi accessibili, saranno realizzati giardini con panchine, spazi relax e per eventi culturali, orti, arnie e messi piccoli alberi da frutta sui tetti bassi, che saranno curati dalla Cooperativa “Opera in Fiore” della Barona, che aiuterà gli inquilini che vorranno cimentarsi con gli orti e goderne i frutti.

Per riqualificare completamente il quartiere, rimarranno da sostituire le lastre rotte dei cortili e da istallare finalmente delle sbarre elettriche per l’accesso ai parcheggi sotterranei, attualmente oggetto di scorribande notturne e bivacchi di giovani con i motorini. Chissà se Aler vorrà provvedere oppure lasciare, come si dice, “una scarpa e una ciabatta”.

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