Ultime due settimane per la urban yurta, la tenda “speciale” per genitori e bambini da mettere in un parco del Sud Milano

Una yurta, la tenda dei popoli nomadi delle steppe (nella foto sopra), da posizionare in un parco per accogliere bambini e adulti. È la folle idea - ma non troppo - di UhMa’ GenitorInMovimento che

Una yurta, la tenda dei popoli nomadi delle steppe (nella foto sopra), da posizionare in un parco per accogliere bambini e adulti. È la folle idea – ma non troppo – di UhMa’ GenitorInMovimento che per farla diventare realtà ha lanciato un crowdfunding da 7mila euro. Ma che attraverso il bando Rigeneriamo Comunità di LegaCoop e CoopFond, se la cifra verrà raggiunta, diventeranno 14mila. Un progetto intorno al quale si è unita un’intera comunità di genitori, che da tempo aveva creato una rete di relazioni e mutuo aiuto, all’insegna del proverbio africano “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio“.

«Circa due anni fa come gruppo di genitori e bambini abbiamo sentito forte l’esigenza di uno spazio per ritrovarci, per vederci, condividere esperienze e servizi e abbiamo iniziato a cercarne uno. Ma lo spazio non veniva fuori. Quelli pubblici non c’erano e quelli privati costavano troppo e allora ci è venuta l’idea di prendere yurta – ci spiega Fabio Calarco, fondatore San Gottardo Meda Montegani Social Street e tra i promotori del crowdfunding – una grande tenda a forma circolare dei popoli nomadi dell’Asia, da mettere in un parco della zona, perfetta per le nostre esigenze, ecologica e relativamente a buon mercato».

I contatti con il Municipi 5 e 6 e il Comune sono già in corso, e se la somma sarà raccolta – a oggi mancano poco meno di 2.500 euro da raccogliere entro il 16 novembre -, le istituzioni sosterranno l’iniziativa, aiutando a individuare il parco dove posizionare la yurta. I promotori, dal canto loro, da comitato si stanno organizzando per diventare una cooperativa di comunità, che gestisca i servizi e organizzi eventi. «Nella yurta creeremo spazi per bambini, per fare coworking e un piccolo ristoro (sotto una prima ipotesi di disposizione degli spazi) . Ma anche molto altro, come corsi per adulti e bambini o una banca del tempo per scambiarsi servizi – conclude Fabio –. Cosa faremo lo decideremo insieme, di certo non saremo un gruppo chiuso, ma aperto al territorio, solidale e inclusivo».

Per partecipare al crowdfunding.

Per saperne di più Facebook.com/UhMaGenitorInMovimento

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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